All'Officina delle Ombre è di scena Ranocchio

Sabato e domenica prossimi, dopo il successo delle scuole, Ranocchio è di scena all'Officina delle Ombre di Piacenza, in uno spettacolo aperto a tutti. Appuntamento sabato 4 e domenica 5 aprile alle 16.30. Una pièce pensata per i piccolissimi, che affronta con le fiabe temi estremamente attuali come la paura di avere paura

Dopo il successo ottenuto nel corso delle prime recite per le scuole dell’infanzia e gli asili nido, sarà presentato per la prima volta a tutto il pubblico a Piacenza il nuovo spettacolo di Teatro Gioco Vita “Ranocchio”, tratto dall’opera di Max Velthujs, uno dei più celebrati autori e illustratori per bambini al mondo. Appuntamento sabato 4 e domenica 5 aprile alle ore 16.30 all’Officina delle Ombre, l’atelier del Teatro Stabile di Innovazione diretto da Diego Maj, in via Fulgonio 9. 
  Un’indagine sul tema della paura vera e della paura di aver paura  





La regia è di Fabrizio Montecchi, che ha curato anche l’adattamento teatrale con Nicola Lusuardi. Le scene sono di Nicoletta Garioni, le sagome di Federica Ferrari sono tratte dai disegni di Max Velthuijs. Musiche di Michele Fedrigotti e costumi Sara Bartesaghi Gallo, costruzione scene Sergio Bernasani, Davide Gicobbi. In scena Laura Dell’Albani e Domenico Sannino, con Maddalena Maj alle luci e fonica.

Candido e ingenuo, Ranocchio guarda il mondo con gli occhi sempre aperti, anzi, spalancati. Tutto intorno a sé lo sorprende, lo riempie di stupore, lo incuriosisce. Ranocchio ha tanti amici: Anatra, una dolce e amorevole compagna di giochi; Porcellino, un placido amante della casa e della buona cucina; Lepre, un intellettuale che ha sempre una risposta a tutto e Topo, un avventuriero tanto intraprendente quanto generoso. Insieme affrontano le grandi domande che I piccoli drammi di ogni giorno pongono loro.

A tutti questi dilemmi esistenziali Ranocchio e i suoi amici riescono sempre a trovare una risposta positiva. Un merlo trovato nel prato è l’occasione per interrogarsi sul mistero della morte e la necessità di celebrare la gioia di essere vivi. Il mal d’amore provato da Ranocchio è lo spunto per riflettere sul dolore e sulla felicità che da esso ne scaturisce. Uno spavento notturno rende inevitabile un’indagine sul tema della paura vera e della paura di aver paura.


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