Il ruolo dei titolari di farmacia dall’anno Mille al XX secolo illustrato in un volume

La pubblicazione di Antonio Corvi e Claudio Ronchi. La presentazione a Palazzo Galli

Lo studio della evoluzione dellefarmacie è una disciplina affascinante perché consente di mettere a fuoco il lungo cammino percorso dalla scienza, per migliorare la qualità della vita e per vincere le più disparate patologie. Offre un importante contributo alla conoscenza di questa materia il volume “Saggi di storia della farmacia, dalle origini al XX secolo”,a cura di Antonio Corvi e di Claudio Ronco, pagg. 240, presentato a Palazzo Galli-Banca di Piacenza, dal dottor Antonio in tandem con Carlo Mistraletti, Robert Gionelli e con interventi dei farmacisti concittadini Bertuzzi e Laneri. 

Il libro racconta una serie di cronache dal Medioevo per giungere ai nostri giorni, in grado di illustrare tante forme poco conosciuti della vita professionale dello speziale; gli aspetti della bottega e della biblioteca delle farmacieche costituiscono un luogo d'incontro tra varie scienze, tradizione e commercio. Se dobbiamo datare l’inizio di una scuola di farmacia prettamente italiana – si legge nelle prime pagine del libro- dobbiamo forse risalire a San Benedetto e alla fondazione nel VI secolo dell’abbazia di Montecassino, dove gli studi sui farmaci erano ritenuti basilari. Verso l’anno Mille sorgeva a Salerno la celebre scuola medica passata alla storia per i suoi trattati di dietetica e di farmacologia. E' stato però Federico II a statuire nel 1200 quei principi di diritto farmaceutico che ancor oggi legittimano e regolano l'antica arte che cominciò con il lavoro dei primi speziali. A partire dalle ordinanze di Federico, tutto il successivo diritto farmaceutico si preoccupa di stabilire i confini delle competenze e degli obblighi del preparatore di farmaci. Assoluto è il divieto di esercitare la professione medica. Il libro offre un interessante percorso delle tappe dell’affermarsi delle farmacie in Italia dall’età antica sino alla moderna, dal quale sintetizziamo i riferimenti piacentini.

La testimonianza dell’esistenza a Piacenza di una “spezieria” è datata 1309. Un fascicolo pergamenaceo di 24 pagine del 1520 elenca l’inventario di una spezieria in vicinanza della chiesa di S.S. Trinità, sita al n. 39 dell’attuale via Melchiorre Gioia. Nelle successive pagine Medicine, Medici e speziali nella peste del 1630 a Piacenza. Verso la metà del 1700 nel ducato di Parma, Piacenza e Guastalla,è istituito il Protomedicato e nell’anno 1769 è pubblicato il ricettario in uso nel Convento di S. Maria di Campagna. Curioso poi il capitolo dedicato alla farmacia da viaggio di Maria Luigia Imperatrice e duchessa di Parma.

Oggi, è il messaggio finale della presentazione aPalazzo Galli,il ruolo del farmacista si è evoluto diventando più complesso e maggiormente vicino al paziente-cliente, pur restando figura complementare a quella del medico. Il farmacista è un professionista che deve sintetizzare quotidianamente il suo sapere scientifico sul farmaco e le sue capacità relazionali con persone. I tempi - richiedono di valorizzare, sia incampo legislativo sia in quello dell’immagine, le mete raggiunte,se vogliamo veramente che la farmacia possa essere consideratapiù uno studio professionale e una sicurezza per la pubblica salute chenon un comune emporio commerciale.

I proventi della vendita del libro sono destinati a sostenere le attività della Associazione Donatori Midollo Osseo i cui referenti sono anch’essi intervenuti a fine presentazione.

GLI AUTORI.

ANTONIO CORVI, laureato in chimica e farmacia è il nono titolare dell’omonima farmacia fondata a Piacenza nel 1715 e che in parte conserva la fisionomia originale all’angolo tra via XX Settembre e Via Felice Frasi.

Presidente dell'Accademiadi Storia della Farmacia dal 1988 al 2013, è autore di alcuni volumi sulla storia della Farmacia Conventuale e Ospedaliera e sul laboratorio galenico delle farmacie dell'800 e di un centinaio di relazioni a congressi nazionali ed internazionali. Socio onorario di diverse società storiche, ha ricevuto nel 2006 il PremioSchelenz che viene conferito ogni due anni dalla Società Tedesca di Storia della Farmacia. Nel 2007 ha ottenuto la nomina a Dottore Europeo per la storia della Farmacia presso l'Università di Barcellona. Attualmente dirige il Centro Culturale "L’Officina Farmaceutica”, che ha recentemente pubblicato il catalogo dei Musei Italiani di Storia della Farmacia.

CLAUDIO RONCO, laureato nel 1976 si è specializzato in nefrologia medicaed ha iniziato una lunga carriera di medico e ricercatore che l’ha portato ai vertici della comunità scientifica internazionale. E' Direttore del Dipartimento di Nefrologia dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza ed è anche professore all’University ofNew York e alla University of Virginia negli USA. Le sue ricerche, raccolte in più di 1300 articoli e 70 libri, sono note in tutto il mondo.  Ha pubblicato più di mille lavori scientifici e oltre ottanta libri. E’ stato insignito di molte onorificenze tra cui quella di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e di Cittadino Onorario della città di Asiago.

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