Violenta lite al Centro Islamico: quattro feriti e una denuncia

Ancora tensione al centro islamico di via Caorsana. Due volanti della polizia sono dovute intervenire nel primo pomeriggio del 22 luglio per sedare una violenta lite

Il cortile del centro islamico di via Caorsana

Ancora tensione al centro islamico di via Caorsana. Due volanti della polizia sono dovute intervenire nel primo pomeriggio del 22 luglio per sedare una violenta lite tra la direzione della comunità e alcune persone espulse. Quest'ultime fanno parte del gruppo dei dissidenti che volevano entrare e pregare, nonostante non fossero gradite, dicono dal centro: un avviso affisso all'ingresso del centro riporterebbe i nomi di chi non può più accedere ai locali. La faida tra la direzione e i dissidenti va avanti da mesi ormai, e se da una parte si combatte per vie legali, nel pomeriggio del 22 luglio si è verificato quello che già era successo in almeno altre tre occasioni. Tuttavia in questo caso dalle parole pare si sia passati ai fatti: ci sarebbe stato un parapiglia che avrebbe anche coinvolto gli agenti delle volanti che cercavano di riportare la calma. Nella fasi concitate è stato coinvolto il direttore del centro Yassine Baradai, il presidente Mohamed Nassor e un paio di dissidenti, uno dei quali è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Nel cercare di rientrare in possesso di un foglio sul quale non è dato sapere cosa ci fosse scritto, l'uomo - un albanese di 36 anni - avrebbe ferito lievemente un agente. Nassor e Baradai si sono poi recati in pronto soccorso per farsi medicare: pare che nella lite abbiano riportato qualche contusione, fa sapere la polizia. «Da quando abbiamo presentato la denuncia in Procura siamo stati isolati e attaccati in ogni modo possibile, e oggi ci siamo visti aggredire anche fisicamente. Abbiamo solo denunciato ciò che secondo noi non era corretto. Da quel momento stanno cercando di farci terra bruciata intorno in ogni modo, attaccandosi a pretesti e scuse solo per metterci in cattiva luce davanti alla città e alle centinaia di persone che frequentano il Centro». A dirlo il 36enne albanese denunciato. E continua: «Volevo solo prendere visione del foglio che il direttore mi voleva dare, mi è stato impedito. Procederò per vie legali». L'uomo è stato portato in pronto soccorso e medicato, nella colluttazione ha riportato diversi traumi: ne avrà per sette giorni. Nella giornata del 21 luglio al palazzo del Governo si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato alcuni dissidenti: avrebbero parlato a lungo della situazione di tensione all'interno della vasta comunità islamica, al prefetto Anna Palombi.  Solo il 19 luglio IlPiacenza.it aveva riportato la notizia di quattro membri della Comunità Islamica indagati per appropriazione indebita aggravata. L’apertura dell’inchiesta era arrivata grazie all'esposto che il gruppo di soci ed ex soci dell'associazione aveva presentato nel marzo 2016, alla procura della Repubblica, sulla gestione economica, secondo loro, non trasparente. La Procura aveva così aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di appropriazione indebita aggravata e continuata, indagando le quattro persone come atto dovuto. A coordinare l’indagine dei carabinieri del Nucleo Informativo è il sostituto procuratore Roberto Fontana. All'esposto sarebbero stati allegati tutti i documenti «che proverebbero come cospicui fondi provenienti dal Qatar dal 2010 al 2014 siano poi stati girati, almeno in parte, e con bonifici senza causale, ad altri centri» hanno dichiarato i dissidenti in più occasioni. Il bilancio della giornata quindi è di quattro feriti lievi, tra cui un poliziotto, e una denuncia: l'ennesimo atto di una lotta che è ben lontana dal placarsi. 


 

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