Al via il Festival di Castellarquato: oltre ai concerti anche una mostra

E' partita il fine settimana appena trascorsa la quinta edizione del Festival Chitarristico di Castellarquato. Oltre ai concerti chitarristici anche una mostra delle opere dedicate alla chitarra dell'artista Giuseppe Chiari

E' stato aperto dalla mostra dal titolo “I colori della chitarra” di Chiari, uno degli artisti più significativi del movimento internazionale di avanguardia Fluxus, questa quinta edizione del Festival chitarristico  “Città di Castell’Arquato” e che accompagnerà gli appuntamenti del Festival per tutta la sua durata, dal 5 settembre al 3 ottobre.

Sono ventiquattro le opere dell’artista italiano, scomparso due anni fa famoso per le sue ricerche nel campo figurativo e musicale, presenti nei prestigiosi spazi del rinascimentale Palazzo del Podestà di Castell’Arquato. La mostra si snoderà nelle stanze adiacenti alla Sala consigliare dove si terranno i concerti del Festival.

L’esposizione, realizzata con la collaborazione della Galleria di Reggio Emilia Bonioniarte in cui Giuseppe Chiari figura tra gli artisti esposti in permanenza, è un omaggio al sostenitore dell’interazione tra musica, linguaggio, gesto e immagine.

Insieme alla novità dell’evento della mostra dell’artista fiorentino in questa quinta edizione del Festival Chitarristico “Città di Castell’Arquato” vengono confermate alcune caratteristiche delle precedenti edizioni, come l’interesse per le esecuzioni su strumenti d’epoca ( primo e quarto concerto), l’ attenzione per i giovani talenti (terzo concerto) e la produzione di spettacoli di teatro musicale per bambini con la presenza della chitarra : quest’anno è la volta di “C’era una volta Rigoletto…” ideato e interpretato da Antonia Stradivari con musiche di Giuseppe Verdi nella versione per chitarra, non presente nel cartellone ufficiale del festival, ma che verrà rappresentato nelle scuole elementari del piacentino e del cremonese nel corso del prossimo anno scolastico.

Il filo conduttore che lega i 4 concerti è la presenza in ciascuno di essi di almeno un brano trascritto per chitarra dal repertorio operistico, con l’eccezione del terzo concerto che presenta invece brani del repertorio vocale popolare spagnolo.

In omaggio al celebre poeta, librettista e scrittore arquatese Luigi Illica, della cui morte ricorre quest’anno il 90° anniversario, il Festival si chiuderà con un concerto di arie liriche operistiche e da camera, nella versione per voce e due chitarre.
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