Usca potenziate e tamponi rapidi per distinguere velocemente le influenze dai casi Covid

Il piano dell’Ausl per l’arrivo della fase autunnale-invernale, quando si registreranno picchi di influenze. Più infermieri a domicilio in campo, tamponi in tempi stretti. Baldino: «Non ci sarà un nuovo lockdown, non vogliamo chiudere alcune attività dell’Ausl»

«È da giugno che stiamo preparando un piano per affrontare la stagione invernale». Luca Baldino, direttore generale Ausl, vuole rassicurare la popolazione piacentina. «Un secondo lockdown generalizzato non ci sarà. Questa “arma” di chiusura totale non sarà utilizzata. L’obiettivo è quello di non chiudere nessun ambulatorio o sala operatoria. Vogliamo andare avanti con tutto». L’Ausl è alle prese con un basso numero di contagi – tra quelli registrati il 56% è frutto di rientri dall’estero, dalla vacanze in Italia o da ritorni dai Paesi d’origine (la scorsa settimana il dato era del 42%) – ma si prepara a far fronte all’inizio della fase autunnale, preludio all’inverno, dove solitamente si registra un alto picco di influenze (normali).

Baldino, nel corso di una conferenza stampa, ha voluto illustrare la situazione. A marzo, nel periodo dell’ondata che ha causato molte vittime nel Piacentino, in tutta l’Emilia-Romagna c’era un solo laboratorio in grado di elaborare i tamponi, con una capienza massima di 400 tamponi al giorno. «Oggi -dice - siamo in grado Luca Baldino-20di elaborare nell’azienda 2mila tamponi al giorni, ma con alcune macchine in arrivo in questi giorni riusciremo ad arrivare anche a 4mila se ci fosse bisogno».

Perché è cruciale prepararsi all’inverno? Perché occorrerà saper distinguere chi ha preso una semplice influenza dai malati di Covid. E il territorio piacentino deve essere in grado di fare tamponi a raffica nel giro di poche ore a tante persone: «Dovremo intercettare i casi di Covid il prima possibile. Nell’analisi del tampone capiremo se la persona ha sintomi dovuti a influenze, Sars, Streptococco, legionella».

«Siamo andati a vedere i picchi di influenza invernale - ha osservato il dg dell’Ausl –, si tratta di gestire nelle giornate più critiche di dicembre e gennaio 800 malati al giorno. Perciò dobbiamo essere capaci di gestire anche fino a 1200-1500 utenti che presentano sintomi, fare il tampone subito a loro e distinguere i casi di Covid».

I PIACENTINI DECISIVI NELLE PROCEDURE

È fondamentale la collaborazione dei piacentini. «Non possiamo sognarci – spiega il dg Baldino - che il cittadino abbia la febbre. Quando presenta i sintomi o avverte qualche linea di febbre deve contattare il proprio medico. Lui farà una segnalazione per via telematica alla nostra azienda, in modo da programmare nelle successive 12 ore il tampone a domicilio. Ci sarà un importante dispiegamento di forze sul territorio». Una squadra di infermieri effettuerà circa 15 tamponi a domicilio a turno (ogni turno è di sei ore). «Se viene la febbre a una persona si farà il tampone in tempi brevissimi. Nel frattempo chiediamo ovviamente alla persona di chiudersi e isolarsi in casa, in attesa di conoscere il risultato del tampone».

PROSEGUIRANNO GLI SCREENING SU ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI

Si aggiungono a questa attività gli screening periodici agli operatori sanitari e agli operatori delle Cra, ogni 30 giorni. «Lo faremo, credo, anche per le forze dell’ordine e agli operatori del carcere e altre categorie a rischio. A queste si aggiungeranno magari nuove campagne della Regione, come quelle già effettuate in questo periodo per i lavoratori della logistica o per gli insegnanti e il personale scolastico».  Baldino assicura: «Questo tipo di sorveglianza sanitaria ci sarà anche se la situazione dei contagi dovesse rimanere bassa».

DICIOTTO USCA ATTIVE E 177 INFERMIERI OPERATIVI

Saranno attive per la fase invernale 18 Usca (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale a domicilio), distribuite su sei zone del Piacentino, tre squadre per ogni zona. «Se ci troveremo di fronte a casi di Covid, le Usca prenderanno in carico il paziente. Questo per evitare il più possibile l’arrivo all’ospedale del paziente. Ma se il questo necessita assolutamente il ricovero, non si attenderà un minuto di più per ricoverarlo». Baldino ha spiegato che sono in fase di assunzione nuovi infermieri. «Abbiamo 77 infermieri attualmente per le attività a domicilio, ne prenderemo altri 100. La gran parte di loro sono assunti». In programma anche bandi per coinvolgere operatori (retribuiti e volontari) per la sorveglianza telefonica (ovvero le telefonate di tutti i giorni ai pazienti). E si pensa di reclutare volontari ai check point, ovvero agli ingressi delle strutture ospedaliere del Piacentino. «In modo da non dover impiegare nostro personale agli accessi per misurare la temperature e le informazioni degli utenti, così potremmo utilizzarli altrove». L’Ausl ha assunto anche 14 amministrativi. Si sta potenziando tutta l’azienda. «Ci stiamo accordando – ha proseguito Baldino - con i medici di famiglia per il più efficace protocollo d’intervento. È stata sviluppata una piattaforma informatica per gestire tutte le fasi della presa in carico di un paziente Covid». Capitolo scorte di mascherine e altre protezioni: «Abbiamo accumulato molto, possiamo contare su tre mesi di scorte».   

«IMPORTANTE VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA»

«Il virus circola - ha detto Baldino - ma il distanziamento, le protezioni e tutte queste attività lo tengono sotto controllo. Sappiamo che dalla Germania è arrivato a Codogno a gennaio dove sono state probabilmente contagiate 10-15 persone. In 50 giorni ha investito Lodi, Piacenza, Bergamo, Brescia, Cremona con le conseguenze che tutti sappiamo. Da pandemico ora sta diventando endemico. Dobbiamo contenere la sua diffusione, conviverci fino a che non vaccineremo 6 miliardi di persone». E i due decessi delle ultime tre settimane? «Erano persone di 93 e 95 anni. L’invito è assolutamente quello di vaccinarsi contro l’influenza. «La campagna di vaccinazione deve raggiungere il maggior numero di persone, faremo una campagna massiva».

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