Cultura, il nuovo programma in materia di cinema e audiovisivo è legge

La seconda Legge Cinema (2018-2020) è stata approvata in Aula con il sì della maggioranza (Pd, Si e Gruppo misto) e l'astensione delle opposizioni (Ln e M5s)

pprovato in Aula il nuovo programma regionale in materia di cinema e audiovisivo, che ha trovato il voto favorevole della maggioranza (Partito Democratico, Sinistra Italiana e Gruppo misto-Mdp) e l’astensione delle opposizioni (Lega Nord e Movimento 5 Stelle). Il piano triennale 2018-2020 investirà risorse per portare le produzioni nazionali e internazionali sul territorio, per promuovere festival e rassegne, per sostenere formazione e innovazione in campo cinematografico dalla scuola all'impresa. La nuova legge cinema, sottolinea la Giunta, segue il primo programma regionale di cui oggi il tessuto produttivo dell'Emilia-Romagna inizia a vedere risultati lusinghieri: sono 93 i progetti finanziati, con investimenti sulle produzioni per 4 milioni di euro e 15 milioni di euro di indotto generati; 18 i festival in regione e 14 le rassegne; 90% le sale digitalizzate. Verrà rafforzato il ruolo della film commission e la promozione del territorio attraverso pellicole e rassegne sul territorio. Verranno aperti 5 bandi di finanziamento (produzioni nazionali, produzioni regionali, festival e rassegne, innovazione e start up), da quest'anno senza il limite della la rigida ripartizione di generi lamentato dai tecnici del settore. Il Partito democratico ha sottolineato come questo sia un provvedimento di grande importanza, che racconta la storia di questa terra e dimostra che "con la cultura si mangia". "Ogni euro investito ha portato 4 euro sul territorio- riportano i dem- creando un network regionale di imprese, produzioni e turismo; si favorisce l'occupazione nel settore culturale e si creano posti di lavoro". Inoltre la maggioranza ha evidenziato come questo piano sostenga le giovani generazioni, i registi emergenti, le piccole sale di periferia e il cinema indipendente, diventando motore anche per il turismo. Dai banchi di Sinistra Italiana arrivano apprezzamenti per un piano triennale che crea occupazione sul territorio e ha una ricaduta sociale sulle aree più deboli, cercando di tenere aperte le sale dei centri storici e delle periferie. "Sono interventi di importante valore culturale, sarebbe giusto che anche la minoranza ne riconoscesse l'importanza". In risposta la Lega Nord ha spiegato come il cinema "sia un settore da valorizzare" e ha motivato il suo voto di astensione invitando la Giunta a investire maggiormente su under 35 e produzioni locali.

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