Papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, il racconto di Manfredi Saginario

La visita di Papa Francesco a Pietrelcina dei giorni scorsi è stata breve ma di grande intensità interiore e di particolare fede ed emozione per tutti i presenti. Ce ne fornisce una cronaca diretta di Manfredi Saginario, Primario Emerito Divisione Neurologica dell’Ospedale di Parma, Specialista In Neurologia , Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile, protagonista di tante edizioni delle giornate piacentine Periti Day organizzate da Carlo Mistraletti

Sono andato a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, ci racconta il prof. Manfredi, unitamente a tanti altri miei amici per essere presente in questa terra. Sono un pietrelcinese e anche se per motivi di lavoro sono fuori, vengo sempre nella mia terra per pregare Padre Pio. La presenza di Papa Francesco è il segno tangibile per l’amore e la stima per il nostro San Pio. Ho vissuto questo incontro di grande gioia e riconoscenza per un Papa sensibile e nello stesso tempo legato alla nostra amata terra. La sua umiltà è l’esempio per tutti dell’amore per le cose semplici. Sono felice per le sue parole, dal momento che ha nominato solamente noi “pucinari” (pietrelcinesi N.d.r. ) nel corso del saluto a tutti i convenuti. Altro segno di attaccamento a questo popolo e a questa terra.  

Mi sono molto commosso perché il Santo Padre calpestava la terra della mia infanzia. I miei nonni materni (mia nonna era sorella della nonna di Padre Pio) avevano assieme ai “Forgione” la proprietà dei fondi ed anche la masseria (casa colonica) era condivisa. Ho avuto la gioia di baciare la mano del Papa in uno stato di profondo turbamento e non sono riuscito a proferire parola se non quelle convenzionali.    La commozione che mi ha accompagnato per tutto il tempo dell’incontro mi ha prodotto una scarica di adrenalina quando ho saputo che il commentatore di TV 2000 nel servizio sul viaggio di Papa Francesco a Pietrelcina ha ricordato le doti di Padre Pio di saper orientare. A Lui infatti  ci si rivolgeva per la giusta vocazione ma anche Lo si interpellava per altri problemi più semplici  tipo se vendere un terreno o un maiale. Ha anche citato la mia persona in quanto pronipote del Santo, riferendo che quando gli avevo posto la domanda  se scegliere la strada del medico o del frate missionario,  Padre Pio rispose  “il medico perché permetteva di contattare molte più persone anche  lontane dalla fede e che si poteva essere ugualmente missionario rimanendo in Italia!”. 

Applausi fragorosi e grida di ammirazione per Papa Francesco espressi in modo ripetitivo e con calorosa gioia da una folla esultante, lieta, gioiosa. Tutto ciò è cominciato appena l’elicottero ha dato i primi segni del suo arrivo. Il Papa si è lamentato anche della disoccupazione che è particolarmente alta nel sud e a Pietrelcina stessa. Nel percorso verso il palco il Papa ha incontrato anche un cieco e lo ha abbracciato amorevolmente come un padre.  Altri momenti particolarmente emozionanti: l’incontro del Papa con due pucinari miei amici di età avanzata: Cavalluzzo Cosimo, un “giovane” di 95 anni,  e Orlando Alberto di anni 97, che abita lì vicino e che ha donato al Papa  una lattina di olio proveniente dalla terra agricola di Padre Pio.  Sono rimasto molto colpito e sorpreso felicemente nell’aver visto sul palco a fianco al Papa la statua della Madonna normalmente collocata sull’altare maggiore della nostra Chiesa e venerata da Padre Pio: l’immagine della Madonna mi era apparsa straordinariamente espressiva e con aspetto giovanile, sorridente, disponibile.  

Pietrelcina – ha detto Papa Francesco - appartiene a Padre Pio e deve mantenere la sua identità.  Era presente all’incontro anche una piacentina, la signora Gabriella Baldini, titolare del Ristorante Cristian.  Sono molto grato al Papa perché ha concesso anche alle Sacre Spoglie di Padre Pio la sosta a Pietrelcina al ritorno da Roma al termine del Giubileo della Misericordia nel 2016, prima di rientrare a S. Giovanni Rotondo. Ciò ha realizzato una profezia di Padre Pio: infatti nel 1916 quando andò via da Pietrelcina, disse che sarebbe ritornato solo 100 anni dopo e così è stato.   Sono anche grato a Papa Francesco di aver accolto la mia richiesta di ricevere i pazienti parkinsoniani alla Sala Nervi in un incontro di fede e di speranza.

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