Orchestra Cherubini e Piacenza, dubbi sul "ritorno" d'immagine per la città

Richiesta bipartisan in commissione cultura: l'Orchestra Cherubini è un'eccellenza, ma il legame con la città di Piacenza andrebbe maggiormente valorizzato

Muti impegnato con la Cherubini

Dal 2004, anno di nascita, l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Mutiha sede a Piacenza e a Ravenna e divide la propria attività in queste due città. Piacenza ospita l’orchestra mettendo a disposizione – gratis - Teatini e teatro Municipale per le prove. La gestione dell’Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni. L'attività dell'Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio di Piacenza e dell'Associazione "Amici dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini". Il rapporto con Piacenza non è in dubbio, ma le istituzioni locali vorrebbero mettere in evidenza l'impegno della città nei confronti di questa realtà. Il rapporto non è mai sbocciato dal punto di vista mediatico: ben pochi sanno che l’orchestra di Muti ha sede e “prova” a Piacenza. 

Tanto che la commissione 3, che si è riunita per affrontare l’argomento, ha ipotizzato di rivedere in futuro lo statuto stesso con la Cherubini. «Piacenza – ha sintetizzato il presidente della commissione “cultura” Carlo Segalini (Lega) – deve avere una forza maggiore nel rapporto di marketing con la Cherubini». Dal 2004 a oggi gli enti locali piacentini hanno impegnato 700mila euro. Il Comune di Piacenza per un anno di prove lascia sul piatto 24mila euro di mancati affitti e spese varie E se intende ospitare un concerto al Municipale, deve pagare la performance come tutti gli altri. 

L’orchestra giovanile ha un organico di 40-45 persone (tutte sotto i 30 anni e provenienti da tutta Italia dopo un cast di selezione molto serrato) ed ha effettuato nel 2017 ben 27 giornate di prove a Piacenza. Ogni performance dell’orchestra in un’altra città prevede un esborso da parte dei promotori di 24mila euro, più 50mila euro come cachet per il maestro Muti. L’orchestra è impegnata per 127 giornate all’anno. Secondo l’assessore alla cultura Massimo Polledri la città di Piacenza merita quantomeno un concerto, un evento, tutto suo (e gratuito) per celebrare questo rapporto.

D’accordo con l'Amministrazione anche le altre forze politiche. «Almeno una prestazione gratuita – ha commentato Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle - ci spetta. Comunque l’orchestra ci fa guadagnare a livello artistico perché dei giovani crescono. Però molti non sanno che la Cherubini opera qua, questa cosa non passa a livello locale, né a livello nazionale. E il maestro Muti spesso si dimentica di Piacenza quando parla della Cherubini. Ci vorrebbe qualcosa di più tangibile come prestazione e marketing. I soldi che diamo alla Cherubini non tornano indietro a livello d'immagine come si pensava». «Le città – ha rilevato Paolo Rizzi (Piacenza Oltre) - vanno a caccia di personalità. Noi l'abbiamo – ovvero il maestro Muti - e non valorizziamo il rapporto tra il maestro e Piacenza. Bisognerebbe impegnarsi per questo brand». «In Italia – ha aggiunto Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - ci sono eccellenze e una di queste è Riccardo Muti. Se l’orchestra fosse a Parma questa istituzione sarebbe la punta di diamante della città e sarebbe su tutti i giornali. Il nome di Piacenza non viene mai menzionato e non appare. Si può fare di più per la città».

«Quando è occupata dalla Cherubini – ha spiegato Vittoria Avanzi, direttrice della Fondazione Teatri - i mancati introiti di Municipale e Teatini sono a discapito anche della nostra Fondazione perché ci troviamo gli spazi occupati e non possiamo organizzare eventi per la nostra stagione teatrale. Noi non siamo a conoscenza dei bilanci della Cherubini. Comune e Fondazione si sono impegnate molto per tenere la sede qui, diamo sempre la disponibilità dei Teatini e del Municipale, però è vero che il ruolo di Piacenza non è riconosciuto dall’orchestra».

Il direttore artistico della Fondazione Teatri Cristina Ferrari ha difeso il patrimonio culturale piacentino, già ricco di per sé. «La Cherubini non è un'eccellenza di Piacenza, è un qualcosa in più. Il municipale è un'eccellenza da sempre, Piacenza deve guardare a testa alta nel panorama culturale italiano. La Cherubini ha la sede qui, non porta il nome di Piacenza e non lo deve portare. L'eccellenza è Piacenza e i suoi teatri». D’accordo anche Stefano Cugini (Pd): «Muti aggiunge qualità a Piacenza, ma già ne abbiamo grazie alla nostra offerta».

Per Forza Italia è intervenuto Michele Giardino. «Non c'è un vantaggio per Piacenza, continuiamo pure l'ospitalità gratuita ma ci sia un dono da parte loro. Se li facciamo pagare però corriamo il rischio che non abbiano più interesse a stare qui. Io penso che ci sia del buono in questo rapporto perché comunque si sta parlando di giovani, però ci sono di mezzo dei soldi pubblici e ci deve essere quindi un ritorno “pubblico” per la città. Ci vuole una presenza più incisiva sul territorio piacentino da parte dell’orchestra». La commissione 3 ha così pensato di riparlarne e rivedere le regole d’ingaggio, chiedendo un impegno più consistente della Cherubini per la città che dal 2004 ospita i giovanissimi musicisti. A maggio, intanto, l’orchestra proverà per quattro giorni al Municipale per preparare una tournée.

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