Nomadi, Occhipinti: "Basta essere discriminati, i soldi sono della Regione non del Comune"

Salvatore Occhipinti, segretario dell'associazione sinti, non ci stà e dice: "Noi consumiamo acqua come una famiglia normale. I dati sono sbagliati o l'impianto è fallato. Basta essere discriminati"

Salvatore Occhipinti, segretario dell'associazione sinti, non ci stà e replica al consigliere Carlo Mazza e dice: "Noi consumiamo acqua come una famiglia normale. I dati sono sbagliati o l'impianto è fallato. Basta essere discriminati".

LA POLEMICA - Della polemica sul consumo dell'acqua al campo nomadi si era data notizia ieri, 24 febbraio quando si sono riportati i dati di Iren. Infatti dai dati dell'Agenzia d'ambito risulta che se un piacentino consuma 73 metri cubi di acqua all'anno un nomade arriva a 209 metri cubi. In più ci sarebbe un'aggravante cioè che i piacentini pagano mentre i nomadi a quanto pare no, visto che ci pensa il Comune.

Al consigliere Carlo Mazza che aveva portato all'attenzione il caso dello spreco di acqua, risponde oggi, 25 febbraio, Salvatore Occhipinti segretario dell'associazione Sinti Piacenza, sempre su Cronaca.

Secondo Occhipinti: "Noi consumiano acqua come una famiglia normale, quindi o quel dato di consumi è sbagliato o c'è una falla nell'impianto idrico del campo, cosa assai probabile, vista la condizione degli impianti. Venga il Comune a verificare". Sulla mozione presentata da Carlo Mazza (in cui si chiede che i nomadi paghino l'acqua consumata in eccedenza) Occhipinti risponde che: "L'acqua la paghiamo attraverso i fondi per i sinti che ci vengono destinati dalla Regione e che sono gestiti dal Comune, ma non sono soldi del Comune".

DIALOGO COSTRUTTIVO - Occhipinti esprime l'intenzione di mettersi in regola su tutto e non vivere sulle spalle del Comune però: "E' necessario che il posto in cui viviamo venga reso dignitoso. Mancano piazzole, c'è un bagno ogni 4 famiglie (in tutto sono 28 nuclei famigliari) e l'impianto della luce ha i cavi volanti."

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LA RIPOSTA DEL COMUNE - La risposta dell'assessorato alle Politiche Sociali è netta, l'assessore Giovanna Palladini afferma: "I nomadi si devono mettere in testa che le utenze vanno pagate, devono essere consapevoli dei loro doveri, altrimenti il rischio è quello di compromettere i progetti sociali che stiamo portando avanti e che riguardano fragilità sociali presenti nella loro comunità".

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