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Borghi (Unipr) e Baldino (Ausl)

Borghi (Unipr) e Baldino (Ausl)

Università di Parma e Ausl, continuerà la collaborazione anche a Fiorenzuola

Un anno fa l'insediamento al Morigi di fisioterapia e infermieristica. Il nuovo ospedale di Fiorenzuola sarà coinvolto dai distaccamenti dell'ateneo parmense. Baldino: «Fra 8 anni Piacenza avrà il suo nuovo ospedale»

A un anno di distanza dalla ristrutturazione di una parte del Collegio Morigi e dall’insediamento dell’Università di Parma con le facoltà di infermieristica e fisioterapia, l’azienda Ausl di Piacenza e lo stesso ateneo hanno voluto fare il punto della situazione e presentare le sinergia di oggi e quelle del domani tra le due realtà. Ad oggi frequentano circa 300 studenti, tre classi di fisioterapia per 60 studenti (circa 20 per ogni anno di corso) e tre classi di infermieristica (240 studenti, circa 80 all’anno)

Il direttore dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino ha toccato nel suo intervento anche altri temi. «L’Ausl sta riorganizzando l’intera rete ospedaliera in regione, stiamo definendo il modello delle Case della Salute e lavorando anche a un nuovo ospedale a Piacenza. Fra 8 anni potremo averlo». Baldino ha ricordato il recente intervento viabilistico interno all’ospedale. «Non c’è giorno in cui qualcuno mi ferma e mi dice che finalmente abbiamo tolto le macchine da dentro l’ospedale, permettendo alla gente di entrare con facilità». «Sta cambiando il bisogno della popolazione in tema di cure – ha rilevato il numero uno dell’azienda piacentina - e il problema delle risorse. La sanità non ha soldi sufficienti per rispondere all’aumento delle richieste. Nei prossimi 4-5 anni dovremo capire come potenziare i servizi con risorse costanti. Come azienda non possiamo più permetterci di continuare ad accogliere tutte le innovazioni sommandole alle precedenti, come è stato fatto negli ultimi 20 anni».

«Piacenza ha questa sindrome di Cenerentola – mi è parso di capire al momento del mio insediamento - si sente ultima provincia della Regione. Oggi, se mai è esistita, è sicuramente superata questa sindrome. Per quanto riguarda l’Ausl non lo siamo: ci affacciamo alla pari degli altri nel panorama regionale e nazionale. Dobbiamo impegnarci per trattenere i nostri migliori professionisti e riorganizzare la rete, cercando di recuperare gli utenti-pazienti che decidono di curarsi altrove. In tutto questo rientra anche il rafforzamento del rapporto con l’Università di Parma. Fra dieci anni avremo molti meno medici in Italia di quanti ne abbiamo oggi, se si raffrontano quelli prossimi alla pensione con gli iscritti alle facoltà di Medicina». Baldino, dopo il Morigi, ha provato a lanciare una proposta al rettore Borghi. «Una volta completato il blocco B di Fiorenzuola, potremmo portare a stretto contatto con il reparto di medicina riabilitativa anche qualcosa di universitario, come fisioterapia. È una piccola provocazione per il rettore».

«Ringrazio sinceramente il direttore generale dell’Ausl di Piacenza – ha esordito il rettore Loris Borghi - che ha continuato la collaborazione tra la facoltà di infermieristica e fisioterapia di Parma e la sua azienda. Non sempre un direttore fa questo passo: il nostro rapporto andrà avanti. Si avvicina sempre di più l’ospedale Guglielmo da Saliceto e la nostra facoltà, anche grazie agli enti, il Comune di Piacenza e la Provincia. All’Università di Parma – è l’intervento del rettore - vogliamo eliminare tutte le cattedre, tutte le barriere. I miei docenti hanno capito che non si sta più in cattedra: sono gli studenti che devono salire. L’accademia è docenti che stanno in mezzo agli studenti. Basta con la sottocultura delle parole e sì a quella del fare. L’Università farà la sua parte. Qualche anno fa l’ateneo era sull’orlo del baratro, rischiava di chiudere i battenti, non sapevamo neanche quanti studenti iscritti avevamo. Avere 4 atenei pubblici in tutta la regione è un bene e Parma vuol diventare il migliore d’Italia e tra i migliori d’Europa. Ci vogliono accordi con i territori limitrofi come Piacenza, collaborazioni continue».

Borghi ha poi raccolto la proposta di Baldino: «Rilancio. Fisioterapia va benissimo, la scuola di specializzazione di medicina fisica riabilitativa va bene anche quella, però a Parma ci sono altri due corsi importanti. Non sono sanitari, ma hanno a che fare con la prevenzione. Sto parlando di scienze motorie, sport e salute, triennale e specialistica. Ci sono sempre meno medici perciò bisogna sviluppare altre professioni vicine. Non si deve offendere l’ordine dei medici, non perderanno mai il loro potere e ruolo, ma devono diventare alleati dei medici. Il medico da solo non va da nessuna parte. C’è la massima disponibilità dell’Università. Nei compiti di un ospedale c’è anche quello della ricerca e della formazione degli studenti. Qua a Piacenza rispettate la legge regionale che sancisce questo compito». In cantiere c'è anche l'ipotesi di un'alta formazione sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione, che coinvolga anche l'università Cattolica di Piacenza.

