Il carteggio Giuseppe Verdi–Opprandino Arrivabene in mostra fino a domenica a Palazzo Galli

Nuovi contributi confermano l'identità piacentina del grande Maestro

FOTO CARLO MISTRALETTI

Mentre l’azione delle istituzioni volta a rivendicare Piacenza come luogo verdiano è sempre più latitante, ancora una volta, la Banca di Piacenza che da anni “in solitudine” ricorda periodicamente il grande Maestro,domenica scorsa nel gremito Salone dei depositanti di Palazzo Galli,ha regalato ai piacentini "Verdi legge Verdi", opera scritta e interpretata dal regista, attore e drammaturgo Massimiliano Finazzer Flory, accompagnato al pianoforte da Massimo Morelli. Nell’interessante e piacevole spettacolo teatrale,FinazzerFloryha offerto una chiave interpretativa originale esplorando la biografia di Giuseppe Verdi, dando voce allo stesso compositore con una selezione di lettere originali dedicate all’Italia, alla musica, alla politica, all’arte.Ieri, preceduta dalla illustrazione di Roberto Ruozi, presidente della Casa di Riposo per musicisti Fondazione Giuseppe Verdi di Milano e del musicologo Alessandro Turba, nella Sala Douglas Scotti di Palazzo Galli è stata inaugurata la mostra che raccoglie parte del carteggio di Giuseppe Verdi con il nobile mantovano Opprandino Arrivabene. La mostra rimarrà aperta da oggi al 19 novembre, dalle 16 alle 19 e domenica 20 novembre, con orario 10-12,30 e 16-19.

L’epistolario Verdi-Arrivabene sottoposto a procedura di interesse culturale, dal Ministero per i Beni Culturali, è stato di recente acquistato dalla Casa d'aste Bolaffi da un Comitato spontaneo di amici di Giuseppe Verdi che ha avuto il decisivo sostegno della Banca di Piacenza; operazione “da gentiluomini” così definita da Ruozi, nel ringraziamento a Giuseppe Nenna, presidente del Cda della Banca e all’avv. Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato Esecutivo.

Dopo la presentazione e l’esposizione a Palazzo Galli, dove si è già manifestato evidente interesse dei primi visitatori, presenti anche le assessore del Comune di Piacenza Tiziana Albasi e Giulia Piroli, l’intero carteggio andrà a far parte della collezione di cimeli e testimonianze di Casa Verdi, laCasa di Riposo per Musicisti di Milano che, unica al mondo nel suo genere, è considerata l’ultimo capolavoro del Maestro di Busseto che ha dedicato a questo progetto gli ultimi due anni della sua vita, conclusa nel 1901 a 88 anni.

Di Verdi artista e musicista si sa ormai quasi tutto. Meno si sa su altri aspetti della sua vita, che è ricca di aspetti eterogenei e molto interessanti. La lettura dell’epistolario rafforza ulteriormente la conoscenza del Maestro delle sue opere, degli aspetti di vita professionali, privati e pubblici. Confidenza del Verdi politico: «Vedi, se io fossi Governo, non penserei tanto al partito, al bianco, al rosso, al nero. Penserei al pane da mangiare». Quando OpprandinoArrivabene moriva a Roma, il 2 gennaio 1887, Verdi scriveva: «L'amicizia di quasi mezzo secolo, sincera, leale, le molte vicende e infinite ricordanze comuni ad ambedue mi rendono questa perdita dolorosissima, irreparabile».

Il carteggio è da ora a disposizione del pubblico e degli studiosi, che potranno sottoporlo ad un’accurata critica, che contribuirà a diffondere e rafforzare la conoscenza di Verdi e della identità piacentina in Italia e nel mondo.

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