Mario Tessuto: «Se cantassi come faccio da mangiare, sarei Frank Sinatra»

Donatella e Mario Buongiovanni (in arte Tessuto), ricordano il loro felice matrimonio a Grazzano Visconti

I nostri articoli dei giorni scorsi sulle iniziative poste in atto dal parroco don Pietro Maggi e dalla Comunità parrocchiale per sensibilizzare, attraverso il richiamo alle peculiarità artistiche e storico del tempio e a sostenerne il restauro conservativo, sono stati intercettati dalla coppia Mario Buongiovanni, in arte Tessuto che proprio in questa chiesa ha sposato Donatella.

La cerimonia - aveva annotato Gianni Manstretta su Libertà - era cominciata con l’arrivo dello sposo, tutto lustro e stirato nella stretta giacchetta blu (a pallini bianchi), papillon di seta, scarpette di vernice, la testa leonina ben pettinata, abbronzatura perfetta e denti candidi. Un ragazzo simpatico accolto con grandi pacche sulle spalle e dai gridolini “Mario, Mario” del nugolo di ragazzine in jeans e maglione che movimentavano il sagrato. L’ingresso della chiesa era picchettato da intere famiglie, massaie in bici con ancora la sporta della spesa appesa al manubrio, il tutto frammisto a elegantiinvitate in abito lungo e stola di visone, signori in nero, giovanotti capelluti in giacca arabescate usciti fuori da fiammanti fuoriserie.

Tessuto dando il braccio alla madre ha attraversato la siepe di folla ed èentrato nella chiesa infiorata con cesti di gigli e fiori di campo. E qui come tutti gli sposi,ha atteso per venti minuti l’arrivo della sua promessa sposa. Finalmente eccola, biancovestita, corpetto di pizzo, abito lungo tutto pieghe e volants, i capelli neri raccolti e trapuntati di margherite, faccino di porcellana, (occhioni non blu, ma marroni ). Inizia la cerimonia e giunta al fervorino di don Veneziani “se bello è il canto della sua voce, gentile sposo, più bello sarà il canto dell’amore per la sua sposa poiché esso dovrà durare una vita...” , ecco tra parenti  uscir fuori i primi fazzoletti: le prima lacrime spuntano dagli occhi della mamma della sposa, quindi rigano le guance incavate della mamma dello sposo, poi è la volta di un paio di sorelle.

Infine il tradizionale bacio, il turbinio dei flash, il suono della marcia nuziale, prima ancora l’organista aveva eseguito il Largo di Haendel e il motivo “Lisa dagli occhi blu” opportunamente riadattato, stante il luogo e la circostanza.

“Ancora oggi – afferma Donatella - io e Mario siamo orgogliosi di aver scelto per il nostro giorno più bello proprio Grazzano Visconti. La chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano ci ha portato bene , perché a distanza di quarantasei anni, siamo felicemente insieme. Era il 13 settembre  1971; avevamo scelto questo borgo per la sua atmosfera serena e perché desideravamo una cerimonia molto intima. Ma malgrado il nostro silenzio c’era stata qualche soffiata e così quando in abito bianco sono scesa dalla macchina  ho trovato una marea di gente e tanti fotografi  da far invidia al Festival del Cinema a Venezia che era in corso proprio in quei giorni

Dopo il pranzo di nozze al ristorante Castellaccio partimmo per Bari dovemio marito  era atteso per un concerto.  Il viaggio di nozze a Madrid, Barcellona e Palma di Maiorca lo rimandammo a ottobre.

Mario in quegli anni era famosissimo per aver lanciato il pezzo «Lisa dagli occhi blu», una canzone mai dimenticata, che restò nelle hit parade per più di quindici settimane ed è tutt'ora un evergreen della musica leggera italiana.

Dopo un percorso da mamma, nel 1984 ho iniziato a fare coppia fissa e varcare i palcoscenici al fianco di Mario. Dalla nostra unione sono nati due figli Giancarlo e Sabrina e ora siamo nonni di due meravigliosi nipoti. Nel 1999 siamo diventati ristoratori a Besate di un bellissimo locale del 600, denominato, appunto Lisa dagli occhi blu. Ricordo, aggiunge Mario, che "Lucio Battisti diceva che i miei bucatini all'amatriciana erano i migliori, persino di quelli di Roma. Lucio era fanatico per i miei bucatini, non si faceva invitare due volte. Adoro cucinare: i miei colleghi ne sanno qualcosa. Ho fatto tantissime serate davanti a cibi succulenti che, chitarra in mano, sfoggiando in allegria le mie corde vocali. Se cantassi come faccio da mangiare, sarei Frank Sinatra”.

Ora con Donatella continuiamo la nostra attività canora, per portare gioia ai nostalgici, con le belle canzoni degli anni 60 e naturalmente con “Lisa”, richiestissima anche dai giovani. Ma il nostro ruolo più importante è quello di nonni, di due splendidi nipoti, che seguiamo con tanto amore.Un ultima importante cosa bellissima, anche nostra figlia si è sposata a Grazzano Visconti nella stessa chiesa.

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