GLI INTERVENTI

Ha portato la sua testimonianza anche Ginevra Manicardi, in rappresentanza dei circa 50 studenti di Medicina e Chirurgia che, grazie a una convenzione stipulata alla fine del 2014 tra l’Ateneo di Parma e l’AUSL di Piacenza,stanno svolgendo presso l’Ospedale Guglielmo da Saliceto le attività didattiche professionalizzanti previste nel loro piano formativo; la studentessa era affiancata dalla Presidente del corso Lorella Franzoni e da Fabio Fornari, Direttore del Dipartimento delle Medicine dell’Azienda USL di Piacenza. Nella mattinata è stato ricordato anche che a Piacenza si svolgono i tirocini del corso di laurea in Logopedia, presieduto da Enrico Pasanisi, che ha come Direttore delle attività professionalizzanti Maria Teresa Berghenti. Gli studenti vengono seguiti da Michela Benvenuti.

Ma l’impegno dell’Università di Parma nei confronti del territorio piacentino non si ferma a questi primi positivi passi. «Oggi l’Università di Parma – afferma il Rettore Loris Borghi - nella sua componente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, è venuta a Piacenza per ascoltare i propri studenti, per ascoltare gli studenti di tre corsi di laurea: Infermieristica, Fisioterapia e Medicina e Chirurgia. Tre Corsi di Laurea che appartengono al sistema Ateneo di Parma e Città di Piacenza nell’ambito della sanità; studenti che pur iscritti all’Università di Parma sono di fatto “iscritti” presso l’Ospedale Guglielmo da Saliceto». Gli studenti si sono espressi in modo molto positivo sia per la qualità della docenza che si svolge a Piacenza, sia per gli aspetti logistici e infrastrutturali. Un giudizio positivo che spinge a consolidare e potenziare la collaborazione tra l’Ateneo e l’AUSL di Piacenza nell’ambito della formazione dei futuri professionisti della salute. «Colgo questa occasione– conclude il Rettore - per annunciare la forte volontà del mio Ateneo ad allargare la collaborazione con la Città di Piacenza anche in altri settori, quale quello dell’alta formazione nell’ambito della Sicurezza alimentare e della nutrizione». Il Direttore Generale Ausl Luca Baldino ha espresso durante la conferenza stampa la propria soddisfazione: «Ritengo strategico per lo sviluppo della sanità di questa provincia un potenziamento della collaborazione con l’Università di Parma. L’obiettivo dell’Azienda – ha aggiunto – è quello di essere una struttura competitiva e di attrarre utenza, ma anche professionisti, al di fuori dei confini provinciali». Per raggiungere questo traguardo, una sinergia sempre più articolata con il mondo universitario e della ricerca è imprescindibile. 
«Nell’ambito della Conferenza sociale e sanitaria territoriale – ha annunciato – stiamo valutando un importante progetto per creare a Fiorenzuola un polo della riabilitazione a valenza non solo regionale ma di attrattiva nazionale». Come già annunciato un mese fa nell’ambito della posa della prima pietra del nuovo padiglione dell’ospedale, nel 2017, a edificio completato, Fiorenzuola sarà sede piacentina del Corso di laurea in Fisioterapia.  Il Direttore si è spinto oltre e ha chiesto al Rettore la disponibilità a portare lì anche la scuola di specializzazione di Medicina fisica e riabilitativa.

Molto soddisfatta dei possibili sviluppi di collaborazione tra Ateneo e Ausl si è detta anche Mirella Gubbelini, Direttore assistenziale dell’Azienda. «Apprezziamo la volontà di valorizzare e far crescere i corsi di laurea. Le direzioni didattiche delle attività professionalizzanti di Infermieristica e Fisioterapia fanno parte di questa Direzione assistenziale e questo non è da considerarsi un elemento scontato; anzi, rappresenta un valore aggiunto della nostra Azienda, un patrimonio importante che favorisce l’integrazione e la sinergia tra la didattica e l’operatività all’interno delle nostre aree cliniche e assistenzialiÈ nostra intenzione implementare l’integrazione, creando le condizioni perché l’attività di ricerca e di didattica dell’Università agevoli sempre di più la complementarietà dei saperi, la manutenzione e la crescita del capitale intellettuale nelle nostre organizzazioniGli studenti che frequentano i nostri ospedali e l’area territoriale– ha concluso - sono per noi una grande risorsa e un grande stimolo per l’intero sistema assistenziale. Per questo vorremmo potenziare ulteriormente le attività di ricerca».

Presente alla conferenza stampa anche Patrizia Mondin, Direttore di ER.GO, Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori: «ER.GO cercherà di accompagnare i piani di sviluppo dell’Università di Parma nella sede di Piacenza con i propri strumenti: interventi finanziari e servizi. In particolare crede sia importante un impegno sul servizio di informazione e comunicazione sulle opportunità disponibili, al fine di aumentarne l’accessibilità».

Le conclusioni sono state affidate a Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice dell’Università di Parma a Didattica e Servizi agli Studenti: «L’architettura degli studi universitari italiana ha subito in questi ultimi anni notevoli cambiamenti, con l’obiettivo di mettere al centro lo studente, in perfetta sintonia con la filosofia del nostro Ateneo. Gli effetti che auspichiamo sono quelli di ridurre l’abbandono degli studi e abbreviare i tempi di conseguimento del titolo, coniugare una preparazione metodologico-culturale, da sempre prerogativa della didattica universitaria, con una formazione fortemente professionalizzante, facilitando l’inserimento dei neolaureati nel mondo del lavoro e infine favorire un’effettiva mobilità degli studenti a livello nazionale ed internazionale. Oggi, proprio sulla base di una concreta spinta collaborativa tra l’Ateneo di Parma e l’AUSL di Piacenza, ribadiamo l’importanza di fare sistema creando sinergie didattiche-formative e proponendo una progettazione che tenga conto anche di modalità innovative secondo il principio del problem based learning e della possibilità di ampliare, in un futuro prossimo, l’offerta didattica strutturando, tra l’altro, master rivolti ai professionisti delle professioni sanitarie».        

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