Una piscina in più al Polisportivo e la Raffalda trasformata in palestra

L'assessore Cisini e il sindaco Dosi presentano alla cittadinanza il progetto: quando sarà pronta la nuova piscina coperta da 33x26metri al polisportivo Franzanti la Raffalda verrà trasformata in palestra per scuole e società sportive

Cisini e Dosi in Sant'Ilario

È stato presentato ai cittadini il progetto del nuovo impianto natatorio al Polisportivo Franzanti, che prevede in una seconda fase la trasformazione della piscina Raffalda in una palestra al servizio delle scuole. Davanti a una platea non “numerosissima” – solo una trentina di persone ha presenziato in Sant’Ilario alla serata illustrativa – il sindaco Paolo Dosi e l’assessore allo sport Giorgio Cisini hanno spiegato le ragioni di questa scelta. La nuova piscina coperta al Polisportivo comporterà due anni di lavori: la partenza del cantiere potrebbe essere – nella migliore delle ipotesi – nella primavera del 2017. Non prima del completamento dell’opera verrà dismessa la Raffalda, che continuerà la sua attività. Il progetto ha già ricevuto l’ok della conferenza dei servizi: il prossimo passaggio sarà in giunta e poi in consiglio comunale.

L’amministrazione intende dare il via libera alla realizzazione della piscina coperta nell’area di largo Anguissola, laddove ora è presente una montagnola di terreno libero, per soddisfare le richieste dei tanti fruitori piacentini. «In passato – ha esordito il primo cittadino all’assemblea pubblica - abbiamo ricevuto la richiesta incessante, che ci viene dal 2006-2007, per una nuova piscina da 50 metri. Lo stesso proponente dei lavori però, nel momento in cui doveva iniziare i lavori, si trovò in un momento di difficoltà – dettata anche dalla crisi economica - e ci chiese un adeguamento dei costi. Adeguamento che non eravamo in grado di sostenere: da 9 milioni di euro si passava a 13 milioni di euro solo per la realizzazione dell’impianto, poi la gestione e manutenzione dell’impianto non sembrava possibile. Avrebbe dovuto sorgere alla Madonnina, questa invece sorgerà all’interno del Polisportivo e sarà di 33 metri per 26.La Raffalda perderà però la funzione di piscina: è un impianto fragile, usurato da tempo. Rimarrebbe un impianto sportivo – una palestra per fare sport - al servizio del quartiere. Con questo progetto siamo intorno a una cifra di 7,2 milioni a carico dei privati: avremmo così una piscina nuova nel Polisportivo e recupereremo una struttura sportiva che vorremmo poi sfruttare soprattutto per le scuole vicine. Risparmiamo inoltre 150mila che diamo all’anno al gestore della Raffalda, avremmo così un contenimento dei costi significativo».

L’assessore ai lavori pubblici e allo sport Giorgio Cisini è entrato nel dettaglio del progetto. «Due anni fa c’è stata la rescissione del contratto per le impossibilità economiche già spiegate, in questo tempo abbiamo lavorato per realizzare questo percorso con la società “A&T Europe” di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Non potevamo permetterci il progetto di partenza, abbiamo cercato di razionalizzare due impianti già nostri come il Polisportivo e la Raffalda e riqualificarli. Sono impianti vetusti che necessitano di interventi. Questo è comunque un progetto ambizioso: una società ha proposto un percorso che verrà messo a bando – il projectfinancing – che intende investire a Piacenza. È un rapporto pubblico-privato. A giugno abbiamo depositato il progetto di A&T Europe che tiene conto del loro piano economico imprenditoriale, che è di pubblica utilità e verrà approvato». Il projectfinancing comunque prevede la messa a bando del progetto, per vedere se qualche altra società può presentare una offerta migliore. La società mantovana avrà diritto di prelazione: se questa mette subito sul piatto 7,2 milioni di euro, il Comune si farebbe carico di un canone di circa 500mila euro all’anno per 20 anni. A&T rimarrebbe concessionario dell’impianto per i prossimi 35 anni. 

