Unioni civili, Podrecca: «L’idea di matrimonio viene svuotata di senso»

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Livio Podrecca che contribuisce al dibattito sul tema delle unioni civili

«Nella imminenza del dibattito parlamentare – scrive in una nota Livio Podrecca, presidente dell’Unione giuristi cattolici di Piacenza - sul disegno di legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso (l’ormai famoso DDL Cirinnà), una parte della opinione pubblica, pur rimanendo contraria alle adozioni da parte delle coppie omosessuali, spesso, a dire il vero, per una forma di superficiale sentimentalismo,sembra essere invece favorevole a tale riconoscimento. Vi è, inoltre un diffuso sentire che, sulla scorta delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, ritiene che la legittimità del riconoscimento per legge di tali unioni risieda nel diritto fondamentale, che si suppone esistente tra persone dello stesso sesso con orientamento omosessuale, di vivere una condizione di coppia, e che questo sia possibile considerando tali unioni quali formazioni sociali e non matrimoni (cosa che espressamente fa, peraltro, auto-squalificandosi, il DDL Cirinnà, senza usarne il nome ma richiamandone pressocché l’intera disciplina). In realtà, non è razionalmente possibile riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso senza farne un para-matrimonio, e senza ammettere, di fatto, la possibilità di un matrimonio indiscriminato e generalizzato tra uomini e tra donne, a prescindere dall’orientamento sessuale. Si potrebbe, è vero, sancire la nullità della unione civile per difetto di una condizioni essenziale: l’orientamento omosessuale, appunto, ma l’eccezione presupporrebbe una iniziativadi parte, che potrebbe non esserci mai.

Chi, infatti, non essendo effettivamente omosessuale, avesse tuttavia interesse a unirsi civilmente con altra persona dello stesso sesso a fini, p. es., pensionistici (per beneficiare della reversibilità), non avrebbe evidentemente alcun interesse a denunciare alcunché. D’altra parte, recenti sentenze hanno statuito che, anche nel matrimonio, per così dire, ‘tradizionale’, se uno dei coniugi si scopre omosessuale ciò non comporta l’automatico scioglimento del matrimonio, ma solo la sua trasformazione. Chi, poi, in una unione civile, potrà indagare se la omosessualità sia reale o fittizia? E’ chiaro quindi che riconoscere le unioni civili tra persone dello stesso sesso vuol dire introdurre una istituzione, in senso lato ‘matrimoniale’, fruibile da chiunque, con partners dello stesso o di altro sesso.

 In questo modo l’idea stessa di matrimonio viene completamente svuotata di senso. Matrimunus, dono della madre e onere della maternità. Con il riferimento al matrimonio il linguaggio ha colto l’aspetto generativo, legato alla madre, situato nel nucleo profondo della istituzione matrimoniale, pietra sulla quale, in una società ordinata, si costruisce la famiglia. Svincolare il matrimonio da questo riferimento vuol dire svuotare il linguaggio (e, con esso, il mondo) di senso. Costruire una nuova realtà, convenzionalmente matrimoniale, inutile, perché semplice ed artefatta copia, ma non sostanza, di ciò che è nell’ordine naturale e razionale delle cose.Svincolato dal suo profondo collegamento con la maternità, la paternità e la generatività, non si capisce il matrimonio a che cosa altro debba servire, se non a fingere una famiglia, quasi come un gioco, dove i figli, come è stato detto, sono ridotti ad adorabile prodotto ludico per gli adulti, oggetto di commercio e di contratti di utero in affitto.

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E’, questa, una scabrosa involuzionedi una società che al di sopra di tutto sembra voler offrireil piacere individuale e che, per farlo, non si vergogna di sopraffare i più deboli,i bambini. Una società violenta, non solidale, disordinata e tribale, non oblativa masolo ordinata alla soddisfazione egoistica del sé. Come una nuova Babilonia, la Grande Prostituta che offre piaceri ad ogni passante. Già le ‘nuove famiglie’ sembrano essere quello che resta, le macerie della famiglia. Con il riconoscimento delle unioni civili,si compie un ulteriore passo verso il completo disordine della sessualità ed il disfacimento sociale. Verso il caos,morale e sociale, primordiale. In esso si aggirano molti lupi, e sciacalli». 

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