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Vaccini, allarmi ingiustificati e paure: le istituzioni stanno però prendendo posizioni forti

Nuovi vaccini e nuovi genitori a confronto: da un lato la ricerca scientifica che avanza e ci fornisce nuovi strumenti per combattere temibili malattie, dall'altro i genitori della generazione '80 e '90, quella di internet e dei social network

Nuovi vaccini e nuovi genitori a confronto: da un lato la ricerca scientifica che avanza e ci fornisce nuovi strumenti per combattere temibili malattie (come appunto il meningococco B e l'hpv, meglio conosciuto come papilloma virus), dall'altro i genitori della generazione '80 e '90, quella di internet e dei social network. Un rapporto non sempre facile, anzi. Se ne è parlato sabato mattina nell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dove un nutrito gruppo di medici pediatri ed esperti si è riunito per un convegno di formazione aperto al pubblico, con lo scopo appunto di illustrare quei nuovi vaccini che vengono proposti nel piano vaccinale dell'Emilia Romagna e rispondere contestualmente ai dubbi di quei genitori che oggi sempre più spesso, complici appunto le molteplici informazioni spesso distorte che si trovano nel mare magnum della rete e dei social, scelgono di non sottoporre a tale pratica i loro figli o nutrono in merito forti dubbi e perplessità. 

Introdotti dal segretario FIMP di Piacenza Roberto Sacchetti, sono intervenuti il dottor Giacomo Biasucci (direttore dell'unità operativa Pediatria e Neonatologia dell'Ausl di Piacenza), Giorgia Bonaldo (presidente dell'associazione genitori di Pontenure), Maria Grazia Brescia (dirigente medico del reparto Malattie infettive e vaccinazioni Ausl Piacenza), Roberto Cionini (responsabile vaccinazioni FIMP Emilia Romagna), Giovanni Gabutti (direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università di Ferrara), Lucia Grassi (pediatra e responsabile vaccinazioni FIMP di Piacenza), Augusto Pagani (presidente dell'ordine medici e odontoiatri di Piacenza) e Maria Grazia Pascucci (direttore medico del servizio di sanità pubblica della Regione Emilia Romagna).

"Dall'incontro dello scorso anno qualcosa è cambiato - ha detto Biasucci - in merito al problema del calo vaccinale c'è stata infatti negli ultimi mesi una presa di posizione forte e trasversale delle istituzioni, in primis l'Istituto superiore di Sanità, che hanno ribadito l'importanza di questa pratica medica. Si tratta di un dovere anche sociale - ha ricordato Biasucci - dal momento che ci sono bambini che non possono essere vaccinati e ai quali dobbiamo comunque garantire una copertura adeguata dalle malattie per cui la prevenzione esiste".

"Alcuni drammatici casi recenti di morte per tetano, pertosse e difterite hanno forse contribuito a dare una smossa alla situazione - ha sottolineato invece Cionini - purtroppo i genitori di oggi non hanno la percezione della gravità di certe malattie, perché proprio grazie al piano vaccinale non le hanno mai viste. L'attenzione si è quindi spostata sui cosiddetti effetti avversi, ma non dimentichiamo che il calo sotto la soglia del 95-90% di copertura ci sta portando, qui in Emilia Romagna, a un passo dall'epidemia di morbillo, per dirne una. È solo questione di tempo".

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Nella nostra provincia è nata recentemente una realtà di genitori per i genitori: si tratta di un'associazione di Pontenure che in pochi mesi ha raccolto parecchie adesioni e che ora si sta impegnando in un importante progetto di educazione sanitaria e supporto ad una genitorialità consapevole. Ne ha parlato la presidente Bonaldi, che ha voluto sottolineare come "In quest'epoca aperta allo scambio di informazioni, grazie ad internet e ai social network, è facile incappare in tesi sbagliate e fuorvianti. È dovere nostro e dei medici pediatri fornire corrette, precise e puntuali informazioni ai genitori dubbiosi". Informazioni chiare per combattere disinformazione, diffidenza e demagogia. Anche a questo è sicuramente servito il convegno di ieri, che ha illustrato nel dettaglio due nuovi vaccini attualmente offerti anche nella nostra regione. Uno, il meningococco B, che attualmente affianca (per ora a pagamento ma più avanti dovrebbe essere inserito gratuitamente nel calendario vaccinale dei nuovi nati) quello contro meningococco C, tetravalente ACWY, pneumococco ed emofilo B. Parole difficili che rimandano in soldoni ad uno dei grandi spauracchi moderni, la meningite, di cui si sta giustamente parlando molto dopo i numerosi casi verificatisi recentemente in Toscana e dopo la campagna di comunicazione che ha visto protagonista l'atleta paralimpica Bebe Vio, rimasta senza arti dopo una complicanza dovuta appunto alla meningite. Pascucci ha illustrato come il vaccino abbia drasticamente diminuiti i casi di meningite nella nostra regione, "anche se - ha concluso - siamo ancora tristemente al di sotto della soglia ottimale di copertura". 

Al dottor Gabetti il compito invece di spiegare nel dettaglio casistica ed epidemiologia del cosiddetto papilloma virus (Hpv), per il quale dal 2007 esiste un vaccino (bivalente o tetravalente) offerto gratuitamente alle ragazze dai 9 anni e a pagamento per i ragazzi dai 12 anni, che "anche se sicuramente meno toccati dalle conseguenze del virus (che causa, lo ricordiamo, il 100% dei carcinomi alla cervice uterina), sono comunque sensibili all'hpv che può comportare forme tumorali di diverso tipo anche nel sesso maschile. Il vaccino sta dando risultati ottimi, ma non dimentichiamo che ne esistono moltissimi ceppi e che dunque anche per le ragazze vaccinate è fondamentale affiancare una politica di prevenzione sanitaria e lo screening con il pap test".

Al termine del convegno, spazio anche ai dubbi dei genitori, che si sono focalizzati in particolar mondo sul tanto discusso tema delle reazioni avverse. "Certo, le controindicazioni esistono - ha detto Gabutti - Esistono per i farmaci ed esistono per i vaccini, tant'è che noi diciamo sì ai vaccini di massa, ma è necessaria e fondamentale un'anamnesi preventiva perché non tutti possono sottoporvisi. In ogni caso in biologia il rischio zero non esiste". Le complicanze sono tuttavia molto rare, e generalmente reversibili: "Sono vent'anni che monitoro le segnalazioni di reazioni avverse in regione - ha detto Pascucci - e non abbiamo avuto nessuna comunicazione di effetti gravi o irreversibili". Smentita con forza, ancora una volta, la tesi di una correlazione fra antimorbillo ed autismo: "Uno pseudo studio falsato e ritrattato dall'autore stesso, che è stato poi radiato dall'ordine dei medici, ma che continua purtroppo a generare paure ed allarmi ingiustificati"

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