«La chiusura della Raffalda – ha proseguito Cisini - era già considerata nel progetto di partenza della Madonnina. Ora sappiamo come utilizzeremo quella struttura. Siamo in una fase preliminare. Se va tutto in porto avremo raddoppiato gli spazi per fare sport e nuoto. Nella nuova piscina ci saranno 400 posti a sedere e una vasca piccola (12x8 metri) per il riscaldamento. Una volta terminati i lavori della piscina, la ditta si impegnerà a sistemare la Raffalda: si riempirà il buco della vasca e questo piano diventerà una palestra che non potrà essere omologata per campionati sportivi perché l’altezza non lo consente, ma sarà a disposizione della scuola Pezzani e delle tante società che cercano un luogo per fare attività. Così i costi di gestione diventano sostenibili: tenere una piscina ci costa molto di più che una palestra. Le tribune rimarranno così come sono. E volendo, se in futuro cambierà qualcosa, la struttura è reversibile e si potrà ancora ricavare qua una vasca per il nuoto». Il nuovo progetto avrà un costo di 7 milioni e 259mila euro (Iva da 770mila euro inclusa). Di questi 5 milioni e 222mila servono per realizzare la piscina, 180mila per la trasformazione della Raffalda.

Nel dibattito è emerso qualche dubbio da parte della platea.«Le piscine – ha rilevato un uomo dal pubblico - sono da 25 o 50 metri di solito, perché ora ne fate una da 33 metri? E che fine farà la piscina scoperta del Polisportivo, mi pare di capire che verrà smantellata in futuro…In pratica avremo una piscina in meno in futuro?». «La Raffalda è 25 metri per 15 – ha replicato Cisini - ci sta due volte e un po’ in quella nuova. La piscina coperta del Polisportivo rimarrà esattamente funzionante. Qua non sono previsti interventi  specifici, ma se qualcuno nel suo piano ci propone lavori anche in quella coperta da 25 metri e in quella scoperta da 50 attuali…Non abbiamo una piscina in meno, avremo il doppio degli spazi attuali». pubblico Raffalda-2

Perplessità sui numeri sbandierati dall’assessore. «Non è un raddoppio – ha osservato un altro signore - degli spazi come viene detto: è il 60% in più perché la nuova vasca è più grande, ma vengono a mancare i metri di vasca della Raffalda. È un buon incremento, ma non usiamo toni trionfalistici». «Perché non ristrutturare la Raffalda – ha rilevato una donna - allargandola? Perché non si è intrapresa questa scelta invece di distruggere quello spazio? Si sarebbero risolte le criticità portando a 33 metri quella vasca. Viene svantaggiata un’utenza soprattutto anziana della Raffalda». Gianmarco Lupi, presidente della società di Pallanuoto di Piacenza, ha chiesto come mai non è stata presa in considerazione l’idea di coprire la piscina da 50 metri al Polisportivo. «Bisogna costruire – ha detto l’assessore - un piano economico per rispondere alle esigenze sociali, delle società sportive e del gestore. Ci sono poi costi di gestione alti che bisogna sopportare. Rischiamo di fare la fine di tutte quelle città che hanno allargato o costruito impianti enormi e poi si sono trovati costretti a chiuderli. Vi stiamo presentando un progetto che sta in piedi, al contrario di quello alla Madonnina, che è stato messo in crisi. Non avremmo trovato nessuno che ci veniva a coprire la piscina da 50 metri, non sta in piedi neanche questo. Si farebbe crollare tutto il piano economico, viene a mancare nel periodo estivo una fonte di guadagno per il gestore, che utilizza quei soldi per offrire altre attività anche in inverno». Qualcun altro ha chiesto garanzie sulla nuova gara: «Sembra che ci sia sempre qualche problema con i lavori, non vorrei che poi si chiudesse la Raffalda e basta». «La Raffalda è vecchia di 40 anni – ha precisato Dosi -, non è cattiveria nei confronti del quartiere, è che ha i costi più alti tra tutti gli impianti piacentini. La risposta perfetta non esiste su questo tema, quella che ci sembra migliore è questa che vi abbiamo presentato stasera».

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