Piacenza ringrazia gli studiosi del nostro dialetto

Presentato alla Banca di Piacenza il libro di Fausto Ersilio Fiorentini che ricorda gli studiosi della nostra lingua locale

FOTO DI CARLO MISTRALETTI

Gente tosta, questi piacentini, abituati fin dal medioevo con mercanti, notai e banchieri, a lavorare più che a chiacchierare: “testa bassa” e produrre, senza curarsi troppo della notorietà. Così è stato per gli studiosi della nostra lingua locale che, operando dietro le quinte, senza “clangor di buccine”, hanno avuto il merito di avere studiato, analizzato la lingua dei nostri padri, e ci hanno consegnato un patrimonio che è nostro dovere cercare di conservare e difendere, anche nell’epoca della globalizzazione, perché è parte integrante del nostro humus, delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Queste persone andavano ringraziate e ricordate, molti scomparsi, ma anche quelli che ancora oggi operano per questa conservazione, come la Famiglia piasintèina o la Banca di Piacenza che, tramite il suo presidente del Comitato esecutivo Corrado Sforza Fogliani, ha reso di Palazzo Galli un centro di cultura e di valorizzazione della piacentinità.

Così Ersilio Fausto Fiorentini, insegnante, giornalista e studioso di storia locale, ha scritto un libro dal titolo “Piacenza li ringrazia”, un progetto subito “sposato” dalla Banca di Piacenza che ha provveduto alla pubblicazione del testo, “un istituto di credito- ha evidenziato Sforza- unica banca locale rimasta al servizio della nostra terra”. Il volume è stato presentato a Palazzo Galli alla presenza di un folto pubblico con l’autore in dialogo con l’avv. Sforza che ha ribadito “la riconoscenza verso questi piacentini (non come poeti ma come studiosi) che hanno arricchito la cultura del nostro dialetto con il loro apporto”. Sono (in ordine alfabetico) Carmen Artocchini, Luigi Bearesi, Pietro Bertazzaoni, Leopoldo Cerri, Ernesto Cremona, Lorenzo Foresti, Egidio Gorra, Luigi Parabopschi, Guido Tammi. Studiosi diversi per estrazione sociale, provenienza, professione, ma tutti accumunati dalla passione verso una lingua complessa da studiare, ma comunque affascinante per le sue valenze sociologiche e che riflette cultura e tradizione della nostra storia locale. Di tutti Fiorentini ha tracciato un profilo biografico ed una presentazione dei loro studi più significativi, un contributo, quello del giornalista, per ricordare per sempre le loro figure di studiosi ed uno sprone per proseguire la loro meritoria opera.

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