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Cronaca Podenzano

Verdi “agricoltore innovatore”: inaugurato un Centro studi

L’azienda agricola di Gariga di Podenzano è diventata un centro studi dedicato al compositore originario di Villanova

Nell’epoca in cui l’agricoltura piacentina si acculturò, passando dalla fase estensiva a quella intensiva e puntando sull’innovazione, Giuseppe Verdi, genio dell’armonia musicale, amò talmente tanto l’attività imprenditoriale agricola che acquistò aziende agrarie nel territorio piacentino, ed in parte parmense, per oltre 700 ettari e partecipando in prima persona, con la passione e la dedizione di un autentico figlio di questa provincia in cui era nato, alla loro gestione agronomica ed economica.

La Faggiola, centro di innovazione voluta dal conte Tadini e donata alla comunità proprio perché fosse centro di sperimentazione agricola, gli ha dedicato un Centro studi denominato “Verdi agricoltore innovatore”, un progetto realizzato nell’ambito delle iniziative per il bicentenerario della nascita del grande compositore. Per l’occasione è stato presentato il volume “Ti lascio e vado nei campi”, edito da Diabasis, con l’intervento degli autori Ilaria Dioli, Daniela Morsia e Giuseppe Gambazza, introdotti dall’assessore alla Cultura Tiziana Albasi.

Il libro è composto di tre parti redatte dagli autori uniti in sinergia da un tema comune, ovvero la terra del Maestro, il lavoro dei campi, i prodotti del territorio ed il rapporto con la sua gente. Gambazza ha focalizzato la propria ricerca sul paesaggio rurale, la Morsia si è dedicata all’evoluzione storica dell’agricoltura piacentina, mentre la Dioli, dopo aver tratteggiato l’evoluzione del concetto di gusto nel 18° secolo ha esplorato i piaceri della tavola ed il rapporto con i prodotti della terra. Dopo il saluto del Presidente della Faggiola Filippo Arata, del sindaco di Podenzano Alessandro Piva (che ha ricordato la lungimiranza di Tadini e la vocazione agricola di questa terra per il pomodoro) e del vicesindaco Francesco Timpano (questi sono investimenti importanti ed abbiamo bisogno di attrattori come questo), è stata la volta dell’architetto Marcello Spigaroli , progettista del recupero della corte Faggiola, che ha ricordato come nella Regione non esista un modello simile alla Faggiola.

“Si chiude un cerchio: Verdi è stato l’emblema di un imprenditore agricolo lungimirante, rivoluzionario in agricoltura, così la terra piacentina che è stata protagonista di questo rinnovamento, con uomini come Raineri, Zago, Fioruzzi, tanto per citarne alcuni. Sono gli anni in cui Verdi decide di impegnarsi in questo lavoro con la stessa passione che dedicò alla musica. L’artista in Verdi – come aveva a suo tempo sottolineato Michele Stanca- si accompagna all’agricoltore; egli produceva, di conserva, armonia e produzione agricola, un vero poeta dell’agricoltura. Tale esercizio, sempre basato sull’innovazione, è sentito come un dovere morale”.

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“La Faggiola- ha proseguito Spigaroli- è l’emblema di questo modello di pensiero, progettata e realizzata secondo parametri definiti per essere  centro ideale di produzione; non a caso nel 1862 sorse il Regio Istituto Tecnico per formare gli agrimensori.  La Faggiola è un particolare documento architettonico e per questo ci auguriamo che il suo recupero possa completarsi”. Albertina Soliani a capo del Comitato nazionale per le celebrazioni verdiane ha volutamente collegato l’amore per la terra di Verdi, valore universale (è stata una scelta piacentina voluta), a quella di Expo, “perché l’attenzione del mondo è concentrata sulle medesime cose. Nelle sue opere c’è la terra, quell’humus che lo ha formato e verso il quale è voluto tornare. E’ un tema universale per il quale Verdi ha dato voce alle passioni ed ai sentimenti umani”. La Soliani ha ricordato i numerosi progetti avviati dal Comitato da lei presieduto; “resta da completare quello più importante, ovvero il recupero di Villa S.Agata dove ha vissuto e spero di possa concludere adeguatamente”.

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