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Cronaca

Presidio in tribunale per Abdel Salam, attacco alla Procura: «Decisione politica»

Una quarantina di persone appartenenti al sindacato Usb, amici, e la vedova dell'operaio, hanno voluto manifestare contro la Gls e per rivendicare la lotta che l'operaio stava portando avanti per i colleghi precari

Nella mattinata del 20 settembre in tribunale si svolgeva l'udienza preliminare per la morte di Abdel Salam (l'operaio travolto e ucciso da un tir davanti alla Gls il 14 settembre 2016), e in via del Consiglio circa una quarantina di persone appartenenti al sindacato Usb, amici, e la vedova dell'operaio hanno voluto manifestare contro la Gls e per rivendicare la  lotta che l'operaio quella sera stava portando avanti per i propri colleghi precari.

«Il procuratore capo, Salvatore Cappelleri subito nella mattina del 15 settembre aveva già stabilito che si trattava di un incidente senza aver sentito i testi. La conferenza stampa in cui annunciava quanto deciso è stata politica, ed è inaccettabile in un paese dove vige la democrazia con la divisione dei poteri, addirittura aveva dichiarato che non era in corso una manifestazione sindacale quella sera. Non incolpiamo l'autista, ma i padroni della Gls per i quali gli esseri umani non hanno valore. E infine, perché l'Inail non gli si riconosce l'infortunio sul lavoro?», ha dichiarato Riadh Zaghdane (Usb Logistica Nazionale). 

«La giustizia italiana – ha spiegato Roberto Montanari della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista - è lenta in Italia, lentissima, ma in cinque ore la procura ha deciso di classificare quello che è un omicidio di classe come omicidio colposo. Non succedeva dagli anni Cinquanta. Non chineremo mai la testa. Lui era ed è un esempio per tutti i lavoratori sfruttati da chi opera secondo regole mafiose nella logistica. Voglio ricordare alle forze dell'ordine quando ci vengono a picchiare che il nemico non siamo noi, ma sta dall'altra parte» «Era una persona buona – ha detto la vedova dell'operaio -, non doveva finire così la sua vita. Vogliamo giustizia».

La manifestazione è continuata per tutta la durata dell'udienza. «La prima vittima – spiegano in una nota gli avvocati difensori dell'autista, Romina Cattivelli e Guido Colella, rispettivamente del foro di Piacenza e di Genova - di questa drammatica e tragica vicenda è Abd El Salam con la sua famiglia e a loro deve andare un rispettoso pensiero. È doveroso però osservare che la vittima dei fatti è, anche e comunque, il camionista con la sua famiglia. Quest'uomo è un lavoratore, un autista di professione che con il suo lavoro manteneva e deve mantenere sé stesso e la sua famiglia». «Il nostro assistito – proseguono i due avvocati - è imputato di omicidio colposo legato alla circolazione stradale, sotto il profilo penale reputa di non avere responsabilità e si difenderà con fermezza e con fiducia nella giustizia e nel rispetto delle leggi». «Peraltro il signor A.P., ha attivato per quanto di competenza e proclamando la propria innocenza, le corrette procedure per il risarcimento dei danni alla famiglia dell'operaio. Questi sono i fatti, che nel rispetto, del dolore di tutti, debbono essere spiegati, chiariti a valutati, senza alcuna strumentalizzazione».  La strada è stata chiusa al transito: a vegliare sulla manifestazione una squadra del reparto mobile della polizia, i carabinieiri e gli agenti della Digos. 

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