Il lavoro può aiutare o nuocere alla salute mentale?

L’intervento del dottor Antonio Saginario alla XXV giornata mondiale della Salute Mentale

FOTO DI ALESSANDRO BERSANI Cesena, Mistraletti e Saginario

L’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha ospitato l’edizione piacentina della  XXV Giornata mondiale della Salute Mentale, organizzata con l’obiettivo di diffondere in contesti sociali più ampi, la prevenzione e la conoscenza dei sintomi, dei  disturbi e delle patologie psichiche con particolare riferimento  alle problematiche che si riscontrano in ambito lavorativo. In precedenti articoli abbiamo pubblicato ampi riassunti dei contributi apportati dai relatori per i quali ricordiamo i link di accesso diretto a fondo pagina. Ospitiamo oggi un’ampia sintesi divulgativa derivata dalla relazione scientifica dottor Antonio Saginario, Professore di Psichiatria Università di Parma e Dirigente Dipartimento di Salute Mentale Azienda Sanitaria di Piacenza.

Il mercato del lavoro è cambiato negli ultimi decenni nell’età del turbo-capitalismo per la prevalenza dei servizi sulla produzione di beni, la richiesta di lavori con alte abilità e alta tecnologia, il passaggio dal lavoro fisico a quello intellettuale e relazionale, la globalizzazione del mercato. Si tratta di situazioni che richiedono al lavoratore una crescente efficienza, produttività, flessibilità e risposte rapide e che invece, spesso si accompagnano a situazioni personali ansiose e di instabilità.

Abbiamo, però ancora una visione antiquata sia del disturbo mentale e del lavoro, ancora rappresentate con immagini ora superate del secolo scorso: il manicomio e la catena di montaggio, come nel film “Tempi moderni”. Il lavoro svolge essenziali funzioni psicologiche quali identità e scopo della vita, ruolo sociale, strumento reddituale per garantire vita privata e familiare, vita relazionale e apprezzamento degli altri, autostima e autoefficacia, sviluppo di nuove abilità. Il lavoro è un valore, secondo solo alla vita privata e familiare, per parecchi perfino il primo.

Una triade di scienze interviene nel campo del rapporto tra salute mentale e lavoro: la medicina del lavoro e la psichiatria, la psicologia del lavoro, la scienza manageriale dell’organizzazione con l’obiettivo è assicurare il benessere del lavoratore. Anche la psichiatria è cambiata negli ultimi decenni per la disponibilità di terapie efficaci tuttavia di frequente non implementate (gap terapeutico). L’obiettivo di cura non è più il solo controllo sintomatico, ma il recupero (recovery) e inserimento sociale ed è esteso di là della schizofrenia al riconoscimento dell’impatto di psicopatologie più leggere ma diffuse, come disturbi dell’umore e d’ansia, sulle assenze dal lavoro per malattia.

I pazienti psichiatrici possono incontrare gravi limitazioni, specie se scompensati e non trattati, sul lavoro quali l’incapacità cognitiva, il rallentamento psichico, sofferenza emotiva, ridotta motivazione e apatia, perdita di autostima e autoefficacia, restrizioni relazionali.

Le conseguenze economiche delle malattie mentali sul lavoro sono la principale causa di assenza dal lavoro di lunga durata e della perdita di produttività. Sono inoltre causa primaria di inabilità al lavoro e pensionamento. Esiste anche la condizione del “presentismo”: il paziente continua a lavorare, anche se é ammalato, ma non riesce a svolgere il lavoro secondo standard usuali, con il  rischio di errori gravi e frequenti.

Gli strumenti disponibili per misurare il disagio psichico in un’organizzazione sono: la valutazione delle assenze dal lavoro, la frequenza di traumi psichici, il tasso di ritorno al lavoro dopo assenze per malattia psichica, il turnover dello staff, il sondaggio di benessere organizzativo, valutazione di Burnout e ingaggio lavorativo.

Il Global Corporate Challenge in uno studio su 1.5 milioni di lavoratori di 4500 aziende in 185 nazioni, ha riscontrato che oltre un terzo dei lavoratori si sente molto stressato in modo grave, il 39% stressato in modo medio. Vi è però una sottostima sulla diffusione: in un sondaggio inglese gli imprenditori richiesti di stimare quanti dei loro dipendenti soffrissero di malattie mentali, ben il 70% stimava i malati sotto al 5%, la metà riteneva di non aver alcun malato psichico. Siamo alla metafora dell’iceberg: la gran parte dei casi sono sommersi e ignoti.

I lavoratori considerati a maggior rischio sono quelli impiegati nelle professioni d’aiuto, come medici, sanitari, docenti, operatori sociali, quelli della sicurezza (poliziotti, vigilanti.) e per il rischio meteorologico gli agricoltori. Virtanen e altri nel 2010 hanno dimostrato che l’eccessiva occupazione dei posti-letto in reparto ospedaliero si correla in modo proporzionale con l’aumento di assenze per depressione e il consumo di antidepressivi: è stato calcolato che un 10% di letti in sovrannumero raddoppia il rischio di depressione.

Si può facilitare il riconoscimento precoce delle malattie mentali applicando: sondaggi di benessere organizzativo, programmi di addestramento per manager, programmi di assistenza al lavoratore e counsellor, disponibili in metà delle aziende USA, ma ancora ben poco in Italia.

CONCLUSIONI

Il lavoro può essere causa e cura di disagio mentale. Si richiede collaborazione tra lavoratori, azienda, sindacati, enti previdenziali e professionisti sanitari (medico, psicologo.). Va costruita e applicata una legislazione di lotta allo stigma e favorente il re-inserimento lavorativo graduale invece del pensionamento con passaggio di responsabilità dallo Stato all’azienda. Va combattuto lo stigma del malato mentale inabile al lavoro e favorito un modello di cura orientato al recupero (recovery) anche lavorativo. Risulta perciò fondamentale creare consapevolezza di questi problemi, grazie anche ad iniziative come questo congresso. E’ ancora valida la massima di Galeno, il massimo medico romano, del II secolo: “Il lavoro è il miglior medico ed è essenziale per la felicità umana”.

Riferimenti:

- https://www.ilpiacenza.it/eventi/salute-mentale-sul-posto-di-lavoro-ansia-e-depressione-- sono-i-disturbi-principali.html

- https://www.ilpiacenza.it/cultura/il-disagio-psicologico-nel-contesto-lavorativo.html

- https://www.ilpiacenza.it/cultura/nelle-cellule-i-meccanismi-della-longevita-stress-e-correlazioni-neuroendocrine.html

- https://www.ilpiacenza.it/cultura/gli-accorgimenti-da-adottare-per-la-tutela-della-salute-mentale-nell-ambiente-di-lavoro.html

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