Il pensiero scientifico e la classicità di Pierfrancesco Periti si proiettano nel XXI secolo

L'intervento di Carlo Mistraletti, presidente della Società medicochirurgica di Piacenza

La XVIII edizione 2016 del PERITI Day, ormai abituale culmine culturale piacentino di fine anno, segnerà anche un punto di svolta della manifestazione. Ne citiamo solo tre motivi fra i tanti: la nascita il 23 ottobre scorso di Matilde Simonazzi, nipote di Pierfrancesco, figlia di Francesca e di Alessandro; la pubblicazione quasi rigorosa di una consistente sintesi di tutti gli interventi (grazie alla solerte raccolta di Renato Passerini, riportati anche in rete sul quotidiano on line “Il Piacenza”, da dove potranno essere universalmente e si spera perennemente consultati e sviluppati); i moniti sapienziali e programmatici del rinomato clinico Giovanni Sali. Nella bella cornice della sala Panini di Palazzo Galli a Piacenza (sede dell’evento per il secondo anno consecutivo, dopo quasi vent’anni di variabilità in pur nobili luoghi) il convegno è stato introdotto dalla voce  dell’ottima Elisa Dal Corso che ha cantato “L’Opera” di Caudio Chieffo.

La relazione del sottoscritto “Con Pierfrancesco nel XX e nel XXI secolo; tra scienza, fede e convivenza” è rimasta in gran parte sulla carta, per lasciare posto ad altri interventi. Tanto più che in veste di moderatore e commentatore, unitamente al decano Manfredi Saginario, ci rendevamo conto vieppiù della  ricchezza, preparazione e attualità delle relazioni e degli interventi programmati ( anche l’ampia richiesta di parola e di domande per il dibattito finale è stata un po’ sacrificata per mancanza di tempo).

Pierfrancesco Periti, mente geniale e versatile, era un grande conoscitore della Matematica, della Biochimica e della Fisiopatologia; esperto in Radiologia, Medicina nucleare e Oncologia, ma altresì delle lingue (basti pensare che oltre al Latino e al Greco, padroneggiava  Inglese, Francese, Spagnolo e Tedesco; negli ultimi anni aveva imparato il Russo viaggiando in treno da Piacenza a Pavia).  Tutti questi ingredienti, unitamente alla passione per l’uomo, per la comunicazione e la didattica, ne hanno fatto un mitico docente, ideale per la cattedra di Patologia Generale all’università di Pavia. Grande era l’affetto e l’ammirazione degli studenti.

Era stato anche medico autorizzato alla sorveglianza medica della Radioprotezione nel Piacentino (il nostro territorio era stato “arricchito” energeticamente da “Arturo”, la centrale nucleare di Caorso che purtroppo dopo tanti investimenti ha funzionato per pochi anni -l’esercizio si è chiuso nel 1986, anno dell’incidente di Chernobyl - mentre da  molti anni  si è in uno stato di travagliata dismissione e ritrattamento, che dura tuttora,  in una complicata  relazione  italo-francese !).

Per passione e per coltivare un rapporto più personale e confortevole con la persona malata, il professor Periti si era anche dedicato brillantemente all’ecografia diagnostica. Nell’intensa mattinata del 27 dicembre abbiamo meditato sul fatto che, sebbene lo spirito peritiano abbia  permeato e talora illuminato le 18 edizioni (oltre ad alcuni bis in Gennaio e numerosi incontri collaterali) non è ancora stato fatto un convegno storico espressamente incentrato sulla vita e le opere di Pierfrancesco Periti (1939-1998). Vuoto che andrà colmato al più presto, essendo a tutt’oggi viva la sua fama e ben memori di lui tanti compagni di scuola e colleghi medici italiani.

Per il rapporto tra Ragione e Fede, le due ali dello spirito umano, potremmo rifarci a una storica conferenza della fine anni ’80: “Per una Metafisica della Biologia” ( i cui contenuti  anticipavano di un decennio un celebre volumetto di Dario Antiseri). Il primo dei 7 punti svolti nella relazione di Periti recitava: “Non si può parlare di bioetica senza aver accennato all’etica, nè di etica senza aver introdotto la metafisica, benchè …”. Dopo aver trattato di ateismo scientifico nel 4° punto e descritto nel 5° i mirabili esempi di finalismo in natura e ancor più nel corpo umano , il 6° recitava: “Dunque in biologia tutto ha un fine, la stessa evoluzione deve avere un fine anche se supremamente misterioso. L’intera storia umana e la stessa esistenza di ogni essere umano devono avere un fine e un significato… “

Molte altre cose si dovrebbero dire su Pierfrancesco, per il fatto che aveva studiato e aveva preconizzato  con almeno 40 anni di anticipo, il dilagare universale dell’inquinamento ambientale, chimico e fisico ( ma anche mentale), l’insorgenza di ingravescenti conflitti settoriali con influssi globali e l’avvento dell’Informatica ( in questo entro quella “sacra Trimurti” di 3 cervelli  piacentini e internazionali, maestri nella Scienza dell’informazione:  Gianni Degli Antoni – Pierfrancesco Periti - Domenico Ferrari).

Per concludere, pur entro una spirale senza fine, che animava i nostri dialoghi entro la Società medico chirurgica di Piacenza dal 1988, ma da sempre fin dagli anni ’70, entro l’AMCI di Piacenza ( assistente don Giuseppe Boiardi “buon parroco ma ottimo biologo”) nella sede del centro culturale San Francesco , vogliamo citare concetti sinteticamente  legati a riflessioni celebri e dispute storiche: “credo ut intelligam”, “Intelligo ut credam” e forse anche  “ Credo quia absurdum”.

In complesso possiamo affermare che le relazioni che hanno trattato temi specifici entro il sottotitolo del Periti Day 2016: Libertà, Economia, Ecologia e Dialogo, sono state più che soddisfacenti. Si è parlato della nostra epoca, dell’anno trascorso ma altresì, per dirlo con il titolo di un libro del grande endocrinologo Vito Patrono, “Ricodando il futuro”.

Carlo Mistraletti

Foto:

- Relatori al Convegno del 27 dicembre scorso da sin.: Manfredi Saginario, Flavio Della Croce, Riccardo Mazza, Giovanni Negri, Carlo Mistraletti, Elisa Dal Corso, Giovanni Sali, Rosanna Cesena, Antonio Saginario

- Ospedale di Piacenza fine anni ’80, da sin: Carlo Mistraletti, Pierfrancesco Periti, Cesare Salti

- Gianni Degli Antoni, Carlo Rubbia, Pierfrancesco Periti

- Carlo Mistraletti, Emanuela Contardi, Pierfrancesco Periti

- il prof Periti con una laureanda che prepara la tesi all’Università di Pavia

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