«La cementificazione e la sistemazione poco idonea rendono l’area Pertite inutilizzabile a parco per due terzi»

Federico Scarpa: «Nessuno ha ancora messo in conto il tipo di ripristino e i costi relativi»

Federico Scarpa

«Puntualizzo – fa sapere in un intervento Federico Scarpa del Consorzio Servizi Infrastrutture e Logistica Piacenza - per l’ennesima volta e spero sia l’ultima, che non sono 30.000 i piacentini che hanno chiesto la trasformazione in parco dell’area della Pertite; ricordo infatti che il voto fu influenzato abbondantemente da un’altra votazione che riguardava il Governo in carica Berlusconi. Se poi andiamo a vedere come si è svolta questa votazione sul referendum ci potrebbero essere dei dubbi che la votazione stessa potesse essere legittima in quanto forse non era ammissibile nei modi e nei termini prevista dalla legge.Come ricorda il Comitato diamo atto che 2.000  persone hanno abbracciato il parco per consolidare la loro richiesta e che queste 2 o 3 mila persone sono quelle che vogliono che la Pertite sia trasformata a parco. Forse non ci si rende conto, ammesso che tutte le pratiche amministrative vadano in quella direzione, esistono altri problemi molto più importanti, che bloccano di fatto l’operazione (non una delibera di Consiglio Comunale). Verifichiamo cosa di fatto può bloccare l’operazione.

Quando si auspica che la bonifica venga conclusa al più presto, significa non tener conto dei percorsi obbligatori che hanno le autorità militari. Circa la famosa pista alternativa di prova dei mezzi militari credo che questa localizzazione debba essere chiaramente indicata dai militari che debbono usarla quando  e come lo ritengano necessario. Cosa che ci sembra non sia così facilmente risolvibile.Osservo che l’area in questione tra cementificazione e sistemazione poco idonea all’interno di fatto rendono inutilizzabile a parco circa i due terzi della superfice e nessuno ha ancora messo in conto i costi relativi al ripristino e che tipo di ripristino si intende fare.

Arriviamo ai costi di gestione. L’Assessore al bilancio così solerte nell’evidenziare le difficoltà della gestione del Comune di Piacenza deve dire chiaramente che ad oggi soldi per la gestione non ci sono. Basti pensare a quanto sostenuto dall’ass. Cisini il quale a fronte di lamentele per la mancata manutenzione dei campi gioco comunali dichiara di non avere un euro da destinare ad essi. credo che questo debba essere uno dei temi in discussione e che coinvolgono direttamente la volontà dei cittadini, non del Comitato Parco Pertite, ma di tutti i contribuenti piacentini che dovranno pagare di tasca propria queste operazioni.Nessuno dice che la richiestaè sbagliata, ma occorre dire chiaramente chi paga.

Il Direttore del Demanio Roberto Reggi,  ex Sindaco, ha recentemente dichiarato presso il Circolo dell’Unione che occorre lanciare il tema di trasformare aree cittadine, cedute dal Demanio, in parchi urbani. Forse è meglio che il neo Direttore, a fronte di quanto sopra dichiarato, si attenga al suo mandato istituzionale e lasci decidere al Consiglio Comunale di Piacenza cosa intende fare.Se passasse questa idea di trasformazione crediamo che al bilancio comunale sarebbe ridotto un colabrodo, mi duole dirlo ma non esistono le condizioni perché l’area dell’Ex Pertite possa essere dei Piacentini entro il 2016

Non solo manca l’ultimo miglio, ma siamo ancora in mezzo al guado. Occorre non farsi eccessive illusioni ma tenere saldi i nervi per operare per il meglio della città». 

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