Venturi: «Quando l'epidemia non si fermava mi sentivo quasi perso. Pronti a una seconda ondata»

Il saluto del commissario, che termina il suo incarico. «A marzo, con circa 1000 positivi al giorno, è stato un momento difficile, ero preoccupato che non tenesse il sistema degli ospedali, ma anche il mio equilibrio»

Sergio Venturi

«C'è stato un momento in cui sono stato vicino a sentirmi perso, quando l'epidemia cresceva e non si fermava, a marzo, con circa 1000 positivi al giorno. E' stato un momento difficile, ero preoccupato che non tenesse il sistema degli ospedali e anche il mio equilibrio personale. Sono andato vicino ad avere attacchi di panico». Così il commissario per l'emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna, Sergio Venturi, durante la conferenza stampa (in video) di fine mandato (che terminerà sabato), affiancato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

«Era difficile raccontare alle persone, in quel momento - prosegue Venturi - che il giorno dopo sarebbe stato uguale, prima che arrivasse un miglioramento: non si vedeva il picco. E' lì che è nata la cosa del colibrì". Venturi, infatti, in una delle quotidiane dirette Facebook che hanno tenuto incollati migliaia di emiliano-romagnoli allo schermo, per oltre due mesi, aveva chiuso con una favola: «C'erano un leone e un colibrì. Il leone stravaccato vede il colibrì con una goccia d'acqua sul becco e gli dice, con una certa aria di sufficienza. Dove vai e che fai? C'è un incendio - risponde il colibrì - Vado a fare la mia parte».

Il commissario ha ricordato spesso l'insegnamento del colibrì, impegnato a spegnere l'incendio nella foresta, equiparato allo sforzo dei cittadini nel rispettare le regole di distanziamento sociale e degli operatori sanitari negli ospedali. L'appuntamento quotidiano con Venturi «è stata una lunga terapia di gruppo - spiega il commissario - non si vedeva una prospettiva che per fortuna ora c'è. Le positività che abbiamo adesso sono legate a qualche piccolo focolaio ancora presente negli ospedali, nelle rsa o nelle famiglie». Ma gli emiliano-romagnoli non sembrano pronti a lasciare andare Venturi ed è addirittura nato su Facebook il gruppo “bravo dottor Sergio Venturi Emilia Romagna” che ha raggiunto, in poco tempo, oltre mille iscritti di tutte le età che postano attestati di stima verso il commissario. Molti gli chiedono anche di non lasciare il suo incarico. "Pare che ci sarà una rubrica, da lunedì, nel pomeriggio: 'Sergio risponde'", scherza il presidente Stefano Bonaccini. Ma Venturi si schermisce: «Ora le persone sono pronte ad andare per la propria strada e spero che presto si dimentichino del colibrì».

«Siamo molto pronti in caso di seconda ondata del Covid-19». Venturi poi sottolinea che è impossibile sapere ad oggi se in autunno il virus si ripresenterà e in che forma. Ma il confronto con il comportamento degli altri Coronavirus lascia ben sperare. Venturi è inoltre fiducioso che la lezione del lockdown sia servita per ciò che potrebbe capitare in futuro. «Abbiamo visto che cosa significa stare chiusi, se manterremo le buone abitudini che abbiamo preso in questi mesi - dice Venturi - saremo in grado di affrontare una eventuale ripresentazione molto più leggera dell'epidemia». In un altro passaggio dell'incontro Venturi ha del resto ribadito: «Non posso dimostrarlo, ma il virus iniziale non è lo stesso che vediamo oggi». Di sicuro va in soffitta la struttura commissariale voluta dal presidente Stefano Bonaccini per affrontare la pandemia. «Se potrebbe ricorrervi nuovamente in caso di seconda ondata? Siamo pronti a qualsiasi evenienza, ma penso che non ci ritroveremo dentro quell'emergenza», risponde il governatore.

(fonte Dire)

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