Martedì, 16 Luglio 2024
L’indagine

«Vini Doc contraffatti»: nei guai due cantine piacentine, dodici indagati

Indagine del Nas di Parma: «Attribuita illecitamente la denominazione di origine e specificità protette». Sequestrati 60mila litri di vino. Indagati anche tre pubblici ufficiali di un ente di certificazione

I carabinieri del Nas di Parma, nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta con l’ispettorato centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agro-alimentari Emilia Romagna e Marche e coordinata dalla Procura hanno denunciato dodici persone e due aziende vitivinicole con sede nella provincia di Piacenza. Recentemente la procura ha notificato ai coinvolti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia. Si tratta di titolari, dipendenti e collaboratori liberi professionisti delle due cantine e tre pubblici ufficiali appartenenti ad un ente di certificazione di qualità dei vini.

I reati contestati, a vario titolo, vanno «dalla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, alla frode nell’esercizio del commercio, alla falsità in registri e notificazioni e in documenti informatici, alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, agli illeciti per le due aziende in relazione ai reati contestati», fanno sapere gli inquirenti.

«Le indagini, avviate nel 2020 a seguito di accertamenti preliminari svolti in ordine a false fatturazioni ed acquisti di partite di uve e vino in assenza di documentazione fiscale, hanno consentito di individuare e disarticolare – si legge in una nota stampa ufficiale dell’Arma  - un sodalizio dedito alla contraffazione di vini Doc, Igt e varietali, che operava attraverso la falsificazione dei registri elettronici di cantina e la falsa attestazione, da parte di pubblici ufficiali incaricati della certificazione di idoneità dei vini, della relativa attribuzione della “Doc”».

«Le attività illecite  - prosegue la nota - si sono rilevate essere il risultato di accordi attraverso i quali i sodali, individuati nel titolare, dipendenti e collaboratori liberi professionisti di due aziende vitivinicole piacentine, con il concorso di tre pubblici ufficiali appartenenti ad un ente di certificazione di qualità dei vini (società incaricata dall’allora Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a svolgere attività di verifica e controllo su produzione, confezionamento e certificazione sulle denominazioni di origine), producevano, imbottigliavano e commercializzavano vini attribuendo illecitamente la denominazione di origine e specificità protette, in particolare quelle dei “Colli Piacentini Doc”, “Gutturnio Doc”, “Ortrugo dei Colli Piacentini Doc”, in assenza dei requisiti previsti dai relativi disciplinari di produzione».

«L’attività investigativa, - aggiungono i carabinieri - consistita in attività tecniche (intercettazioni telefoniche e ambientali), perquisizioni, analisi di documentazione e di dispositivi informatici, ha permesso di assicurare un ingente materiale investigativo e di sottoporre a sequestro probatorio, a carico delle due aziende vitivinicole, circa 60mila litri complessivi di vino contraffatto».

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