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Sabato, 21 Maggio 2022
Cultura

Piacenza si candida a capitale della cultura sulla scia del Guercino

In Fondazione confronto tra associazioni culturali ed economiche della città sulla candidatura di Piacenza a capitale della cultura italiana. Il dossier da presentare entro il 15 settembre

La macchina si è già messa in moto e prova a prendere slancio. La presentazione della candidatura di Piacenza a capitale della cultura italiana 2020 è il motivo per cui, nella mattina del 9 settembre, autorità, associazioni culturali e categorie economiche, si sono incontrate all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’obiettivo è quello di fare squadra e presentare una proposta vincente per ottenere il riconoscimento: Piacenza è soltanto una delle 46 città e cittadine partecipanti. Ha ancora pochissimi giorni – la scadenza è il 15 settembre – per presentare il suo dossier al Ministero dei beni culturali in cui è illustrato il programma delle attività culturali da organizzare nel 2020. Accanto a questo, anche una valutazione economico-finanziaria e l’elaborazione di una struttura articolata in grado di organizzare e monitorare gli eventi.

Dal 15 settembre al 15 novembre Piacenza saprà poi se è riuscita ad evitare la prima scrematura per entrare nelle dieci città che si contenderanno la nomina a capitale. Se la nostra città supererà questo primo scoglio, partirà una nuova fase più approfondita e articolata, in cui Piacenza dovrà mettere veramente sul tavolo le sue proposte. A coordinare la candidatura – attingendo nel frattempo al suo bilancio – è la Fondazione di Piacenza e Vigevano, a cui ovviamente si affianca il Comune di Piacenza, la diocesi di Piacenza-Bobbio e la Camera di Commercio: queste quattro realtà compongono il comitato promotore.

Questa mattina Paolo Verri, urbanista di Torino incaricato di dare una mano nella presentazione del dossier, ha motivato le realtà piacentine, a pochi giorni dalla scadenza. «Dobbiamo arricchire il dossier della presentazione di Piacenza tramite alcuni gruppi di lavoro. Avremmo voluto convocarvi il 4 agosto con 37 gradi, però non è stato possibile.  Non piangiamo sul latte versato. Si parte oggi, poi ci ritroveremo qua a novembre per capire se saremo nelle prime dieci. E se non ci entreremo dovremo capire perché non siamo stati presi in considerazione». Se Piacenza entrerà nelle prime 10, dovrà selezionare anche un manager per concretizzare le idee e i progetti. Accanto a questo, occorrerà un comitato d’onore e uno organizzatore.

«Il dossier richiesto in questa prima fase – ha spiegato Verri – è di 60 pagine A4: non possiamo inserire tutto. C’è dentro la visione che abbiamo, ovvero le quattro aree di sviluppo sul tema di “Piacenza crocevia” e una prima valutazione di impatto economico». Verri è stato chiamato dall’assessore alla cultura Massimo Polledri. «È un percorso che arriva da lontano – ha detto Polledri -, stiamo facendo la seconda parte. Siamo un po’ come Pollicino che raccoglie i pezzetti di pane della cultura piacentina per dare un senso. Raccogliamo un’eredità della passata amministrazione che portiamo avanti». Nelle prime pagine del dossier che Piacenza presenterà si dà risalto all’esperienza del Guercino, che ha avuto 100mila visitatori. «Piacenza – si legge – è uno dei cuori pulsanti dell’Italia che funziona: è crocevia necessario ed essenziale dell’intera filiera logistica del Paese, è snodo ferroviario, è luogo in cui partono e arrivano merci che la digitalizzazione del sapere e le nuove forme di consumo non riescono assolutamente a comprimere, ma anzi a far viaggiare ancora più veloci». «Per il 2020 – continua – Piacenza non intende solo collegare tutte le sue eccellenze architettoniche, riaprire i suoi cortili privati ricchi di storia e di tradizioni, ma portare in Italia il meglio della cultura giovanile internazionale e affidarle il rilancio di alcuni luoghi simbolo: le caserme, il palazzo ex Enel in centro città che si trova fra la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi  e il teatro dei Filodrammatici…». 

Verri, responsabile della preparazione del dossier, ha poi invitato i presenti a dividersi in gruppi di lavoro per un confronto aperto sulla candidatura: dai dibattiti sono emersi spunti che arricchiranno le sessanta pagine che entro il 15 settembre dovranno essere consegnate al Ministero. 

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