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Da sinistra il colonnello Luca Elidoro, il sostituto procuratore Antonio Colonna e il luogotenente Giorgio Botti

Da sinistra il colonnello Luca Elidoro, il sostituto procuratore Antonio Colonna e il luogotenente Giorgio Botti

Una coop creata per truffare lo Stato e fare soldi, 135 dipendenti senza contributi: scoperta maxi evasione

Ad incastrare tre persone i finanzieri della tenenza di Fiorenzuola guidati dal luogotenente Giorgio Botti coordinati dal sostituto procuratore Antonio Colonna

Una società cooperativa creata ad hoc utilizzata per ricavare profitti evadendo l'Iva e mettendo in atto false compensazioni per circa due anni, il tempo necessario per non incappare in controlli fiscali, e la successiva messa in liquidazione. Nei guai sono finite tre persone che si sono succedute come rappresentanti legali  della MM Soluzione Lavoro. Ad incastrarli i finanzieri della tenenza di Fiorenzuola guidati dal luogotenente Giorgio Botti coordinati dal sostituto procuratore Antonio Colonna. I militari nei giorni scorsi hanno esguito le misure cautelari nei confronti di M.M. 51enne di Salerno, C.A. 56enne di Milano e F.G. 43enne piacentino, di fatto il prestanome ora sottoposto all'obbligo di firma. I primi due invece sono agli arresti domiciliari.  La società, in liquidazione dal 2016 e non più attiva, aveva 135 dipendenti che somministrava in base alle esigenze alle aziende che ne facevano richiesta e operava nel settore del facchinaggio. I tre in sostanza avevano creato un "sacco" vuoto per frodare lo Stato (la sede era a Besenzone e all'indirizzo indicato c'era una stalla)  e anche i loro dipendenti che per due anni (dal 2015 al 2017) non si sono visti versare i contributi. «Sono state indagini complesse ma i militari hanno svolto un lavoro puntuale e preciso che ha permesso di alzare il velo su un meccanismo rodato che fruttava milioni», ha spiegato Colonna, gli ha fatto eco il comandante del Gruppo di Piacenza, il colonnello Luca Elidoro. 

FINANZA FIORENZUOLA 2019-2I finanzieri hanno proceduto al sequestro di 4 immobili, 4 auto e numerosi conti correnti, fino a 2.343.474,85 euro. L’indagine di polizia giudiziaria è scaturita da una preliminare attività di analisi che, approfondita con gli opportuni riscontri investigativi, ha consentito di acquisire significativi elementi probatori. Le successive indagini hanno permesso la scoperta di una rilevante evasione fiscale per circa 1 milione e 400mila euro di imposte dovute (irpeg e iva), nonché di crediti inesistenti per oltre 900mila euro, utilizzati fittiziamente in compensazione di ritenute e contributi dovuti. «L’ennesima operazione conclusa evidenzia  - spiegano i finanzieri - la particolare attenzione al contrasto di ogni forma di evasione fiscale a garanzia di valori, quali uguaglianza ed equità fiscale, contribuendo in tal modo all’effettivo recupero di risorse sottratte al bilancio nazionale, e sancisce la posizione della guardia di finanza quale unico organo di polizia giudiziaria con competenze specialistiche in campo tributario, in grado di contrastare qualsiasi illecito economico-finanziario grazie alla capacità di analisi di flussi finanziari e contabili e alla possibilità di applicazione delle norme del codice di procedura penale».

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