Continuano gli incontri poetico-letterari della Dante Alighieri

Martedì 4 aprile alle ore 16 all’Aula magna dell’Istituto Padri Scalabriniani (Via Torta 14, in adiacenza alla chiesa di San Carlo), il prof. Padre Stelio Fongaro illustra “L’esilio di Dante nella Divina Commedia: Paradiso, XVII – Purgatorio, XI – Paradiso VI”. E’ l’incontro conclusivo del trittico proposto dalla Dante Alighieri piacentina aperto con una conferenza sul poeta Giacomo Zanella (1820-1888) di padre Fongaro, che, come sempre, ha proposto una conversazione  molto efficacie nel far avvertire il valore di un poeta apprezzato in passato e progressivamente  dimenticato. L’animo di Giacomo Zanella – ha evidenziato padre Stelio - è “lirico”, con un’attenzione al mondo delle piccole cose, oltre che alle bellezze della natura. Ed è alla Natura che dedica quella che sarà la sua composizione-capolavoro “Sopra una conchiglia fossile”, ove il poeta riesce a far sentire la “mera neo-natalità” dell’Uomo rispetto a un tempo incalcolabilmente antico di “Ere geologiche”, di cui una conchiglia fossile è testimonianza. Tuttavia l’uomo ha dinanzi a sé la possibilità e la capacità di “avanzare” perché la natura si rinnova continuamente, attraverso le lontananze plurimillenarie del tempo e il divenire del mondo. E tutto quello che nasce non è destinato a morire , ma a rinascere. Scienza e Fede, e analisi delle “minute cose”, si fondono liricamente nella poetica di Zanella.

Il secondo appuntamento è stato dedicato a Giovanni Pascoli, il poeta contemporaneo al grande esodo migratorio italiano (1880-1914). Nella sua opera poetica il doloroso fenomeno dell'Italia "raminga" forma l'argomento diretto di una quindicina di poesie, specie de "I Poemetti". Anche nella sua attività di prosatore e di docente di letteratura, il tema migratorio ritorna con un ritmo pari alla sua drammatica urgenza storica. I motivi di questa sua particolare sensibilità al fenomeno migratorio (che non trovò voce nel suo Maestro Carducci, pur coevo al grande esodo) vanno ricercati, a parere di Padre Fongaro, nella sua esperienza biografica, la sua poetica del nido, e il suo socialismo umanitario e patriottico. La sua vita - e non si dimentichi il carattere fortemente emotivo del Pascoli - fu "un'orfanezza prima del tempo" (Petrini) e uno strappo al tepore del nido fin dal suo internamento nel collegio di Urbino all'età di sette anni; l'uccisione del padre, poi, fu la migrazione di tutta la famiglia dalla casa natia di San Mauro: ''Ma da quel nido, rondini tardive,tutti tutti migrammo un giorno nero" (Romagna). La sua carriera di insegnante, infine, fu un pellegrinaggio per tutta Italia, ancora lontano dai resti di quel nido salvati dalla tempesta: ''Mie soavi bambine, oh ricordate/questo fuggiasco, questo pellegrino!" (Addio, in Poesie varie).

Come nei due precedenti incontri, accompagnati dalla presenza e dal consenso di un folto pubblico,anche l’incontro di martedì prossimo la lettura dei versi poetici sarà affidataalla la voce calda e vibrante del presidente del Comitato Piacentino della Dante Alighieri dottor Roberto Laurenzano.

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