Fiera di Sant'Antonino, fiumi di visitatori nel caldo torrido

Migliaia di persone si sono riversate tra le bancarelle di Sant'Antonino, nella tradizionale fiera del 4 luglio. Solito immenso campionario di cianfrusaglie, prelibatezze siciliane e oggetti per la casa. Premio a Perotti

Nonostante il caldo torrido, con punte di 34 gradi, migliaia di visitatori, dalla mattina di domenica 4 luglio, hanno preso d'assalto la tradizionale Festa di Sant'Antonono. Decine di bancarelle, snodate dal Pubblico Passeggio, barriera Genova, via Giordani, piazza Sant'Antonino, hanno attirato l'attenzione dei passanti.

I MOMENTI SOLENNI - Intorno alle 11 della mattina, poi, tradizionale processione con il vescovo Gianni Ambrosio (potete vedere le immagini nella gallery), concerto della banda Ponchielli (non certo in "pompa magna", con pochi elementi, bisogna dire, in formazione rimaneggiata) e messa solenne in Sant'Antonino con le autorità. E' stato consegnato, inoltre, l'Antonino d'oro allo scultore Paolo Perotti.

OMELIA - "Oggi siamo qui a ringraziare Dio per la lunga storia di fede - ha detto monsignor Ambrosio nell'omelia -, di speranza e di fraternità di questa nostra comunità. Questa storia, che ha al suo inizio la fede coraggiosa del giovane Antonino, è una testimonianza preziosa che non riguarda solo il nostro passato ma anche il nostro presente e per il nostro futuro. Siamo qui oggi a rendere grazie del "tesoro" - è la felice espressione dell'apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura - che abbiamo ricevuto: è un grande dono di cui vogliamo essere maggiormente consapevoli, è un grande patrimonio che vogliamo accogliere e valorizzare".

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IL SOLITO CARROZZONE UN PO' KITSCH - Insomma, il solito carrozzone amato, piacentinissimo, un po' kitsch, e simbolo di un'intera comunità. Immancabili le bancarelle con i venditori di scope, puliscitutto, pelaverdure, prelibatezze siciliane, oggetti d'artigianato, ninnoli, cianfrusaglie vintage, statuette di legno. Immancabili anche gli abusivi, nascosti negli anfratti tra un banco e l'altro, con borse e cinture di Vuitton dai modelli più taiwanesi che parigini. In due parole, il caro e vecchio Sant'Antonino.

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