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«Vaccinare è un gesto di responsabilità nei confronti dei bambini e della società»

Convegno di formazione rivolto ai pediatri dell'Asl piacentina, e aperto al pubblico, nella mattinata di sabato 7 novembre all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

Anche la medicina ufficiale si trova oggi a dover fare i conti con internet. Siamo tutti un po' dottori nell'epoca dei social, e se da un lato i medici si trovano ad interloquire con un paziente sempre più consapevole e preparato, è altrettanto vero che diventa sempre più difficile, con la moltitudine di informazioni cui abbiamo accesso grazie alla rete, far passare messaggi chiari ed univoci. Lampante esempio di questa confusione è senza dubbio il preoccupante calo vaccinale a cui stiamo assistendo oggi nel nostro Paese (e non solo), laddove sempre più genitori, giustamente preoccupati per la salute di loro figli, decidono di non sottoporli alle vaccinazioni obbligatorie spinti da una contrastante mole di informazioni legate a presunti rischi di reazioni avverse.

Per cercare di fare chiarezza su un tema spinoso e assai dibattuto negli ultimi mesi, l'Ausl ha organizzato un convegno di formazione rivolto ai pediatri dell'Asl piacentina aperto al pubblico, che si è svolto nella mattinata di sabato 7 novembre nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Dopo una prima parte rivolta agli addetti ai lavori, alla quale dopo l'introduzione di Roberto Sacchetti, segretario provinciale della FIMP Piacenza, hanno preso parte i pediatri Ilario Maffini, Giuseppe Gregori, Anna Rita Sacchi e Augusto Pagani, si é svolto un dibattito aperto al pubblico.

Biasucci Sacchetti pediatri-2L'incontro, dal titolo "Vaccinazioni e popolazione: quando la paura da "novanta" ovvero la necessità di una corretta informazione" é stato introdotto dal direttore del dipartimento materno infantile Ausl di Piacenza Giacomo Biasucci, e aperto dalla relazione di Maria Grazia Pascucci sul tema caldissimo della sicurezza vaccinale. La dottoressa Pascucci, del servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, ha portato al pubblico i dati sulla copertura media e sull'efficacia delle vaccinazioni cosiddette obbligatorie in Emilia Romagna: "Purtroppo i dati sono preoccupanti - ha spiegato Pascucci - fra il 2012 e il 2014 abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo della copertura vaccinale, e oggi i dati si assestano intorno al 94,5%". Peggio ancora per quanto riguarda i vaccini consigliati, come il trivalente per morbillo, parotite e rosolia, che arriva solo all'88,3%. Dati preoccupanti alla luce del fatto che la cosiddetta "immunità di gregge", cioè la soglia che impedisce il diffondersi di vere e proprie epidemie, é stata individuata solo oltre il 95% di copertura. 

"Tendiamo sempre a pensare che se non vacciniamo i nostri figli ce ne assumiamo la responsabilità, e finisce lì. Ma non é così: pensiamo ai bimbi che non possono essere vaccinati perché allergici o immunodepressi. Se non garantiamo loro l'immunità di gregge possono andare incontro a conseguenze gravissime se non fatali. Vaccinare è un gesto di responsabilità anche nei confronti del prossimo".

La percezione del rischio legato alla mancata pratica vaccinale é oggi enormemente diminuito, ma certe gravi malattie non sono del tutto scomparse: "il calo della copertura spesso corrisponde ad una recrudescenza del virus. Si pensi alle recenti epidemie di pertosse in Gran Bretagna e di difterite in Russia". 

Oltretutto, come ha più volte sottolineato Pascucci, oggi il vaccino é super controllato e sempre più sicuro: "ormai si utilizza solo l'antigene e non più il virus morto o attenuato. L'organismo di un bambino entra ogni giorno, dal momento in cui nasce, in contatto con sostanze e batteri e antigeni in misura molto maggiore rispetto a quelli contenuti nelle dosi di vaccino. Così come certe sostanze di cui si parla molto, l'idrossido di alluminio per esempio, che é contenuto nel vaccino, ma anche nel latte materno, nel latte in formula, in numerosi vegetali che i nostri figli mangiano ogni giorno, oltretutto in quantitá molto maggiori". Quel che é certo, é che i dati parlano chiaro: "grazie a questa scoperta della medicina si prevengono 3milioni di morti all'anno. E non é vero che i bambini vaccinati si ammalano di più, anzi, i dati dimostrano il contrario".

Convegno pediatri vaccini-2E i famigerati "effetti avversi"? Di poco rilievo, secondo i dati, oppure non collegabili con evidenza al vaccino stesso. "La correlazione temporale fra la somministrazione di quest'ultimo e l'insorgenza di un qualche tipo di malattia non é sempre significativa - ha spiegato la dottoressa - anzi, molto spesso le cose non sono riconducibili l'una all'altra". 

Al dottor Conforti invece il compito di approfondire il rapporto fra social media e vaccinazioni. Tema attualissimo e complesso: "Un tempo neanche troppo lontano - ha spiegato - difficilmente ciò che diceva il medico veniva messo in discussione. Oggi invece... "Ma dottore, l'ho letto su internet!". Sul web ognuno può scrivere quello che vuole, il medico facilmente perde autorevolezza, anzi, la parola delle istituzioni vale ancora meno in quest'epoca di facili complottismi che si autoalimentano sui social. E allora cosa dobbiamo fare noi medici? Imparare a comunicare meglio, a spiegare, e soprattutto ad ascoltare di più. Noi pediatri e i genitori siamo dalla stessa parte: entrambi vogliamo tutelare la salute del minore. L'importare é riuscire a capirsi e prendersi il tempo per farlo.

"Oggi purtroppo - ha concluso Conforti - manca una corretta percezione del rischio. Non é un caso che i genitori di bimbi stranieri, in particolare provenienti dai paesi in via di sviluppo, siano i più propensi a far vaccinare i figli: é perché hanno vissuto sulla loro pelle le conseguenze devastanti che certe epidemie possono portare".

Al termine del convegno, un partecipato dibattito a moderato da Michele Rancati ha contribuito a dissipare almeno alcuni dei dubbi di tanti dei genitori presenti in Fondazione. Se lo scopo della mattinata era quello di fare chiarezza, la missione dei pediatri piacentini é stata brillantemente portata a termine.

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