Dallo Stato Pontificio allo Stato del Vaticano: la conversazione a Palazzo Galli

A Palazzo Galli brillante excursus storico del vescovo piacentino mons. Corbellini

FOTO CARLO MISTRALETTI

Un argomento complesso quale “L’ordinamento giuridico dello Stato della Città del Vaticano”, è stato reso con chiarezza e con annotazioni di dettaglio spesso accompagnate da sottile humor, da mons. Giorgio Corbellini, vescovo di Abula (Spagna), in una conversazione rivolta alla folta e attenta platea di sala Panini di Palazzo Galli-Banca di Piacenza;  presenti tra gli altri, il prefetto Anna Palombi, il vescovo mons. Gianni Ambrosio, l’ex sindaco Guidotti, il presidente dell’Opera Pia Alberoni dott. Braghieri. L’avv. Corrado Sforza Fogliani presentando l’ospite, ne ha ricordate le origini piacentine ed evidenziato il ruolo, che gli è riconosciuto, di maggior esperto di diritto pubblico dello Stato del Vaticano e la lunga serie di incarichi svolti con grande competenza e risultati. Quando si parla di “Vaticano”, ha esordito mons. Corbellini, occorre distinguere tra Santa Sede e lo Stato del Vaticano, cioè il Papa con gli organismi che con lui collaborano e lo Stato del Vaticano, che non è affatto l’erede storico dello Stato Pontificio formatosi nei secoli e decaduto nel 1870 quando gli ultimi suoi territori erano stati annessi all’Italia che  il 20 settembre, aveva dichiarato decaduta la sovranità di Papa Pio IX.

Seguirono anni di rapporti tesi, ha ricordato mons. Corbellini, poi dopo la fine della Prima guerra mondiale, si avviarono contatti fra Santa Sede e Regno d'Italia per trovare una soluzione all'annosa controversia. Nel gennaio 1923 si aprirono trattative segrete seguite da un incontro tra Benito Mussolini e il cardinal Segretario di Stato Pietro Gasparri e da una serie di altri incontri, tutti molto riservati, tra il consigliere di Stato Domenico Barone, negoziatore per lo stato italiano, e l'avvocato Francesco Pacelli (fratello maggiore di Eugenio, futuro Pio XII) delegato per la Chiesa cattolica. In alcuni momenti sembrò di non poter giungere a una conclusione, ma il Papa in tutta questa fase si mostrò veramente all'altezza. Fu disposto a rinunciare a tante rivendicazioni secondarie, pur di ottenere l'essenziale: un territorio per la sua autonomia. Finalmente si arrivò all'11 febbraio 1929, quando furono firmati gli Accordi che mettevano la parola fine alla Questione Romana: i Patti Lateranensi firmati da parte italiana da Benito Mussolini. Da parte della Santa Sede per il Papa Pio XI, il card. Pietro Gasparri. Era nato lo Stato della Città del Vaticano e il 7 giugno 1929 Papa Pio XI ne promulgava la prima Legge fondamentale nella quale erano palesi le prerogative e le garanzie della perfetta sovranità.

Mons. Corbellini ha commentato le parti più rilevanti della prima legge dello Stato Vaticano e i successivi adeguamenti normativi dell'ordinamento giuridico apportati dalle legge  26 novembre 2000 voluta da papa Giovanni. La nuova versione ha, tra l’altro, abolito la figura del Governatore dello Stato della Città del Vaticano, in realtà già vacante dal 1952 con la morte dell'ultimo governatore, il marchese Camillo Serafini, sostituita da un'apposita Commissione Pontificia per l'esercizio del potere esecutivo. Inoltre ha abolito formalmente la pena di morte che non era mai stata applicata.   Il 1° gennaio 2009 è poi entrata in vigore la nuova legge sulle fonti del diritto promulgata il 1° ottobre 2008 da Benedetto XVI: una riforma nel segno della continuità che definisce l’architettura istituzionale del sistema giuridico vaticano in cui, accanto alle norme emanate dalle autorità dello Stato, trova applicazione diretta il Diritto canonico.  Con il nuovo corpo legislativo si ha la definizione di un sistema giuridico assolutamente peculiare, in cui concorrono allo stesso tempo fonti emanate direttamente dal legislatore vaticano e fonti eteronome che, per volontà sovrana, trovano applicazione nello Stato vaticano pur provenendo da altri ordinamenti giuridici nazionali e internazionali.

Alcune delle nuove figure criminose introdotte — si pensi ai delitti contro la sicurezza della navigazione marittima o aerea o contro la sicurezza degli aeroporti o delle piattaforme fisse — potrebbero apparire eccessive in relazione alla realtà geografica dello Stato della Città del Vaticano. Tali disposizioni però assolvono, da un lato, alla funzione di rispettare i parametri internazionali stabiliti in materia di contrasto al terrorismo; da altro lato occorrono, in ossequio alla condizione della cosiddetta “doppia punibilità”, al fine di consentire l’estradizione di quanti, imputati o condannati per tali delitti commessi all’estero, si fossero in ipotesi rifugiati nello Stato della Città del Vaticano. Lo Stato della Città del Vaticano, ha risposto mons. Corbellini in chiusura all’applaudita conversazione, a una specifica domanda - è il più piccolo Stato indipendente esistente (meno di mezzo chilometro quadrato); non si diventa suoi cittadini per nascita o perché figli di residenti, ma solo per concessione. Le persone che operano sul territorio sono circa 800, di queste solo una metà sono cittadini dello Stato.

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