L’opulenza variegata e dispendiosa della tavola dei Farnese

L’intervento di Stefano Pronti e le tappe successive del convegno sulla storia della famiglia Farnese

Ottavio Farnese

Proseguendo nella presentazione della carrellata di interventi alla recente giornata di studi progettata e condotta dalla dottoressa Antonella Gigli, Direttore Musei Civici di Palazzo Farnese, per conto del Comune di Piacenza e dal prof. Marco Horak per conto dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, che ha rinverdito il forte legame della nostra città con il palazzo simbolo della dinastia farnesiana, sintetizziamo il contributo del dottor STEFANO PRONTI, noto anche per i suoi studi storici afferenti la cucina a Piacenza e in Italia, che ha presentato l’interessante tema  ”LA TAVOLA DEI FARNESE E DELLA CORTE (1568, 1653)”.

La tavola, come destinataria dei servizi della cucina e della credenza, rivela il trattamento alimentare quotidiano della famiglia ducale, che viene declinato in diminuendo e con ricchezza di dati sul personale della corte e sulla servitù. La prima delle due generose e inedite fonti è dell'anno 1568 e rimanda ai tempi di Ottavio, che si trasferiva nella Cittadella di Piacenza da solo, senza la moglie Margherita insediatasi all'Aquila e senza il figlio Alessandro prima allevato nei collegi reali spagnoli e poi governatore delle Fiandre succeduto alla madre, proprio nell'anno in cui vennero sospesi al piano terreno i lavori del palazzo vignolesco, che sarebbero ripresi vent'anni dopo. La seconda fonte del 1653 si colloca nei primi anni di governo del ventitreenne Ranuccio II Farnese, che abitava più spesso nel grandioso palazzo di Piacenza, dove la vita di corte diventava finanziariamente sempre più impegnativa. Tuttavia anche a distanza di un secolo i ruoli del personale di palazzo rimangono simili e la tavola, tanto trascurata dagli storici per essere un tema secondario, rappresenta un'opulenza variegata e dispendiosa, e apre uno scenario pittoresco sulla consistenza della corte. Dal primo contingente documentario si ricavano dettagliatamente i menu ordinari nelle distinzioni canoniche di grasso e di magro per la famiglia ducale e i progressivi loro razionamenti nei ranghi inferiori. Si indicano anche tutti i ruoli professionali della servitù, per cui si ricava un'idea chiara sulla mole di lavoro per la preparazione della tavola.

Dal secondo contingente esce il capitolato d'appalto, aggiudicato a certo Alessandro Rossi il 14 febbraio 1653, per l'affidamento delle forniture della tavola ducale, evidenziando soprattutto le modalità dei servizi e la gestione delle attrezzature e del personale necessario. Oltre al numero di bocche da soddisfare, c'è anche un lungo elenco di cibarie e attinenze di cucina, che getta luce sulla molteplicità dei generi alimentari circolanti all'epoca. Ogni descrizione riferita alla tavola è seguita dalla precisa contabilizzazione della spesa totale.

LE FASI SUCCESSIVE AL CONVEGNO

I relatori dovranno consegnare la propria relazione scritta allo IAGI – Istituto Araldico Genealogico Italiano – entro il 30 giugno prossimo, affinché il Comitato Scientifico del Convegno possa procedere alla revisione delle stesse e alla loro pubblicazione entro la fine del 2018 . Gli appassionati di storia e tutti coloro che hanno a cuore le vicende della città di Piacenza legate alla dinastia farnesiana, potranno così leggere gli atti del  convegno tenutosi nella nostra città, la cui importanza  è testimoniata, oltre che dal profilo dei relatori, dall’interesse evidenziato dal folto pubblico intervenuto e dal fatto di essere stato il primo appuntamento di una quadrilogia congressuale che dalla nostra città proseguirà a Napoli il 22 settembre, a Palermo il 10 novembre di quest’anno, per poi concludersi a Madrid nel 2019. Il fine è quello di compendiare studi passati e recenti sulla dinastia Farnese, dalle origini e  all’ascesa, che l’ha portata a  governare il ducato di Parma e Piacenza dal 1545 al 1731, lasciando  importantissime tracce del suo passaggio, fino alla sua estinzione, avvenuta con Elisabetta Farnese regina di Spagna e il passaggio alla dinastia Borbone, avvenuto in virtù del matrimonio di Elisabetta con Filippo V re di Spagna.

La dinastia farnesiana, sotto il profilo araldico, è tuttora rappresentata attraverso i celebri “sei gigli farnesiani d’azzurro in campo d’oro” che compaiono tuttora nei blasoni della Famiglia Reale Spagnola, così come negli stemmi di molte altre dinastie e famiglie storiche europee.

IL COMITATO SCIENTIFICO

Il prestigioso Comitato Scientifico – organo unico per tutti i quattro convegni -  è formato da studiosi di eccelso profilo e diverse nazionalità e segnatamente:

Presidente d’Onore S.A.R. la principessa Maria Teresa di Borbone Parma

Pier Felice degli Uberti, AIG, AIH, ICOC, IIGH, presidente

Paulo Fernando de Albuquerque Maranhão (Brasile)

Luigi de Anna, ICOC

Giovanni Buttarelli,

Landolfo Caracciolo di Melissano,

Bruce Drurie, AIG, IIGH (Regno Unito) 

Stanislaw Dumin, AIG, aih, ICOC, IIGH (Russia)

Domenico Ferrari Cesena 

Eugenio Gentile

Antonella Gigli

Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato

Marco Horak, AIG, ICOC, IIGH

Manuel Ladron de Guevara i Isasa, AIG, IIGH (Spagna)

Manfredi Landi di Chiavenna, ICOC

Alberto Lembo, aig, ICOC

Carlo Emanuele Manfredi, ICOC 

Manuel Pardo de Vera y Díaz, AIG, IIGH (Spagna)

Stefano Pronti

Denis Racine, AIG (Canada)

Roger Rossell (Andorra)

Michel Teillard d’Eyry, AIG, ICOC, IIGH (Francia)

Carlo Tibaldeschi, AIG, AIH, ICOC, IIGH

Diego de Vargas-Machuca, ICOC

Dirk Weissleder, aig, IIGH (Germania)

(Le abbreviazioni riguardano le seguenti  organizzazioni:

AIG Académie Internationale de Généalogie - AIH Académie internationale d’Héraldique - ICOC International Commission for Orders of Chivalry - IIGH Instituto Internacional de Genealogia y Heraldica)

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Le foto: Ottavio Farnese,  Ranuccio II con la terza moglie Maria d’Este e immagini dal Convegno

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