La lezione di Einaudi nella difficile arte del banchiere

La riedizione della raccolta di scritti dell'economista pubblicati tra il 1913 e il 1924 sono ancora di sorprendente attualità

Un distillato del pensiero di Luigi Einaudi che riassume le modalità per uscire rafforzati dalle fasi di crisi. Questa l’estrema sintesi della nuova pubblicazione del volume “La difficile arte del banchiere”, che raccoglie un estratto degli scritti dell’economista e studioso Luigi Einaudi, su temi di stretta attualità come banche, risparmio, scalate e salvataggi bancari. Il libro edito da Laterza in collaborazione con l’Associazione bancaria italiana (Abi) e l’Istituto Luigi Einaudi, è stato presentato a Palazzo Galli – Banca di Piacenza dal dottor Maurizio Sella, presidente dell’Istituto Luigi Einaudi e componente il comitato esecutivo dell’ABI, di cui è stato presidente.

Einaudi, ha ricordato l’avvocato Corrado Sforza Fogliani in presentazione dell’incontro, ha fatto parte della triade di tre Luigi famosi: Luigi Luzzatti, Luigi Albertini e Luigi  Einaudi. Tutti provenivano dall’ambiente del Credito Popolare. Luzzatti è stato più volte qui a Palazzo Galli dove si  incontrava con Giovanni Raineri, ministro delle terre liberate fondatore della Federconsorzi. Quando Albertini dal Credito Popolare era passato al Corriere della Sera, di cui diventerà direttore storico, aveva chiamato Luigi Einaudi a collaborare alla pagina di economia.  Tutti e tre “i Luigi” si sono battuti  per il principio cardine del cooperativismo. Oggi per quanto riguarda le leggi sulle banche, abbiamo una situazione di indirizzo politico molto più complessa e inframezzata da norme difficili e confusionarie. Alcuni provvedimenti, come quelli assunti anche dal passato governo, sono sostanzialmente ostili alle banche popolari e sembrano ispirati da banche straniere e istituti d’affari. Avrebbero certamente trovato la netta e motivata opposizione di Einaudi, convinto sostenitore delle banche locali, perché banche che si preoccupano delle necessità del territorio di riferimento. A presentare questo libro, ha concluso l’avv. Sforza Fogliani, abbiamo una persona come il Presidente Maurizio Sella con il quale ho mosso in Abi i miei primi passi, sotto la sua presidenza illuminata e determinata nella difesa della vera arte bancaria della quale parla Einaudi. 

L’ABI - ha affermato il presidente Sella - ha ritenuto di ripubblicare questo libro perché l’arte del banchiere, mestiere particolarmente difficile, trova spiegazione negli insegnamenti di Luigi Einaudi e anche per ricordarne l’insegnamento e onorarne gli anni più giovani. Gli articoli raccolti nel libro sono stati pubblicati sul Corriere della Sera tra il 1913 e il 1924. Più che articoli sono saggi che trattano in modo semplice una materia complessa che danno il senso del periodo di riferimento. La cosa bella è che quanto è scritto, per quasi il 90 per cento dei casi è ancora valido; non lo è solo quando lo scenario socio-economico è notevolmente cambiato. Leggerli significa scoprire le origini degli atteggiamenti oggi consolidati nella prassi della vigilanza, del controllo e della supervisione dei mercati finanziari. La prospettiva che ritroviamo in ogni pagina è quella in favore della collettività e dell'interesse generale. Gli articoli di Einaudi sono una eredità che serve all’oggi, ma anche per il futuro. 

L’arte del banchiere è difficile perché la banca è inserita nell’economia e dunque se l’economia va bene, le banche vanno bene, ma se com’è successo dal 2008 al 2015 l’economia va male, il prodotto interno lordo italiano scende, la produzione industriale scende, le banche meno ben gestite vanno in crisi.

Le risposte di Einaudi, articolate e chiarissime, ribadiscono in vari modi il principio che la tutela del valore etico ed economico del risparmio impone allo Stato l’obbligo di non “dare alcuna garanzia, neppure morale, a pro di private imprese. Ogni banca, ogni industria, deve correre le alee inerenti alla sua vita. Se lo Stato garantisse le private iniziative contro le perdite, quale spaventevole abisso si spalancherebbe dinanzi al paese!. Ne discenderebbe il venir meno di ogni stimolo a far bene, l’abbandono di quella necessaria prudenza che ogni imprenditore o banchiere adotta quando sa che rischia del suo. Addossare al contribuente le perdite di un dissesto bancario è azione moralmente riprovevole ed economicamente errata. Lo Stato è tenuto sempre a servire gli interessi pubblici, mai quelli privati perché cosi facendo finirebbe per danneggiare lo stesso bene pubblico.

LA DIFFICILE ARTE DEL BANCHIERE 

Luigi Einaudi

Curatore: R. Villani

Editore: Laterza

Collana: Storia e società

Anno edizione: 2016

Pagine: XIV-201 p.

EAN: 9788858125755 

Prefazione Maurizio Sella e Antonio Patuelli

Post fazione Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia

In appendice: glossaio, note di testo, ministri dei dicasteri economici, bibliografia, indici nomi, istituzioni e luoghi. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ripescata nel Po un'auto con a bordo un cadavere, è Daniele Premi

  • Nuovo decreto e spostamenti tra Regioni e Comuni: cosa si può fare (e cosa no) dal 16 gennaio

  • Frontale tra due auto a Fiorenzuola: tre feriti, uno è gravissimo

  • Brugnello, Rivalta, Vigoleno: Valtrebbia e Valdarda grandi protagoniste a "Linea Verde"

  • Solo in Italia e ricoverato in ospedale a Piacenza, i poliziotti delle volanti si prendono cura del suo cane

  • L'Emilia-Romagna resta arancione, firmato il nuovo Dpcm

Torna su
IlPiacenza è in caricamento