Arte musicale e origini piacentine: un denominatore comune per Toscanini e Verdi

La figura di Arturo Toscanini nel 150esimo anno dalla nascita è stata ricordata dalla Banca di Piacenza con una conferenza tenuta nella Sala Panini di Palazzo Galli dalla professoressa Maria Giovanna Forlani, musicologa e critico musicale, che ha ricordato le radici piacentine della famiglia del grande maestro

FOTO DI ALESSANDRO BERSANI

La figura di Arturo Toscanini nel 150^ anno dalla nascita è stata ricordata dalla Banca di Piacenza con una conferenza tenuta nella Sala Panini di Palazzo Galli dalla professoressa Maria Giovanna Forlani, musicologa e critico musicale, che ha ricordato le radici piacentine della famiglia del grande maestro. Il bisnonno di Toscanini, infatti, nacque a Bogli di Ottone, il nonno e il padre a Cortemaggiore. Le origini piacentine sono un denominatore che, nel segno dell'arte musicale, accomuna Toscanini con Giuseppe Verdi nonostante le oltre cinquanta primavere di differenza tutte appoggiate sulle spalle del "Cigno di Busseto".

La professoressa Forlani intervallando il racconto sulla vita di Toscanini con pagine musicali di Rossini, Verdi, Wagner e Puccini, ha approfondite alcune tappe della sua vita artistica: la veloce "gavetta" sino all’anno 1898 quando il maestro divenne direttore del Teatro "La Scala" di Milano, incarico che mantenne ininterrottamente fino al 1908 quando fu nominato direttore del "Metropolitan Opera" di New York, teatro in cui diresse stabilmente fino al 1915.

Nella nostra città Toscanini diresse due concerti al Teatro Municipale. Il primo fu il 28 aprile 1900 quando Il Maestro dirigeva l'Orchestra dell'Ente Società dei Concerti della Scala in un programma di grande valore, che dava ampio spazio a Wagner con due estratti sinfonici dalla Tetralogia. Artefice e promotrice del concerto era stata la Cooperativa Artistica Giuseppe Verdi, che in un momento di estrema difficoltà economica del Comune, si era assunta l'onere dell'allestimento delle stagioni del Municipale.  Gli orchestrali giunsero in treno da Milano e furono alloggiati all'Albergo San Marco. Piacenza era la prima tappa di una lunga tournée che avrebbe condotto l'orchestra a Parma, Bologna, Treviso, Udine, Trieste e Brescia.  La nostra città salutò con entusiasmo il concerto di Toscanini, ma la serata influì tragicamente sui bilanci del sodalizio musicale, che pochi mesi dopo si sciolse. Il secondo concerto porta la data 6 novembre 1920 e fu promosso dall'Associazione Amici dell'Arte insieme alla Deputazione Teatrale e all'Impresa Rapetti e Bazzini. I giornali parlarono per più giorni dell'evento in quanto si trattava della presenza di una nuova e giovanissima orchestra voluta e formata da Toscanini stesso, per portare a termine l'ambizioso progetto di una tournée intercontinentale che diffondesse nel mondo il primato culturale italiano.

I difficili rapporti di Toscanini con il Regime Fascista e i drammatici eventi della Seconda Guerra Mondiale, interruppero i rapporti del Maestro con il nostro paese e in particolare con la città di Milano, che tanto gli era cara.  Ma nel mese di aprile 1946 Toscanini diresse alla Scala un memorabile concerto per la riapertura del teatro dopo il bombardamento dell'agosto 1943. Il 5 dicembre 1949 il Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi lo nomina senatore a vita per meriti artistici, ma Arturo Toscanini decide di rinunciare alla carica il giorno seguente “ non come atto scortese o superbo, ma bensì nello spirito di semplicità e modestia ...”

Nei tempi successivi Toscanini fa la spola tra Milano e New York in un crescendo di concerti di grande successo. Nei primi anni Cinquanta è ormai un mito conosciuto in tutto il mondo che onora la sua assoluta fedeltà al testo musicale, il suo leggendario perfezionismo, la sua intensità e anche la grande coerenza morale. Con la morte della moglie Carla De Martini (nel 1951), diviene ancora più schivo in fatto di incontri pubblici. Nelle sue memorie ricorda le origini piacentine, ma verso l’Italia ha un atteggiamento distaccato causa le sofferenze subite nel ventennio fascista che gli onori degli ultimi anni non sono bastati a cancellare.

GLI ULTIMI ANNI DI VITA

Arturo Toscanini si ritira dalle scene all'età di 87 anni dirigendo un concerto dedicato a Richard Wagner. Muore alle soglie dei 90 anni nella sua casa newyorkese di Riverdale, il 16 gennaio 1957. La salma ritornò il giorno dopo in Italia con un volo diretto all'Aeroporto di Ciampino, a Roma. La camera ardente e il funerale furono allestiti presso il Teatro alla Scala dove ricevette il composto saluto di una marea di persone che corteo funebre del Maestro sino al Cimitero Monumentale, dove il Maestro venne tumulato nell'Edicola 184 del Riparto VII.

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