Via Arata: la parrocchia si tira indietro, rimarrà l'area verde

Don Giancarlo Conte rinuncia al sogno di realizzare sui 4mila metri quadrati della contestata area verde di via Arata il campetto polivalente e una struttura permanente. Il parroco: "Sono dispiaciuto, ho agito con correttezza"

 Via Arata, don Giancarlo rinuncia al progetto. La decisione per evitare una "guerra" in parrocchia. Ma la "partita" non è finita: pronto a nascere un contro-comitato che caldeggerà la realizzazione del centro aggregativo giovanile, istanza questa sposata anche dalla Circoscrizione 3. Così riporta Libertà di oggi, 8 marzo.

LA RINUNCIA - Alla fine ha prevalso il desiderio di non innescare una "guerra civile" in parrocchia. Don Giancarlo Conte rinuncia al sogno di realizzare sui 3.900 metri quadrati della contestata area verde di via Arata "un campetto polivalente ed una struttura idonea per feste parrocchiali, di quartiere, incontri culturali e piccole manifestazione teatrali a servizio degli abitanti del quartiere".

'PRO BONA PACIS' - Lo fa - come dettagliatamente spiegato nell'accorata lettera che compare oggi su Libertà - "pro bona pacis" della comunità che vive all'ombra di San Giuseppe Operaio. In altre parole - per non vedere la quieta serenità parrocchiale ulteriormente violata da striscioni, volantinaggi, dichiarazioni e gesti eclatanti.

'MURO CONTRO MURO' - Ormai la contrapposizione era arrivata al "muro contro muro" e pochi giorni fa il Comitato che si oppone alla realizzazione aveva confermato la propria assoluta determinazione a proseguire e ad inasprire la battaglia: "La nostra voce si alzerà sempre di più - aveva detto la portavoce, Rita Tacchini - non vogliamo scendere a patti con nessuno, siamo cittadini che combattono per un diritto, quello che le istituzioni in primis dovrebbero fare rispettare. La nostra è una battaglia civica, crediamo di essere nel giusto dicendo che non si può privatizzate e cementificare un'area pubblica, per di più verde: nessuna modifica del progetto ci convincerà ad accettarlo".

'SONO DISPIACIUTO' -  Don Conte ribadisce di aver agito 'con correttezza e nella perfetta legalità' e si dice dispiaciuto "per i tanti parrocchiani che si erano impegnati a portare avanti il progetto".

Ieri mattina, durante un nuovo incontro con il vescovo Gianni Ambrosio, il sindaco Roberto Reggi ed il suo vice Francesco Cacciatore, l'anziano parroco ha comunicato la propria decisione di rinunciare. Reggi e Cacciatore, a quanto risulta, ne avrebbero preso atto con estremo rammarico.

MA NON E' FINITA QUI - Querelle finita? Non è detto. A quanto risulta - proprio ora che don Conte è uscito dalla "partita" per evitare ulteriori contrapposizioni - starebbe per nascere un contro-Comitato che sostiene il progetto e che raccoglierà firme per caldeggiarne la realizzazione. 

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LA CIRCOSCRIZIONE 3 - "E' una sconfitta per tutti i cittadini e a me dispiace moltissimo - dichiara Luciana Meles, presidente della Circoscrizione 3 - la mia maggioranza, fin dall'avvio del proprio mandato, aveva evidenziato la mancanza di un centro aggregativo nel quartiere. Un'esigenza che ogni anno abbiamo riproposto (ottenendo il "placet" anche della minoranza) nel documento sulle priorità della Circoscrizione presentato alla Commissione Decentramento". "Per questa ragione, ritenendo in quest'ottica positivo (anche se magari migliorabile) il progetto di don Conte, ho cercato di mediare nella contrapposizione nata con il Comitato, ma mentre da parte della parrocchia c'era la disponibilità a discutere, dall'altra parte ho trovato un muro".

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