Vertenza FedEx-Tnt, Si Cobas: «Con determinazione e coraggio abbiamo ottenuto tutto ciò per cui lottavamo»

L'intervento del sindacato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Prima di tutto, vogliamo ringraziare pubblicamente la Prefettura di Piacenza, segnatamente nelle persone della prefetta Daniela Lupo e della capa di gabinetto Patrizia Savarese, per la grande disponibilità e comprensione dimostrate durante tutto l’arco dello svolgimento della vertenza. Sappiamo che mediare nei conflitti di lavoro non rientra nelle prerogative ordinarie della prefettura, e per questo a maggior ragione ribadiamo il nostro ringraziamento: Piacenza è un territorio attraversato ormai da dieci anni da forti mobilitazioni degli operai della logistica, non possiamo che registrare con favore il crescente interesse e la crescente cura, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, verso questo ampio segmento di popolazione e di lavoratori piacentini. In secondo luogo, vogliamo lanciare un messaggio di speranza a tutti i lavoratori e le lavoratrici piacentine, operai e non: lottando, si può ottenere tutto e migliorare le proprie condizioni di vita.

I facchini della FedExTnt sfidavano niente meno che la seconda multinazionale americana dopo Amazon, un vero e proprio potere globale, eppure con la determinazione e il coraggio hanno ottenuto tutto ciò per cui lottavano. Le leggi che spezzettano il mondo del lavoro in un’infinità di fattispecie diverse e di contesti isolati possono apparire una montagna troppo ardua da scalare per un individuo: non è così, basta trovare la giusta formula organizzativa e il necessario coraggio. Siamo a vostra disposizione per trovarlo insieme. Terza considerazione, nel merito della vicenda e dell’accordo firmato. E’ vero che abbiamo ottenuto la firma in calce all’impegno di mantenere in attività il magazzino di Piacenza e di non operare licenziamenti, ma è altrettanto vero che FedEx, sfruttando la infausta legislazione italiana in materia di appalti, scarica sul fornitore di manodopera il compito di effettuare eventuali licenziamenti in futuro su scala nazionale e cittadina, vincolandolo al dovere di ricollocare eventuali esuberi su altri appalti in cui opera. Una vittoria importante certo, ma che lascia quindi dei margini di rischio per il futuro.

Vogliamo dirlo chiaro: se l’opzione del ridimensionamento dovesse rientrare “dalla finestra”, a Piacenza come altrove, non mancheremo di tornare a lottare come fatto in queste settimane. Quarta considerazione, direttamente connessa alla precedente: la vittoria conquistata ci permette per il futuro di affrontare eventuali nuove sfide da una condizione di maggiore forza, sia sulla filiera FedEx che collegandosi ai lavoratori esteri, che in particolare in Belgio e in Francia non hanno mancato nel mese trascorso di manifestare e scioperare in solidarietà a Piacenza. Se il capitale è globale, globale deve essere la risposta operaia. Quelli che ai tempi del “G8 di Genova” sembravano slogan idealisti, nelle nostre lotte si concretizzano e diventano linguaggio necessario per vivere il nostro tempo di repentini cambiamenti globali. Quinta e ultima considerazione. La vertenza si è sviluppata in contemporanea alle due settimane di “crisi di governo”, crisi che dovrebbe ragionevolmente portare all’insediamento di un premierato Draghi supportato dal PD-CGIL fino a Salvini. Sorvolando sulle ipocrisie e la criticabilità degli attori politici coinvolti, ci interessa dire forte e chiaro che se Draghi pensa di traghettare l’Italia fuori dalla crisi economico-sanitaria a colpi di mannaia sociale (innalzamento età pensionabile, svuotamento dei contratti nazionali, tagli al welfare state…) troverà nel S.I.Cobas e nei soggetti solidali (su Piacenza citiamo ControTendenza, il GASB e le sue opere di solidarietà, il collettivo Piacenza si Ri-bella e la rete femminista di R-esisto) una linea di resistenza irremovibile.

Siamo consapevoli di attraversare un periodo storico che ci pone sfida inedite, a partire dall’impossibilità di sostenere questo modello economico ed ambientale per il pianeta, ma crediamo che per trovare una via d’uscita si debba passare da maggiore eguaglianza ed inculsione sociale, non certo da ulteriore aumento della diseguaglianza o dall’affrontare i problemi di ordine sociale come problemi di ordine pubblico, tendenza purtroppo vista anche durante la vertenza FedEx-Tnt ma che speriamo tutti gli attori coinvolti scelgano di lasciarsi alle spalle per il futuro in quanto inutile elemento di ulteriore complicazione della normale dialettica sociale.

Coordinamento Provinciale S.I.Cobas

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