Dalla Polonia alla Cavallerizza, via Podenzano, il grande uovo di Romano Bertuzzi

Realizzato da Mylius di Podenzano per essere collocato in una delle aree verdi della Cavallerizza. L'opera dell'artista costruita in vetroresina pesa 15 quintali per 7 metri di altezza e 5 metri nella proiezione a terra. Inaugurazione lunedì 27 luglio

Non sarà trasportato da un elicottero come annunciato, ma arriverà via terra su un autocarro "il grande uovo" di Romano Bertuzzi, realizzato da Mylius di Podenzano per essere collocato in una delle aree verdi della Cavallerizza. L’opera dell’artista costruito in vetroresina pesa 15 quintali, due in più oltre le possibilità del trasporto con l’elicottero. Notevoli anche le dimensioni 7 metri di altezza e 5 metri nella proiezione a terra. L’inaugurazione è programmata per lunedì 27 luglio dopo le 19 e sarà preceduta alla Sala Teatini alle 18.30, da un momento di illustrazione da parte delle autorità e dell'artista.  

L’artista Bertuzzi piacentino, coerente con le parole chiave della sua poetica “Madre e Terra”, muse ispiratrici della sua poetica e del suo lavoro, ha scelto questo soggetto in formato macro per toccare, ancora una volta, la "forma della spiritualità", una sorta di materia che nega la materia, identificata qui in un oggetto naturalmente perfetto come l’uovo.

E’ stato realizzato nello stabilimento Mylius in Poloni. L’opera ideata da Bertuzzi è formata strutturalmente da sei spicchi assemblati, stuccati e verniciati. Si  sono usati materiali e tecnologie fra le più moderne, le stesse impiegate per gli scafi delle poderose imbarcazioni, performanti, resistentissime e insieme leggere. L’Uovo ha una "pelle" in tessuto di vetro, che si presenta come una sorta di stuoia, poi trattata con resina fino a ottenere la durezza della vetroresina, mentre l’anima è fatta di "schiume" robuste e di minimo peso. Il tutto, per uno spessore di soli tre centimetri.

L’opera per Bertuzzi è l’espressione dei ricordi della sua infanzia quando seguiva la mamma nella stanza buia “dove a chioccia covava due uova che poi venivano scrutati con il lume di una candela per capire se si era rinnovata la magia della vita. Con “l’uovo” Bertuzzi prosegue un percorso legato all'osservazione della natura che lo ha già visto protagonista con l'opera "La Garzaia", esposta in maniera permanente della sede del Museo civico di Storia Naturale di Piacenza.

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