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Tentò di stuprare una 16enne a Parma: dopo il carcere i parenti gli pagano il rimpatrio

Nel 2013 ha aggredito e palpeggiato una ragazzina di 16 anni in pieno giorno a Parma. Dopo aver scontato la pena alle Novate è stato rimpatriato in Costa d'Avorio a spese della sua famiglia. Non potrà rientrare in Italia per sette anni

Nel 2013 ha aggredito e palpeggiato violentemente una ragazzina di 16 anni in pieno giorno a Parma, a San Polo di Torrile. Dopo averla puntata a bordo di un autobus, l'ha seguita per strada e nonostante la giovane avesse cercato di scappare, lui era riuscito a buttarla per terra toccandola nelle parti intime e cercando di toglierle i jeans. Solo l'intervento dell'autista del bus che aveva capito quanto stava accadendo, ha impedito che la violenza proseguisse. Oggi, tre anni e 8 mesi dopo, la pena a cui era stato condannato dal tribunale di Parma ma che aveva scontato alle Novate a Piacenza, un ivoriano di 22 anni è uscito dal carcere. Vista la pericolosità del soggetto, era stato deciso di rimpatriarlo ma al momento dell'arresto lo straniero non aveva i documenti, era clandestino. Grazie al lavoro minuzioso dell'Immigrazione di Piacenza, si è riusciti ad ottenere, con la collaborazione anche dei parenti, un certificato di nascita grazie al quale si è prodotto poi un lascia passare per la Costa d'Avorio. I parenti del giovane hanno pagato il suo rimpatrio, come previsto dalla legge. Non potrà mettere piede in Italia per sette anni. 

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