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In cantiere a Palazzo Galli due mostre dedicate a Francesco Ghittoni

La Banca di Piacenza prosegue l’impegno nella valorizzazione degli artisti piacentini

Procede l’ impegno della Banca di Piacenza volto alla valorizzazione di tutto quanto nella terra piacentina merita di essere divulgato e valorizzato. Nuova occasione è l’allestimento, a metà dicembre nel Salone dei depositanti di Palazzo Galli, di una mostra curata da Vittorio Sgarbi  con Valeria Poli,  dal titolo “Francesco Ghittoni  tra  Corot e Morandi”.

Nell’ambito del percorso culturale volto a riportare a Piacenza quello che è di Piacenza”, l’Istituto bancario   ha recentemente acquistato i carteggi di Verdi e di Illica e  una serie di disegni preparatori e schizzi di prova di Francesco Ghittoni (1855-1928). Alcune di queste opere sono state presentate nella Sala Ricchetti della Banca, dall’avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo, ad una affollata platea, presenti l’assessore alla cultura Tiziana Albasi, il presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Giuseppe Nenna con il direttore generale Mario Crosta, l’architetto Carlo Ponzini, Laura Bonfanti curatrice delle manifestazioni collaterali alla mostra.

Tutto il prezioso materiale documentario riferito a Ghittoni,  ha detto l’avv. Sforza Fogliani, verrà esposto in una seconda mostra che seguirà a primavera, curata dal prof. Alessandro Malinvermi.  Già nella rassegna di dicembre verranno presentati i lavori preparatori di quadri in esposizione.  Con questa iniziativa – ha proseguito  Sforza Fogliani –  onoriamo la figura umana oltre che quella di artista di Francesco Ghittoni, alla cui conoscenza sono fondamentali gli studi pubblicati da Ferdinando Arisi.  Il progetto persegue l’obiettivo di rivalutare artisti apprezzati a Piacenza, ma poco conosciuti a livello nazionale, come è accaduto per Gaspare Landi e Foppiani.  

Il prof. Alessandro Malinverni, docente di Storia dell'arte e conservatore del Museo Gazzola, ha tracciato il  ritratto artistico  di Francesco Ghittoni evidenziando come l’acquisto effettuato dalla Banca  - utile anche a salvaguardare dalla dispersione un genere come il disegno, più fragile rispetto alla pittura - arricchisce una dotazione privata ma che è a disposizione di tutti, perché le opere restano esposte negli  spazi dell'istituto di credito fruibili dal pubblico.  Ghittoni partendo proprio dal disegno e lasciando al colore un ruolo secondario, ha formato una serie di artisti piacentini  insegnando un modello didattico classico e realista.  Aveva una grande capacità non solo di fare arte ma anche di scrivere. E’ stato anche il primo Conservatore del museo civico ospitato allora presso il Gazzola, dove ha insegnato.

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