Presentato a Borgonovo il libro “Le due guerre di Giuseppe”

Raccoglie le memorie di Giuseppe Centenari, il fante vittorioso nella guerra in trincea, ma sconfitto in quella con la burocrazia

Un pubblico numeroso nonostante il muro di nebbia che avvolgeva il paese, ha accolto con favore all’Auditorium della Rocca di Borgonovo,lapresentazione del libro “Le due guerre di Giuseppe – Memorie di trincea e di burocrazia del borgonovese Giuseppe Centenari”, quarto della collana “Piacenza in grigioverde” diretta da Filippo Lombardi.

Il volume nasce dal quaderno sul quale Giuseppe Centenari classe 1892, nel 1931 all’età di 39 anni si mise al tavolo, prese calamaio e penna per  fissare su carta i suoi ricordi di guerra e di vita.Si tratta di memorie, scritte a tredici anni dalla fine della guerra che trovano moltissime corrispondenze quando vengono verificati nei libri di storia o sottoposti a controlli di tipo archivistico. Un'altra interessante particolarità è che non si tratta di memorie di argomento strettamente bellico, molti sono infatti i riferimenti e le notizie spicciole suBorgonovo Val Tidone.

 In appendice al volume una parte intitolata “Borgonovo nella Grande Guerra”, che racconta di come il paese partecipò al conflitto, delle iniziative assistenziali messe in atto, degli ospedali militari sistemati in paese, dei caduti e dei monumenti a loro dedicati.

A Borgonovo, dopo i saluti dell’assessore all’Istruzione Ada Guastoni e del sindaco Pietro Mazzocchi, ha preso la parola il primo dei curatori del libro, Filippo Lombardi, che ha presentato e illustrato la collana, giunta oggi al quarto volume e ha annunciato che il progetto editoriale prosegue con slancio,  nel 2017 sono previste tre nuove uscite.  A seguire iltenente colonnello Massimo Moreni del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, ha illustrato la storia del ponte di barche di Plava, che parte importante riveste nelle memorie pubblicate, e infine l’altro curatore, Alessandro Centenari, nipote del protagonista, ha rievocato con parole commosse e avvincenti le vicissitudini del suo avo, che dopo la Grande Guerra svolse per decenni l’attività di bidello nelle scuole di Borgonovo, un personaggio conosciuto da tutti e ancora oggi ricordato dai più anziani.

Sorge la domanda perché "Le due guerre di Giuseppe"? Presto detto: “La prima è la guerra del tempo di guerra”,quella che vede Giuseppe Centenari al fronte alla fine dell'estate 1915; in tempo per partecipare alla terza battaglia dell'Isonzo, sul fronte carsico. Dopo poche settimane si manifestarono i sintomi di quella che sarebbe poi stata diagnosticata come l'infezione da colera, che obbligò Giuseppe ad affrontare un viaggio in treno-ospedale, oltre che lunghi periodi di ricovero nellazzaretto di Parma e in diversi altri ospedali afflitto da una malattia che segnò indelebilmente gli anni successivi dellasua vita.

Giuseppe Centenari terminò la sua vita militare il 13 aprile 1919 e qui inizia idealmentela sua seconda guerra, quella burocratica, una lotta estenuante fatta di visite mediche, accertamenti, ricorsi e contro ricorsi, combattuta contro ufficiali medici, commissioni sanitarie ministeriali, fino alla Sezione Speciale per le pensioni di guerradella Corte dei Conti, per farsi riconoscere come dipendente da causa di servizio, una cardiopatia di cui soffriva, forse conseguenza del colera che lo aveva colpito nel corso del conflitto. La seconda guerra di Giuseppe Centenariterminò ufficialmente a maggio del 1936, quando venne definitivamente respinto il suo ultimo ricorso datato dicembre 1931.

“Le due guerre di Giuseppe” è edito da Marvia edizioni ed è reperibile presso la Libreria Romagnosi di Piacenza.

I CURATORI DEL VOLUME

FILIPPO LOMBARDI, medico psichiatra e psicopatologo forense, vive e lavora a Piacenza. Da sempre appassionato cultore di storia militare, storia locale e uniformologia, ha pubblicato fino ad ora circa 20 volumi e oltre 100 articoli su riviste specializzate italiane ed estere. Tra i fondatori della prima Sezione Storica della Croce Rossa in Italia, per le sue ricerche ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Merito C.R.I. e nel dicembre 2013 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Fa parte del Comitato Scientifico della rivista "La Grande Guerra".

ALESSANDRO CENTENARI, piacentino, ma proviene da una famiglia la cui presenza è documentata sin dalla seconda metà del Settecento nelle zone limitrofe a Borgonovo Val Tidone. La passione per la storia lo avvicina al mondo del collezionismo storico militare. Con il collezionista piacentino Gian Maurizio Conti e il fotografo Maurizio Cavalloni (Foto Croce), pubblica tre volumi in più lingue, che documentano la presenza delle truppe germaniche, a Piacenza. Nel 2015 ha organizzato una mostra sulla Grande Guerra a Palazzo Farnese, collaborando con alcuni amici collezionisti, il Comune di Piacenza e il 2° Reggimento Genio Pontieri, evento, classificato qualitativamente tra i più importanti d'Italia nell'anno del centenario dell'entrata in guerra nel primo conflitto mondiale.

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