Un siciliano innamorato di Piacenza, Curallo uomo generoso e di cultura

Un ricordo dello scomparso Giuseppe Curallo, presidente del Cineclub Piacenza

Nella foto, Giuseppe Curallo è il primo a sinistra

Il nemico invisibile di queste settimane ci ha portato via anche il dottor Giuseppe Curallo, uomo di cultura, generoso, entusiasta, siciliano di origine, ma piacentino tra i piacentini, talmente innamorato del nostro territorio e della sua gente da riuscire a creare, con validissimi collaboratori volontari, la Videoteca di Piacenza, testimonianza del presente e documento del nostro passato. Dopo una brillante carriera culminata al vertice di istituti bancari, si è dedicato a raccogliere, salvandoli, filmati d’ogni genere e se tanto materiale dagli anni quaranta ad oggi non è andato disperso lo si deve unicamente a lui. Sapeva motivare i collaboratori ed era sempre attento alle innovazioni, inoltre è riuscito a coinvolgere pubblico e amministratori, facendo uscire dalla sfera amatoriale e privata il nostro Cineclub Piacenza. Mi sento perduta senza il dottor Curallo accanto, sempre presente agli eventi che meritavano di essere documentati, con generosità e professionalità.

La vita, si sa, ci porta a correre e a non apprezzare ogni momento mentre lo viviamo e le persone che quotidianamente incontriamo sul nostro cammino… E invece Giuseppe mi ha aiutato a salvare sui nuovi supporti informatici decenni di trasmissioni, interviste, spettacoli che ho realizzato in ogni angolo della città, della provincia e dell’Europa per raccontare, ma soprattutto far parlare, la nostra gente, dal più umile al più importante, perché ognuno è portatore di un messaggio. La sua mente ecclettica, vulcanica e spumeggiante aveva ancora in cantiere tanti progetti da realizzare assieme.  Ha percepito in anticipo sui tempi la forza e la capacità evocativa dei documenti video, per comprendere meglio il passato e guardare al futuro: il vasto pubblico, che assisteva alle proiezioni dei suoi filmati a tema, parla da sé. Mi sono sempre chiesta come facesse a capire in profondità i piacentini e ad amarci tanto: aveva saputo vedere sotto la nostra apparente durezza, valorizzando le eccellenze, sia conosciute, che da scoprire… Non sono arrivata in tempo a fare l’intervista che raccontasse la mia vita e a sedere al consiglio del cineclub del quale mi onoro di essere socia ad honorem… ma ti prometto che la tua lezione non andrà perduta e porterò avanti con i tuoi valenti collaboratori l’enorme lavoro iniziato col dono del mio archivio al Cineclub. Piacenza da oggi è più povera e sola, ma cercherò di proseguire nel solco da te tracciato.

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Marilena Massarini

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