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Caterina Scagnelli nel suo "Bar Roma"

Caterina Scagnelli nel suo "Bar Roma"

Vigolzone, dopo 50 anni di attività chiude il “Bar Roma”

Caterina Scagnelli, 81 anni, lascia l’attività aperta nel 1965 accanto all'Hollywood e poi dal 1981 davanti all’asilo del paese. «Più che una clientela qua c’erano amici: il bar era un punto di ritrovo per gli anziani che volevano giocare a carte»

«Sono molta dispiaciuta, ma devo chiudere». Caterina Scagnelli, 81 anni, nell’ultimo giorno del 2015 saluta tutta la sua clientela abituale, perché dall'indomani il “Bar Roma” di Vigolzone - situato sull'omonima via, la principale del paese che conduce verso Podenzano e Piacenza - chiuderà i battenti, dopo 50 anni. Caterina, originaria di Pradovera di Farini, si spostò a Vigolzone nel lontano 1965, con le sorelle Maddalena e Rosa e la mamma Antonia. Da quell’anno, fino al 1981, ha gestito il bar a fianco della celebre discoteca Hollywood, all'epoca dotato anche di un piccolo distributore di benzina. «C’era un via-vai di giovani – ricorda – e noi portavamo dentro al locale da bere. Vigolzone a quei tempi era proprio un altro paese: c’erano poche case e meno traffico, e si andava a messa in piazza del Castello perché stavano costruendo la chiesa nuova…Poi visto che avevo una madre anziana a cui badare e il bar in quella posizione era molto impegnativo, ci siamo spostati in un altro locale». E così viene aperto il “Bar Roma” davanti all’asilo delle suore e a fianco della banca del paese. Il locale diventa ben presto un altro luogo di aggregazione nel cuore di Vigolzone, meta molto frequentata da chi si voleva cimentare nel gioco delle carte e da chi preferiva commentare i risultati della domenica calcistica. DSC_0373-2

Dopo 50 anni di attività – 34 nell’attuale locale -, Caterina (che è sempre stata aiutata dalla sorella e dal cognato Carlo Bernazzani, ex sindaco del paese) è costretta ad abbandonare. La decisione è stata presa poco tempo fa, a seguito di un infortunio che le è occorso proprio all’interno del suo amato bar. «Sono caduta dietro al bancone lo scorso 21 novembre, riportando una brutta botta al braccio che mi dà fastidio. Purtroppo tutto finisce e così ho dovuto chiudere il bar». Tra le lacrime provocate del suo ultimo giorno di lavoro, Caterina ricorda i tanti vigolzonesi venuti in questo bar a passare il tempo libero. Le mancherà la clientela? «Ma quale clientela – ci risponde commossa -, questi sono soprattutto amici. Spero che mi vengano a trovare lo stesso nella mia abitazione. Il mio bar era soprattutto un ritrovo di pensionati, un luogo di contatti. In questi giorni in tanti mi hanno manifestato il loro dispiacere per la chiusura…Io non lo tenevo di certo aperto per i guadagni, ma per stare tutti assieme e passare il tempo». Un bar teatro di lunghe e appassionate sfide a briscola, specialmente a coppie. «E se mancava il quarto – ci congeda Caterina - allora venivo via io da dietro il bancone per giocare e dare inizio alla partita».

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