Antonino d'oro a Paolo Perotti: le motivazioni dei Canonici

Antonino d'oro all'importante scultore piacentino, che ha partecipato per invito a importanti rassegne, come la Biennale d'Arte Sacra di Bologna, la Quadriennale di Roma, la Biennale Internazionale di Scultura Contemporanea di Anversa

I Canonici del Capitolo della Basilica di Sant'Antonino martire, sono lieti di annunciare che all'unanimità hanno deciso di assegnare il premio "Antonino d'oro 2010" allo scultore piacentino Paolo Perotti. Paolo Perotti è nato a Piacenza nel 1928. Dopo aver frequentato l'Istituto Gazzola di Piacenza (1940-1946) e l'Istituto d'Arte Toschi di Parma (1943-1946), dove ha conseguito il diploma di decorazione, è stato allievo di Marino Marini (1947-1952) all'Accademia di Brera, a Milano. Ha partecipato per invito a importanti rassegne, come la Biennale d'Arte Sacra di Bologna, la Quadriennale di Roma, la Biennale Internazionale di Scultura Contemporanea di Anversa. Tra le affermazioni più significative il «Primo Premio di scultura» alla Mostra Nazionale d'Arte Giovanile di Roma nel 1958. Si è presentato con personali a Piacenza e Milano e in collettive anche a Torino, Roma, Parma e Cremona.

Innumerevoli i lavori importanti collocati nelle chiese di Piacenza, in Provincia e in altre numerose città italiane e straniere. Ha eseguito molti monumenti di pubblico dominio, fra cui quello di Cristoforo Colombo a Los Angeles. Da vari anni è anche fattivo collaboratore degli organismi diocesani che operano nell'ambito dell'arte sacra. Il conferimento del premio vuole essere un atto di stima nei confronti di un artista credente che, da oltre sessant' anni, vive con mitezza, passione, genio e coerenza il suo percorso umano e artistico. Con la scultura ha saputo e continua tuttora con singolare creatività a evocare il mistero della fede, coniugando il linguaggio dell'arte contemporanea, spesso ostico e duro agli occhi dei non iniziati, e le esigenze di rinnovamento di una Chiesa impegnata nella lettura dei segni dei tempi. A ragione è stato scritto di lui che "anche nei soggetti destinati alla collocazione liturgica ha sempre avuto l'atteggiamento più corretto possibile: rappresentare con nobiltà di forme il repertorio dei personaggi delle Sacre Scritture, con l'umiltà dell'illustratore chiamato non a esibire le sue capacità, ma a dispiegare con chiarezza e sentimento le storie evangeliche e bibliche, semplificando al massimo le forme ed evitando virtuosismi nel trattamento dei materiali e nei dettagli scenici, per renderle immediatamente comprensibili alla gente, al popolo orante" (Stefano Pronti).

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E questa è una dote preziosa non sempre presente in vari esempi di arte sacra contemporanea, spesso imprigionata in un sorta di autismo estetico. A nostro parere, Paolo Perotti ha saputo corrispondere appieno a quanto auspicato dal Papa Paolo VI in occasione dell'incontro che ebbe con gli artisti nel 1964: "Noi abbiamo bisogno di voi - egli disse -. Il Nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il Nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell'invisibile, dell'ineffabile, di Dio. E in questa operazione… voi siete maestri. E' il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità" Inoltre, le sue sculture sono una viva conferma di quanto, recentemente, Papa Benedetto XVI ha dichiarato nell'incontro avuto, sempre con gli artisti, nella Cappella Sistina: "La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre, li incoraggia a varcare la soglia e a contemplare con occhi affascinati e commossi la méta ultima e definitiva, il sole senza tramonto che illumina e fa bello il presente". Pur conoscendo la ritrosia dello scultore Paolo Perotti a mettersi "in vetrina", perché in mostra preferisce mettere le sue opere e non se stesso, il Capitolo dei Canonici ha valutato opportuno chiedergli di accettare tale onorificenza, come doveroso tributo alla sua persona e alla sua opera artistica. Il premio "Antonino d'oro", giunto alla 24^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio domenica 4 luglio p.v. nella Basilica Sant'Antonino a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.

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