Uccise la madre anziana, la perizia medica conferma: «Colpa dei videopoker»

E’ dipendente dal gioco d’azzardo, dalle slot machine, Maria Cristina Filippini, la donna di 48 anni accusata di aver ucciso la madre 90enne, Giuliana Boccenti, lo scorso febbraio a Castelsangiovanni. Il risultato della perizia medica, effettuato dallo psichiatra Matteo Pacini, conferma la patologia della donna che, appunto, aveva ammesso di aver soffocato l’anziana madre per prenderle il denaro da giocare nelle infernali macchinette

Maria Crisitina Filippini scortata dalla polizia penitenziaria all'uscita del tribunale (Foto Gis)

E’ dipendente dal gioco d’azzardo, dalle slot machine, Maria Cristina Filippini, la donna di 48 anni accusata di aver ucciso la madre 90enne, Giuliana Boccenti, lo scorso febbraio a Castelsangiovanni. Il risultato della perizia medica, effettuato dallo psichiatra Matteo Pacini, conferma la patologia della donna che, appunto, aveva ammesso di aver soffocato l’anziana madre per prenderle il denaro da giocare nelle infernali macchinette. E così, i difensori di Filippini, gli avvocato Alessandra Salvadè ed Elena Marzi, hanno chiesto al gip di processare l’imputato con il rito abbreviato, che consideri, però, una perizia medica sulle condizioni psicopatologiche della presunta omicida. Al gup Gianandrea Bussi, inoltre, potrebbe arrivare presto al sollecitazione del pm Emilio Pisante per la nomina di un perito da parte dello stesso giudice. La donna, questa mattina 16 dicembre, ha assistito in aula all’udienza con i suoi difensori. Fuori, ad attenderla i familiari e la figlia.

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Boccenti era stata trovata morta, dalla badante, nella sua camera da letto il 4 febbraio. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Pisante e condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal capitano Rocco Papaleo, si erano indirizzate subito verso l’ambiente familiare. Dopo quattro giorni la figlia Maria Cristina era crollata, ammettendo di essere stata lei a uccidere l’anziana madre premendole un fazzoletto sul volto fino a soffocarla. Una confessione, secondo gli inquirenti, supportata anche dalle analisi che, in giugno, trovarono tracce compatibili del Dna  della anziana con il materiale ritrovato sotto le unghie della presunta assassina. Alla base del delitto, secondo le indagini, il denaro ricercato in modo ossessivo dalla 48enne rimasta invischiata nella rete dei terribili videopoker, che le avrebbe fatto perdere il controllo.

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