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Violenza sulle donne e polizia locale: anche il Sulpl si schiera e crea una mail per chi vuole denunciare

Sulpl: «Abbiamo anche una mail dedicata stopviolenza@sulpl.it e siamo disponibili per fare da trait d'union tra le vittime di violenza e la Polizia Locale»

La violenza contro le donne è all'ordine del giorno e  in questo drammatico 2020 il fenomeno si è acuito, al punto di assumere i caratteri di una vera e propria emergenza sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che nel mondo il 35% delle donne ha subito violenza. Ciò nonostante sono tantissime le donne che ancora non trovano il coraggio e la forza di denunciare. Il 93,4%  dei casi di violenza (dati Istat), avviene fra le mura domestiche. 

Questa giornata mondiale contro la violenza sulle donne - si legge in una nota del sindacato Sulpl -  è senz’altro un momento importante per riflettere, analizzare dati, porre l’attenzione su una piaga sociale che colpisce il genere femminile, ma senza una profonda inversione di rotta dal punto di vista sociale e culturale in tutti i settori della vita, dal lavoro alla famiglia, nelle istituzioni e nella comunicazione, continueranno ad esserci donne vittime della violenza maschile.  La violenza di genere ha mille volti oscuri. Il più ricorrente è quello della violenza domestica, ma esiste anche quella fisica, psicologica, sessuale, economica, lo  stalking. Da non trascurare le conseguenze che la violenza produce sulla famiglia e sui minori (violenza vissuta o assistita), in termini di emotività, affettività, relazionale e comportamentale».

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«L'introduzione del Codice Rosso rappresenta sicuramente un notevole passo in avanti rispetto al passato, ma occorre fare di più. È una legge  - prosegue - che, pur essendo ben lontana dalla necessità di una formulazione complessiva, che riguardi tutti gli aspetti generati dalla violenza, certamente prova a rispondere, sul fronte penale, alle istanze provenienti da tutti coloro che a vario titolo si occupano di violenza. A limitare gli effetti di questa Legge è sicuramente la clausola dell'invarianza finanziaria. Se è vero che lo Stato intende investire al fine di ridurre drasticamente il fenomeno della violenza, non si può pensare che questo intervento si riduca alla creazione di nuove fattispecie di reato o ad inasprire le pene. Occorre fare un ulteriore sforzo e investire risorse, senza pensare di poter risolvere i problemi a “costo zero”. Le donne infatti chiedono principalmente d’interrompere le proprie relazioni violente e di non essere lasciate sole quando decidono di riprendersi, con grande difficoltà, la propria vita tutelando se stesse e i propri figli. 
Gli operatori di Polizia Locale, oltre che nell'ambito istituzionale, con il supporto del Sulpl si prodigano per essere di sostegno a chi ne ha bisogno. Abbiamo anche una mail dedicata stopviolenza@sulpl.it e siamo disponibili per fare da trait d'union tra le vittime di violenza e la Polizia Locale». 

«Domenica 29 novembre abbiamo organizzato un incontro in videoconferenza con i colleghi della Polizia Locale di tutta Italia con Elena Corsini, esperta in materia, Comandante della Polizia di Vergato (Bologna), per parlare di violenza domestica e stalking. Capita spesso di intervenire su liti familiari ed è fondamentale essere preparati: la Polizia Locale oltre ad essere il persecutore dell'autore del reato, è anche di sostegno per la vittima nel difficile percorso di accompagnamento fino al processo. È importante non far calare mai l'attenzione su questo dramma sociale. La speranza è che sempre più donne trovino il coraggio di denunciare il loro aguzzino, perché la violenza non è amore. Queste vittime devono essere consapevoli che sulla Polizia Locale possono contare sempre e affidandosi a noi possono intravedere la luce infondo al tunnel, speranza di nuova vita.  Il nostro video,  - conclude - con il contributo della Polizia Locale di Piacenza in rappresentanza dei colleghi di tutta Italia, vuole essere un sentito tributo a tutte le vittime di violenza e ai loro bambini straziati dal dolore per aver perso la loro mamma, per mano di chi avrebbe dovuto proteggere la propria famiglia».

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