Uccise la moglie a coltellate, il caso finisce alla Corte costituzionale

La difesa del marocchino solleva l’eccezione: «Illegittimo che non si possa scegliere il rito abbreviato». Alla richiesta si associa anche il pm. Il giudice la accoglie e invia gli atti alla Consulta per la valutare la legittimità del legge del 12 aprile 2019

Abdelkrim Foukahi in tribunale il 16 luglio (foto Gisimage)

E’ stato accolto il ricorso della difesa sull’incostituzionalità della legge che nega il rito alternativo (l’abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena) a chi si è macchiato di delitti puniti con l’ergastolo. E’ il secondo caso in Italia. Il primo è stato a La Spezia e la Consulta dei deve ancora pronunciare. Si è commosso e ha chiesto scusa per aver ucciso la moglie. E ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste. Poi, dopo oltre un anno di carcere ha potuto rivedere i figli grazie alla sorella della moglie che gli ha mostrato un video con i due bambini. E’ durata tre ore l’udienza preliminare davanti al giudice Luca Milani, pm Antonio Colonna (ma l’inchiesta è del sostituto procuratore Emilio Pisante che era assente) per Abdelkrim Foukahi, 42 anni, il marocchino accusato di omicidio volontario per aver ammazzato con un coltello la moglie Damia El Assali, 45 anni madre di tre figli di 3 e 6 anni e di una ragazza di 23 che studia all’università in Marocco. Damia venne colpita al collo con un coltello l’8 maggio 2019 nella casa dove abitava a Borgonovo.

Donna uccisa a Borgonovo ©Gis_ilPiacenza-2INCOSTITUZIONALE A sollevare l’eccezione di costituzionalità è stato l’avvocato Andrea Perini, difensore di Foukahi, secondo il quale l’impedimento al rito alternativo è contro la Costituzione, violando gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 27 (disparità di trattamento) e 111 (giusto processo). L’eccezione è stata accolta del giudice, che ora invierà gli atti alla Corte costituzionale. La Consulta dovrà valutare la legittimità della legge del 12 aprile 2019, varata dal precedente Governo. Alla richiesta del difensore, si è associato anche il pm Pisante. Svolgere tutti i dibattimenti comporterebbe, secondo Perini, un allungamento dei tempi della giustizia oltre che la negazione della possibilità di ottenere uno sconto di pena.

RINVIO A GIUDIZIO L’udienza doveva decidere sul rinvio a giudizio del marocchino, ma il procedimento è stato sospeso in attesa della risposta dei giudici di legittimità. In aula erano presenti anche i parenti di Damia. Con l’avvocato Wally Salvagnini, si sono costituiti parte civile due fratelli, due sorelle (una di queste è la tutrice dei figli, che ora vivono con lei) e la mamma della povera donna massacrata in casa. Il giudice ha autorizzato l’espatrio della salma. Prima del funerale in Marocco dovrebbe tenersi un momento di preghiera a Borgonovo, dove la donna era conosciuta e benvoluta da chi l’ha frequentava.

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LE DICHIARAZIONI Foukahi si è mostrato disponibile verso tutte le parti, rispondendo alle loro domande. Commosso, l’uomo è preoccupato per i due figli piccoli che non vede dal giorno del suo arresto. In un estremo tentativo di far perdere le tracce, l’uomo venne catturato la sera stessa, dopo essere fuggito con i figli. I poliziotti e i carabinieri lo fermarono lungo l’autostrada A4, in un’area di servizio vicino a Treviso.

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