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(Immagine di repertorio)

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Vedova perseguitata con biglietti sulla tomba del marito defunto: stalker condannato

Quattro mesi di reclusione la condanna per stalking nei confronti di un 60enne piacentino che era stato denunciato dalla polizia municipale

Se si fosse comportato come il protagonista di un racconto di Maupassant, al cimitero ci sarebbe per conquistare delle vedove e non per insultare una parente. Fatto che gli è costato una condanna a quattro mesi di reclusione per stalking. L’uomo, un 60enne piacentino, è stato condannato la mattina del 2 marzo, con il rito abbreviato, davanti al giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Bersani che ha accolto la richiesta del pm Ornella Chicca. L’uomo, che ha avuto la pena sospesa, è stato difeso dall’avvocato Annalisa Cervini.

La vicenda, basata su rapporti contrastati con una parente, era cominciata nel 2014. La donna, preoccupata, si era recata alla polizia municipale raccontando che sulla tomba di una parente comune trovava spesso biglietti di insulti.

Gli agenti, dopo alcuni appostamenti, avevano colto l’uomo sul fatto e lo avevano denunciato per stalking. La donna aveva poi lamentato anche appostamenti dell’uomo sotto la sua abitazione e spesso sentiva suonare il campanello senza trovare nessuno alla porta.

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