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Notte degli Oscar, nella statuetta per il miglior trucco c’è anche un’esperienza piacentina

Nella notte degli Oscar 2017 un pezzo di storia di Teatro Gioco Vita: Alessandro Bertolazzi, vincitore della statuetta per miglior trucco con il film “Suicide Squad”, ha costruito le sagome de “Il barone di Münchausen”, primo spettacolo d’ombre della compagnia piacentina

Nella notte degli Oscar 2017 c’è un pezzo di storia di Teatro Gioco Vita: Alessandro Bertolazzi, vincitore della prestigiosa statuetta per il miglior trucco con il film “Suicide Squad”, ha lavorato nella prima produzione d’ombre realizzata dalla compagnia piacentina, “Il Barone di Münchausen”.

Era il 1978. Lo spettacolo, tratto da "Le avventure del Barone di Münchausen" di Rudolf Erich Raspe, era scritto e diretto da Flavio Ambrosini. Alessandro Bertolazzi firmava la realizzazione scenica delle sagome disegnate da Lele Luzzati, mentre le musiche originali erano di Nicola Piovani.

Luzzati sarà candidato all’Oscar per i suoi film d’animazione realizzati con Giulio Gianini nel 1965 (“La gazza ladra”) e nel 1973 (“Pulcinella”), Piovani vincerà la statuetta nel 1999 per la miglior colonna sonora con le musiche del film “La vita è bella”. Nel 2017 la candidatura di Alessandro Bertolazzi, la sua prima all’Oscar, poi poche ore fa la proclamazione della vittoria: una statuetta per il miglior “Makup and hairstyling” condivisa con Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per il makeup del blockbuster tratto dai fumetti Marvel. Si può dire che “Il Barone di Münchausen”, pur essendo il primo progetto produttivo di Teatro Gioco Vita, ancora sperimentale, aveva un cast artistico di tutto rispetto.

La collaborazione di Bertolazzi con la compagnia piacentina diretta da Diego Maj passa attraverso Emanuele Luzzati. Piemontese di origine, prima di passare a lavorare nel cinema muove infatti i suoi primi passi nel teatro, dove ha avuto in Luzzati un maestro d’eccezione. Tra le sue prime esperienze anche quella al fianco di Tadeusz Kantor. Poi dal teatro al cinema, una carriera decollata con il film di Giuseppe Tornatore “Malena”.

Ora si divide tra Firenze, Londra dove risiede, e ovviamente Los Angeles. «È stata una lunga strada dal “Barone” fino a qui. – ha scritto alla vigilia della notte degli Oscar Alessandro Bertolazzi al regista di Teatro Gioco Vita Fabrizio Montecchi - Ma una bellissima strada piena di amici che mi hanno aiutato, e voi certamente, siete tra questi». 

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