Molestie sessuali tra psicologia e diritto

Dalla XIX edizione del “Periti Day”

La cortese disponibilità dei protagonisti della 19esima edizione del simposio di studi “Periti Day - organizzato a Palazzo Galli-Banca di Piacenza dalla Società Medico Chirurgica, presieduto dal dottor Carlo Mistraletti e con conclusioni del prof. Manfredi Saginario - ci riserva un’ampia parte della relazioni presentata dal prof. ANTONIO SAGINARIO, psichiatra, psicoterapeuta, perito psichiatra, dirigente Dipartimento Salute Mentale, AUSL Piacenza, professore a contatto Psichiatria, Università di Parma.

Il tema delle molestie sessuali ha già dominato la cronaca anche prima del recente caso Weinstein, il produttore accusato di ricattare famose attrici, chiedendo sesso in cambio di parti nei film da lui prodotti. Tra gli episodi più noti la tormentata nomina del giudice della Corte Suprema USA Clarence Thomas afroamericano accusato dalla procuratrice Anita Hill di aver subito molestie nel 1991, il Presidente Clinton accusato di molestie dalla psicologa stagista Monica Lewinsky (Sexgate) nel 1997; il presidente francese Macron ebbe una storia amorosa quando era ancora studente minorenne con una sua docente Brigitte, diventata poi sua moglie. Sono ripetute e recenti le accuse verso presidente USA Trump…

E’ centrale per la definizione del concetto di molestie sessuali che queste siano subite, indesiderate e sgradite. Sul lavoro si rendono concrete in un ambiente ostile discriminatorio pervasivo per frequenti proposte sessuali (richieste di appuntamenti, avances, contatti fisici sgraditi...) e/o per insulti e commenti offensivi di tipo sessuale, domande intrusive sulla vita privata; ricatti sessuali, in cambio di benefici (per es. promozione, lavoro, incarico, denaro..) o per evitare maleficio (licenziamento, demansionamento). “Quid pro quo” li definisce la giurisprudenza nordamericana che le considera come discriminazione lavorativa, violando la parità tra i sessi.

IL CORTEGGIAMENTO UMANO E LE SUE DEFORMAZIONI.

Il corteggiamento nella specie umana è complesso, dinamico, collegato al contesto; non è prestabilito, come in altre specie animali (per es. mostrare la coda del pavone). Può risultare confuso e ambiguo, è un sistema di comunicazione imperfetto, facilmente vittima di distorsioni cognitive. I motivi secondo la teoria evoluzionistica sono: un segnale troppo diretto del maschio potrebbe danneggiarlo, facendo calare la stima se rifiutato; assenza nella specie umana di un periodo di estro, con chiari e delimitati segnali di una possibile ricettività sessuale femminile. In corso di corteggiamento la comunicazione è perciò vulnerabile ad errori di decodificazione nel distinguere tra interesse sessuale e interesse amichevole (platonico). L’uomo tende a vedere in generale il mondo e le relazioni sociali più sessualizzate, le differenze tra percezione maschile e femminile riguardano le condotte meno chiare, più ambigue, rispetto a quelle intime.

Altri tratti di personalità correlati alle molestie sessuali sono: narcisismo, ipervalutazione della propria attrattività e svalutazione della vita emotiva femminile, impulsività eccessiva con ricerca di forti sensazioni, deficit di empatia e altruismo psicologico, difficoltà di stabilire intimità che porta a carenza di relazioni profonde.

Alcune situazioni che rafforzano la distorsione in gruppi di uomini e quindi il rischio di molestie: abuso di alcol, attrattività della donna, stile di vestire, percepito come “provocatorio”, al contrario della donna che non vi attribuisce questa intenzione.

Vi è grave difficoltà di comunicazione tra diritto e psicologia. Il diritto si priva di una base scientifica, trascurando il contributo fondamentale della psicologia per spiegare il funzionamento del comportamento e della mente umana. Il diritto si è costruito una finzione, homo iuridicus, come l’economia si è costruita l’homo economicus, da retribuire in caso di violazione della legge con sanzioni e la reclusione, la privazione della libertà. Sfortunatamente questo approccio non funziona, come mostra la frequente recidiva dopo la scarcerazione, in specie in caso di violenza sessuale. La punizione infatti, funziona solo se è applicata in modo costante e immediata.

Il colpevole di reati sessuali, sex offender in inglese, è stato oggetto di una fruttifera collaborazione tra diritto e psicologia negli USA, anche in assenza di psicopatologia. Un programma di intervento psicologico, associato in taluni casi a psicofarmaci (serotoninergici e antiandrogeni) è riuscito a ridurre dopo la scarcerazione la recidiva  del reato dal 17% al 10%. Anche in Italia di recente sono applicati programmi specifici e validati in centri pilota, tra cui il carcere di Piacenza.

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