Piacenza capitale della cultura? La città dimostri che sa recuperare le sue ricchezze storiche

Quando si parla di progettare un futuro in questa città non sono quasi mai d'accordo. Gli interessi predominanti sono sempre gli stessi e non da adesso

l'Hotel San Marco

Ieri (19 Gennaio 2017) due interventi su Libertà, su argomenti apparentemente differenti, hanno colpito la mia attenzione, come credo quella di molti altri lettori. Il primo intervento non poteva non notarsi perché in prima pagina ed a firma di un noto economista ed ex sindaco, ha per titolo: “La logistica è importante, se è davvero tale”,  il secondo, nelle pagine delle opinioni titolato: “ Pertite, non parco ma impianti sportivi, perché?” a firma del Comitato per il Parco Pertite-Bosco in città.

Ambedue riportavano delle considerazioni sulla città, sulla sua amministrazione e sullo sviluppo economico della stessa. Le sorprese possono essere piacevoli, talvolta. Ma quando si parla di progettare un futuro in questa città non lo sono quasi mai! Gli interessi predominanti sono sempre gli stessi e non da adesso. Assistiamo in Italia, dagli anni sessanta in avanti (e purtroppo ancora oggi) ad un saccheggio del territorio che non ha limiti territoriali (Nord-Sud, mare-montagna) e nemmeno termine temporale (ullo fine). Comunemente: la mani sulla città! E per città non è da intendersi solo la cinta urbana, ma tutte le pertinenze che ad essa fanno capo. In periferia, la logistica chiede ancora terreno agricolo per cementificare e farne capannoni, il centro della città, attraverso i suoi amministratori, cercando di costruire anche dove la destinazione a verde pubblico sembrava non dovesse avere alternative. Per costruire basta aggiungere una qualche bandierina ed il giuoco è fatto, se proprio deve rimanere area pubblica, basta cambiare la destinazione, da verde pubblico a verde attrezzato, dove potranno sorgere impianti sportivi, in altre parole, strutture di fabbricati, parcheggi e poi… qualche negozietto, non per speculazione si dirà, ma semplicemente per fornire ulteriori ed utili servizi ai cittadini.

Basta fare una passeggiata, sconsigliata da un punto di vista salutistico, nella periferia cittadina, per vedere le mostruosità di costruzioni che alla logistica sarebbero dovute servire, ma che sono e restano inutilizzate perché costruite per mera speculazione edilizia, mentre si chiede di estendere ancora l’area destinata alla logistica! Piacenza per erosione del suolo agricolo è la prima in regione, ma non è certamente la prima per occupazione ed opportunità imprenditoriali. Così come per verde pubblico. Lo sforamento dei limiti formali dell’inquinamento dell’aria ci vedono ai primi posti. E la storia continua….

Ho sentito pubblicamente dire da parte di qualche assessore che Piacenza proporrà la propria candidatura a capitale della cultura per il 2020. Bene.  Finalmente una bella notizia ho pensato, peccato che ad un primo istintivo entusiasmo sia subentrata una qualche riflessione. Per essere una capitale culturale, una città dovrebbe avere tutte quelle condizioni minime senza le quali è impensabile proporsi. Le condizioni comprendono i servizi, i trasporti, l’organizzazione e la valorizzazione dei beni storici, architettonici, ambientali e culturali in generale. Allora mi sono tornati alla mente che tra le condizioni minime dettate all’uomo per sopravvivere c’è l’aria e la sua qualità. Senza aria non può esserci vita e di conseguenza cultura.

Qualità dell’aria, è condizione “sine qua non” per parlare di condizione minima di concetti come la “qualità di vita” di una città. Una classe politica si distingue se ha la capacità di indirizzare uno sviluppo affinché sia risolutorio di problemi: un parco destinato a verde pubblico va nella direzione di migliorare le condizioni generali della città, non si capisce perché deve essere ostacolato e addirittura non dovrebbe essere realizzato (o, forse lo si capisce troppo bene). Prima di permettere nuove ondate cementizie, una corretta e onesta amministrazione dovrebbe verificare che le strutture esistenti siano utilizzate completamente o in buona percentuale. Così per la logistica come per la città nel suo complesso: non si può continuare a costruire per lasciare vuoti capannoni e interi palazzi, a volte nemmeno terminati.

Può proporsi Piacenza città della cultura dopo avere permesso la realizzazione di un Centro Commerciale quale Borgo Faxhall che ha oltraggiato il Parco delle Mura e Santa Maria in Torricella?

Può proporsi Piacenza città della cultura dopo avere permesso le costruzioni dell’ex centro di formazione ENEL, in uno dei pochi e certi siti di resti romani monumentali?

Può proporsi Piacenza Città della Cultura se non riesce a valorizzare luoghi come l’ex albergo che ospitò tante volte Verdi, in via San Marco?

Può proporsi Piacenza città della cultura se ancora il deposito Berzolla viene lasciato decadere e rimane perfettamente abbandonato?

Può proporsi Piacenza Città della Cultura se intende e vuole costruire un parcheggio sotterraneo in uno dei luoghi più ricco di storia come piazza Cittadella?

Può proporsi Piacenza città della Cultura se i resti del Castello Farnese rimangono ancora nascosti ed abbandonati, tra un parcheggio ed un’area militare?

Può… l’elenco potrebbe continuare.

Piacenza sarà candidata ad essere Capitale della Cultura e si potrà raggiungere l’obiettivo se alcune riparazioni in corso d’opera saranno realizzate, è ancora possibile, la Città ed i suoi abitanti vogliono ancora sperare, alcune iniziative sono tra l’altro state annunciate. Sperare in una città che recuperi, preservi e valorizzi le sue ricchezze storiche (alcuni esempi ci sono stati in verità), che si attrezzi di verde pubblico affinché possa migliorare la qualità dell’aria, che smetta di cementificare per mera speculazione.

Piacenza potrà essere proposta Capitale della Cultura, me lo auguro di cuore venga scelta, perché nonostante tutto e malgrado i tanti che si sono succeduti nell’amministrazione della cosa pubblica, Piacenza è una città con un grande cuore, con una storia di più di duemila anni che ha resistito a tantissimi oltraggi ed ancora resiste…

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