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Foto Camillo Murelli e Oreste Grana

Foto Camillo Murelli e Oreste Grana

"I tesori dei Farnese": il libro che rafforza la candidatura di Piacenza a Capitale italiana della cultura

Presentato in Cappella Ducale il volume scritto dal prof. Mariano Andreoni: un poderoso saggio tra arte e storia che in 316 pagine corredate da un importante apparato fotografico di oltre 300 illustrazioni a colori, traccia la storia dei Farnese da Ranuccio il Vecchio (1390-1450) a Elisabetta Farnese (1692-1766), per poi ricostruire con la maggiore completezza possibile i loro "Tesori"

La Cappella ducale di Palazzo Farnese, posta al primo piano di fianco al grandioso scalone di rappresentanza, scrigno di eleganza maestosa e austera nelle sue linee, è stata giusta cornice per la presentazione del primo tomo de “I tesori dei Farnese” scritto dal prof. Mariano Andreoni e pubblicato da L.i.r Piacenza. Si tratta di un poderoso saggio tra arte e storia che in 316 pagine corredate da un importante apparato fotografico di oltre 300 illustrazioni a colori, traccia la storia dei Farnese da Ranuccio il Vecchio (1390-1450) a Elisabetta Farnese (1692-1766), per poi ricostruire con la maggiore completezza possibile i loro “Tesori”: le collezioni  d’arte che impreziosivano le sontuose residenze farnesiane di Parma, Piacenza, Caprarola e Roma. Raggruppa in ordine logico le opere, ne fornisce l’immagine, le descrive e le localizza, fornendo l’accesso alla conoscenza di un prezioso patrimonio fino a ora presentato in modo sparso in una miriade di pubblicazioni. 

Tiziana Albasi, assessore alla Cultura del Comune di Piacenza, ha evidenziato come la candidatura della nostra città a Capitale italiana della cultura 2020 con il Farnese tra i punti di forza, riceve ulteriore motivazione dal libro di Andreoni che, per  Eugenio Gentile presidente dell'Ente Farnese,  costituisce una summa di arte, storia ed antiquariato. Marco Horak responsabile dell'Ente Museo Palazzo Costa -Fondazione Horak, ha evidenziato come l’autore abbia una caratteristica poco diffusa tra i ricercatori dei nostri tempi, quella di studiare e documentarsi, al punto che nei prossimi anni sarà difficile trovare un compendio di così elevato livello qualitativo.

Un obiettivo – si legge nella prefazione del volume - è stato quello di far rivivere i fasti dei personaggi che abitarono nei palazzi farnesiani, di riconsiderare la valenza storica e politica che queste dimore volevano comunicare anche attraverso la sua forma artistica. Una forma ben nota per quanto riguarda l'aspetto architettonico e pittorico, meno per la veste decorativa, d'arredamento, che testimonia tra l'altro il variare del gusto e l'uso che dei palazzi fecero i Farnese nei secoli in cui li abitarono.  Si è ritenuto opportuno dividere la trattazione in due parti essenziali. Una prima parte, di carattere introduttivo, è dedicata alla storia dei Farnese con relativa tavola genealogica e brevi profili biografici dei principali personaggi della famiglia. La seconda parte comprende le sezioni dei vari "tesori farnesiani", il vero contenuto di quest'opera. La prima è focalizzata sugli arazzi e ne illustra una ventina, la maggior parte dei quali sono attualmente conservati al Palazzo del Quirinale a Roma, al Museo di Capodimonte a Napoli e a Villa Medicea della Petraia a Firenze. La seconda sezione mette in luce l'Armeria, la terza i bronzetti e l'ultima di questo primo volume, la galleria delle cose rare. La maggior parte degli oggetti di queste ultime sezioni è conservata al Museo di Capodimonte.

I TESORI DEI FARNESE a Parma, Piacenza, Caprarola, Roma; formato cm 24 x 28, di Mariano Andreoni, vol. 1. Pagine 316 con circa 300 illustrazioni a colori. Prezzo di copertina euro 33

MARIANO ANDREONI già insegnante di materie letterarie nella scuola superiore di primo grado. Studioso di storia locale ha pubblicato articoli sul quotidiano "Libertà" e su riviste culturali. Ha pubblicato i volumi "Podenzano uomo e territorio" (1986); "Pontenure, il volto di un paese e di un territorio"  1988, “Pontenure e il territorio (coautore, 2002); "Grazzano Visconti" (2012), monografia dove traccia, per la prima volta, la storia completa del borgo piacentino.   L’autore ha espresso pubblica sincera gratitudine (accompagnata da un momento di commozione), agli amici che hanno fornito aiuto soprattutto di carattere organizzativo. In particolare Elena Barbieri per l’accurato e attraente progetto grafico, Oreste Grana per l’ottimizzazione delle fotografie, Renato Passerini per i servizi editoriali, il personale della Biblioteca comunale e in particolare Lucia Genesi che si è prodigata nel reperire testi rari e non facilmente consultabili. Il volume che si fregia anche del patrocinio dei Comuni di Parma e Piacenza, è stato stampato da La Grafica S.n.C e ha avuto il sostegno de: l’Azienda vitivinicola La Tosa, Museo della Vite e del Vino Fernando Pizzamiglio e di QAS-consult com.

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