Via l'asfalto dal parcheggio scuderie e orti ex Caserma Dal Verme di via Benedettine

Soddisfatto il gruppo di cittadini “via Trebbiola” che riconferma l’opportunità di un collegamento tra il posteggio e l’area romana adiacente le cantine dell’immobile

L’ex Caserma Jacopo Dal Verme è da tempo al centro di un percorso di valorizzazione promosso dall’Agenzia del Demanio iniziato con la consultazione che ha coinvolto i cittadini nel delineare le nuove possibilità di riuso di dieci beni piacentini.  Nel mese di settembre 2017 l’Agenzia ha avviato lavori di sistemazione del parcheggio dell’area esterna alla ex Caserma Jacopo dal Verme che si affaccia su via Benedettine, lavori che nel mese di ottobre sono stati sospesi dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza perché la scoperta di alcuni reperti archeologici ha reso necessari ulteriori controlli del sottosuolo “per meglio indirizzare l’intervento edilizio”.

In questo contesto si è inserito un gruppo di cittadini che su queste colonne ha segnalato “l’inopportunità di stendere sull’area parcheggio uno squallido manto di catrame”, segnalando anche la necessità di riflettere sulla possibilità di collegare l’area destinata a posteggio  ai reperti romani portati alla luce da tempo in via Trebbiola, strada che con via Benedettine sino a via Giordano Bruno, è innegabilmente significativa dal punto di vista della conoscenza della trasformazione urbanistica della nostra città. Comprende infatti Palazzo Madama la cui cinta muraria confina con l’area avviata a parcheggio, la quale è adiacente all’ex caserma Jacopo Dal Verme posta in angolo alle vie Trebbiola- Benedettine. Sempre in via Benedettine vi è l’ex chiesa conventuale costruita nel 1677 sulla quale sono avviati progetti di restauro. 

L’agenzia del Demanio ha poi condotto in collaborazione con la Soprintendenza, una campagna di scavi e studi archeologici sulla intera area destinata, cui è seguito un progetto di variante, autorizzato dalla Soprintendenza medesima il 28 febbraio 2018. Oggetto della variante – ci ha cortesemente informato l’Ufficio stampa dell’Agenzia del Demanio - sono lavorazioni intese a salvaguardare i ritrovamenti archeologici, rivelatisi di scarsa rilevanza storica: una copertura per preservare i reperti archeologici riparandoli con una rete frangivento e uno strato di sabbia, un diverso sistema di drenaggio con l’esclusiva rimozione in corso di scavo della porzione di muratura posta nell’angolo sud ovest del compendio; la porzione di canale interrato vicina via Benedettine, sarà resa non transitabile mediante la realizzazione di una aiuola contornata con mattoni pieni a faccia vista. Saranno spostati i plinti di fondazione dei due lampioni fotovoltaici, per renderli compatibili con la salvaguardia dei ritrovamenti e inserito un ulteriore lampione fotovoltaico, per assicurare un idoneo livello medio d’illuminazione. 

Le modifiche al progetto inziale sono state accolte con favore dal gruppo di cittadini di via Trebbiola che si stanno ora attivando per chiedere alla stessa Agenzia del Demanio, nell’ambito della riqualificazione dell’area con l’avvio di bando di concessione di valorizzazione dell’ex Caserma, di prevedere anche uno studio di massima sulla fattibilità per un collegamento dell’area a posteggio con i reperti di via Trebbiola che, oltre a tratti di mura romane, comprende una Fornace a pianta quadrangolare ad unica imboccatura con camera di combustione bipartita, risalente al II sec. a.C., vestigia che anche in questi giorni sono meta di classi scolastiche.

Secondo quanto stabilito dal Piano Strutturale Comunale e dalle prescrizioni sugli usi ammissibili rilasciate dal Mibact l’immobile ex Caserma Dal Verme è destinato a  comprendere un utilizzo di natura pubblica, senza escludere la possibilità di destinazioni e funzioni terziarie (terziario diffuso, artigianato di servizio), attrezzature culturali, per il tempo libero e lo spettacolo, centro congressuale.

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